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Scavi e movimento terra: rischi in cantiere

Rischio seppellimento, paratoie, cassoni prefabbricate: le misure di sicurezza da adottare e la normativa di riferimento. Il focus dell’esperto di sicurezza sui cantieri edili

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Una tappa cruciale nella gestione della sicurezza nei cantieri edili riguarda le attività di scavo e movimento terra. Il TUSL definisce in modo chiaro le norme da rispettare. Ciò nonostante, le attività di scavo e movimento terra sono ancora fonte di incidenti e infortuni, come del resto i recenti fatti di attualità e i dati numerici confermano. Alla luce di questo aspetto, quali sono i principali rischi sul cantiere e quali le misure di sicurezza da adottare?
Vi proponiamo l’articolo seguente, tratto da “Manuale operativo della sicurezza nei cantieri edili – II Edizione”, il nuovo volume di riferimento per gli operatori del settore sicurezza nei cantieri. Pubblicato in queste settimane e presentato ad Ambiente Lavoro 2017, questa nuova edizione del volume aggiorna il tema rispetto a tutte le normative più recenti. Per acquistarlo, clicca il box di seguito.

Una fase di lavoro che espone a rischi specifici particolarmente gravi nei cantieri edili è quella relativa alle operazioni di scavo e movimento terra. In questo caso vi è il rischio di seppellimento nello scavo, oltre a quello di caduta entro gli scavi; qualora ci sia una falda acquifera, il rischio di annegamento; se ci sono gas o sostanze nocive, il rischio di asfissia e di inalazioni tossiche; se ci sono linee elettriche o condutture di sostanze infiammabili, il rischio di elettrocuzione e di incendio/esplosione.

Il rischio seppellimento
Preliminarmente è dunque fondamentale stimare, per quanto concerne il rischio seppellimento, la stabilità del terreno di scavo (Fig. 1); tale valutazione è affidata all’indagine geologica/geotecnica del sito ove si effettua l’intervento, e in estrema sintesi permette di valutare qual è “l’angolo di scavo” sicuro, cioè la pendenza massima (misura dall’orizzontale) che non determini rischi di crolli.

Figura 1 - Stabilità del terreno di scavo

Figura 1 – Stabilità del terreno di scavo

Misure di sicurezza da adottare
Gli artt. 118-121, D.Lgs. n. 81/2008 contengono le misure di sicurezza da adottare (esemplificate in Figura 2). L’art. 11 recita:
“1. Nei lavori di splateamento o sbancamento se previsto l’accesso di lavoratori, le pareti delle fronti di attacco devono avere una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire frana-menti. Quando la parete del fronte di attacco supera l’altezza di m 1,50, è vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base e conseguente franamento della parete
2. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto all’armatura o al consolidamento del terreno.
3. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell’escavatore e sul ciglio del fronte di attacco.
4. Il posto di manovra dell’addetto all’escavatore, quando questo non sia munito di cabina metallica, deve essere protetto con solido riparo.
5. Ai lavoratori deve essere fatto esplicito divieto di avvicinarsi alla base della parete di attacco e, in quanto necessario in relazione all’altezza dello scavo o alle condizioni di accessibilità del ciglio della platea superiore, la zona superiore di pericolo deve essere almeno delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili col proseguire dello scavo”.

In secondo luogo (art. 119, c. 1-7),
“1. Nello scavo di pozzi e di trincee profondi più di m 1,50, quando la consistenza del terreno non dia sufficiente garanzia di stabilità, anche in relazione alla pendenza delle pareti, si deve provvedere, man mano che procede lo scavo, all’applicazione delle necessarie armature di sostegno.
2. Le tavole di rivestimento delle pareti devono sporgere dai bordi degli scavi di almeno 30 centimetri.
3. Nello scavo dei cunicoli, a meno che si tratti di roccia che non presenti pericolo di distacchi, devono predisporsi idonee armature per evitare franamenti della volta e delle pareti. Dette armature devono essere applicate man mano che procede il lavoro di avanzamento; la loro rimozione può essere effettuata in relazione al progredire del rivestimento in muratura.
4. Idonee armature e precauzioni devono essere adottate nelle sottomurazioni e quando in vicinanza dei relativi scavi vi siano fabbriche o manufatti le cui fondazioni possano essere scoperte o indebolite dagli scavi.
5. Nella infissione di pali di fondazione devono essere adottate misure e precauzioni per evitare che gli scuotimenti del terreno producano lesioni o danni alle opere vicine con pericolo per i lavoratori.
6. Nei lavori in pozzi di fondazione profondi oltre 3 metri deve essere disposto, a protezione degli operai addetti allo scavo ed all’asportazione del materiale scavato, un robusto impalcato con apertura per il passaggio della benna.
7. Nei pozzi e nei cunicoli deve essere prevista una adeguata assistenza all’esterno e le loro dimensioni devono essere tali da permettere il recupero di un lavoratore infortunato privo di sensi”.

In terzo luogo, come afferma l’art. 120:
“1. È vietato costituire depositi di materiali presso il ciglio degli scavi. Qualora tali depositi siano necessari per le condizioni del lavoro, si deve provvedere alle necessarie puntellature”.
Infine, secondo l’art. 121, c. 1-4:
“1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose.
2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici, asfissianti o la irrespirabilità dell’aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficiente aerazione ed una completa bonifica, i lavoratori devono es-sere provvisti di idonei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratore, ed essere muniti di idonei dispositivi di protezione individuale col-legati ad un idoneo sistema di salvataggio, che deve essere tenuto all’esterno dal personale addetto alla sorveglianza. Questo deve mantenersi in continuo collegamento con gli operai all’interno ed essere in grado di sollevare prontamente all’esterno il lavoratore colpito dai gas.
3. Possono essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo di autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas o vapori nocivi o asfissianti, esse offrano garanzia di sicurezza e sempreché sia assicurata una efficace e continua aerazione.
4. Quando si sia accertata la presenza di gas infiammabili o esplosivi, de-ve provvedersi alla bonifica dell’ambiente mediante idonea ventilazione; deve inoltre vietarsi, anche dopo la bonifica, se siano da temere emana-zioni di gas pericolosi, l’uso di apparecchi a fiamma, di corpi incandescenti e di apparecchi comunque suscettibili di provocare fiamme o surriscaldamenti atti ad incendiare il gas”.

Figura 2 - Misure generali di sicurezza, splateamento e sbancamento, scavi in trincea

Figura 2 – Misure generali di sicurezza, splateamento e sbancamento, scavi in trincea

Paratoie e cassoni prefabbricati
Si vanno sempre più diffondendo, soprattutto negli scavi a sezione obbligata per la posa di sottoservizi in ambito urbano, le paratoie e i cassoni prefabbricati a sostegno delle pareti; tali attrezzature, a norma dell’art. 149, D.Lgs. n. 81/2008, devono essere:
a) ben costruiti, con materiali appropriati e solidi dotati di resistenza sufficiente;
b) provvisti dall’attrezzatura adeguata per consentire ai lavoratori di ripararsi in caso di irruzione d’acqua e di materiali.
La costruzione, la sistemazione, la trasformazione o lo smantellamento di una paratoia o di un cassone devono essere effettuati soltanto sotto la diretta sorveglianza di un preposto, e se rispondenti alle norme UNI EN 13331, parte 1 e 2, “Sistemi di puntellazione per scavi” e UNI EN 14653, parte 1 e 2, “Sistemi di puntellazione a funzionamento idraulico manuale a sostegno delle pareti nei lavori di scavo” sono senz’altro conformi a quanto sopra detto. Il Datore di lavoro assicura che le paratoie e i cassoni vengano ispezionati a intervalli regolari.

“Ai sensi della Circolare MLPS n. 1921 del 31 marzo 2014, le considerazioni contenute nel presente intervento sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione.”.

Consulta un altro estratto del volume: Direttiva macchine: la sicurezza nei cantieri edili

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