Scavi nei cantieri edili: cosa prevede il Testo unico sicurezza sul lavoro | Ingegneri.info

Scavi nei cantieri edili: cosa prevede il Testo unico sicurezza sul lavoro

Le disposizioni normative sulla sicurezza relative all’attività di scavo superficiale riguardano il T.U.S.L. e il D.P.R. n. 177/2011

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Gli scavi e le fondazioni rientrano fra i lavori di costruzione edile o di ingegneria civile, a cui si applicano in particolare le norme di cui al Titolo IV – Cantieri Temporanei o Mobili – Capo I, II e III – del T.U.S.L. relative ai cantieri temporanei o mobili. La Sezione III del Capo II detta in specifico le norme di sicurezza da adottarsi.

Vista la possibilità, soprattutto negli scavi a sezione ristretta, che si possano formare atmosfere pericolose per la salute dato l’ambiente confinato di lavoro, sono applicabili anche i dettami del D.P.R. n. 177/2011 “Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, a norma dell’articolo 6, comma 8, lettera g), del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81”.

Le norme del T.U.S.L.
Il T.U.S.L. prevede per le attività di scavo e di fondazione, con particolare riferimento al rischio di seppellimento, norme precise di sicurezza, che, se inosservate, espongono i contravventori a pesanti sanzioni penali.

L’art. 118 T.U.S.L. dispone, nei lavori di splateamento o sbancamento, le dimensioni, l’inclinazione delle pareti delle fronti di attacco nel caso in cui sia previsto l’accesso di lavoratori. Quando siano da temere frane o scoscendimenti, è fatto obbligo che sia provveduto all’armatura o al consolidamento del terreno. Nei lavori di escavazione con l’uso di mezzi meccanici è vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell’escavatore e sul ciglio del fronte di attacco. Il posto di manovra dell’addetto all’escavatore deve essere poi munito di cabina di protezione. Ai lavoratori è fatto esplicito divieto di avvicinarsi alla base della parete di attacco e la zona superiore di pericolo deve essere almeno delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili col proseguire dello scavo.

L’art. 119 T.U.S.L. prescrive che, nello scavo di pozzi e di trincee profondi più di 1,5 metri, quando la consistenza del terreno non dia sufficiente garanzia di stabilità, si debba provvedere, man mano che proceda lo scavo, alla applicazione delle necessarie armature di sostegno. Nella infissione di pali di fondazione devono essere adottate misure e precauzioni per evitare che gli scuotimenti del terreno producano lesioni o danni alle opere vicine con pericolo per i lavoratori.

Nei lavori in pozzi di fondazione profondi oltre 3 metri deve essere disposto, a protezione degli operai addetti allo scavo e all’asportazione del materiale scavato, un robusto impalcato con apertura per il passaggio della benna.

Nei pozzi e nei cunicoli deve essere prevista una adeguata assistenza all’esterno e le loro dimensioni devono essere tali da permettere il recupero di un lavoratore infortunato privo di sensi.

Per il sollevamento di materiali dagli scavi l’Allegato XVIII del T.U.S.L. prevede che le incastellature per sostenere argani a mano od a motore per gli scavi in genere, debbano poggiare su solida ed ampia piattaforma munita di normali parapetti e tavole fermapiede sui lati prospicienti il vuoto. Le armature provvisorie per sostenere apparecchi leggeri per lo scavo di pozzi o di scavi a sezione ristretta (arganetti o conocchie) azionati solamente a braccia, devono avere per base un solido telaio, con piattaforme per i lavoratori e fiancate di sostegno dell’asse dell’apparecchio opportunamente irrigidite e controventate. In ogni caso, quando i suddetti apparecchi sono installati in prossimità di cigli di pozzi o scavi, devono essere adottate le misure necessarie per impedire franamenti o caduta di materiali.

L’art. 120 T.U.S.L. prescrive che sia vietato costituire depositi di materiali presso il ciglio degli scavi. Qualora tali depositi siano necessari per le condizioni del lavoro, si deve provvedere alle necessarie puntellature e sostegni.

L’art. 121 T.U.S.L. statuisce che, quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse e trincee in genere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose.

L’art. 149 T.U.S.L. prescrive che paratoie e cassoni, utilizzati come sistemi di sostegno collettivi degli scavi, debbano essere:

– ben costruiti, con materiali appropriati e solidi dotati di resistenza sufficiente;

– provvisti dall’attrezzatura adeguata per consentire ai lavoratori di ripararsi in caso di irruzione d’acqua e di materiali.

La costruzione, la sistemazione, la trasformazione o lo smantellamento di un sistema di sostegno dello scavo devono essere effettuati soltanto sotto la diretta sorveglianza di un preposto. Va assicurato che il sistema di sostegno venga ispezionato e controllato ad intervalli regolari.

Le considerazioni esposte sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione.

 

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