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Si parte con le procedure standardizzate

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Il 31 maggio scorso è scaduto il termine ultimo, secondo quanto disposto dall’articolo 29, comma 5 del D.Lgs. n. 81/2008 così come interpretato dalla nota n. 2583 del 31 gennaio 2013 del Ministero del Lavoro, per le imprese fino a 10 lavoratori di dotarsi di un documento che rappresenti gli esiti della valutazione dei rischi in sostituzione dell’autocertificazione della stessa.

L’obbligo della redazione del documento di valutazione dei rischi rappresenta uno degli obblighi indelegabili del datore di lavoro previsti dall’articolo 17 del Testo unico per la sicurezza sul lavoro e la sua mancata redazione è punita con l’arresto da 3 a 6 mesi o l’ammenda da 2.500 a 6.400€.

In ogni caso, dal 6 febbraio 2013 è entrata in vigore la possibilità da parte delle aziende fino a 50 lavoratori, fatte salve le esclusioni previste dall’articolo 29, commi 5 e 7 del D.Lgs. n. 81/2008, di ricorrere alla redazione del documento di valutazione dei rischi secondo i criteri contenuti nella procedura standardizzata allegata al D.I. 30 novembre 2012.

È questo lo strumento privilegiato che il legislatore suggerisce alle piccole aziende per adeguare la propria documentazione, trattandosi di un percorso guidato, suddiviso in 4 step successivi che dovrebbe portare alla redazione di un documento considerato conforme “a priori” (almeno per quanto concerne i contenuti minimi) al dettato normativo. Si sottolinea come le aziende che non vi abbiano ancora provveduto, debbano procedere nel minor tempo possibile all’adeguamento, dando inoltre “data certa” al proprio documento di valutazione dei rischi, per non incorrere nelle sanzioni previste in caso di accesso ispettivo da parte delle autorità competenti, essendo oramai scaduti i termini.

 

 

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