Sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro: il nuovo decreto che sostituirà il D.M. 10 marzo 1998 | Ingegneri.info

Sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro: il nuovo decreto che sostituirà il D.M. 10 marzo 1998

Una lettura commentata della bozza del nuovo decreto, non ancora entrato in vigore ma già circolante in versione definitiva, che presto sostituirà il D.M. 10 marzo 1998 sulla sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro

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In attesa della sostituzione del D.M. 10 marzo 1998, relativo ai “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’art. 46, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2008”, è stata diffusa la bozza del nuovo decreto. Qui di seguito, proponiamo una lettura commentata e un’analisi delle principali novità e della struttura del nuovo decreto, firmata dal professionista antincendio, l’ing. Filippo Cosi, autore della collana di eBook edita da Wolters Kluwer sul tema Antincendio e sulle regole tecniche verticali (“Autorimesse”, “Attività ricettive”, “Attività uffici”, “Scuole” e “Attività non normate“, nonché del volume cartaceo “Antincendio. Casi pratici di progettazione”).

Ultimamente è stata resa disponibile al pubblico la bozza di un decreto che andrà a sostituire il D.M. 10 marzo 1998, recante “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’art. 46, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2008”.
A distanza di 10 anni, infatti, si darà attuazione alle disposizioni di cui all’art. 46 del “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”. Nel frattempo, le disposizioni generali di cui a quest’ultimo decreto sono state integrate e aggiornate più volte, con circolari, chiarimenti, norme collegate, riferimenti incrociati, aggiornamenti vari, fino ad arrivare all’attuale versione integrata pubblicata dall’Ispettorato generale del lavoro, aggiornamento del Luglio 2018.
Nel dettaglio, le disposizioni dell’art. 46 del citato D.Lgs. n. 81/2008 sono le seguenti:

Articolo 46 – Prevenzione incendi
1. La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell’ambiente.
2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l’incolumità dei lavoratori.
3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 prevenzione incendi di cui al presente decreto, i Ministri dell’interno, del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in relazione ai fattori di rischio, adottano uno o più Decreti nei quali sono definiti:
a) i criteri diretti atti ad individuare:
1) misure intese ad evitare l’insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi;
2) misure precauzionali di esercizio;
3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio;
4) criteri per la gestione delle emergenze;
b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione.
4. Fino all’adozione dei Decreti di cui al comma 3, continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al decreto del Ministro dell’interno in data 10 marzo 1998.

Attenzione: il comma 2 dell’art. 46 riporta disposizioni sanzionate con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda.

Il nuovo decreto, in ottemperanza all’art. 46 suddetto, verrà quindi inserito tra i decreti collegati al D.Lgs. n. 81/2008 nella versione aggiornata, sostituendo l’attuale D.M. 10 marzo 1998.

nuovo decreto

Campo di applicazione

Il campo di applicazione del nuovo decreto è quello definito all’art. 62 del D.Lgs. n. 81/2008, nell’ambito del “Titolo II – Luoghi di lavoro”, che recita:

Articolo 62 – Definizioni
1. Ferme restando le disposizioni di cui al titolo I, si intendono per luoghi di lavoro, unicamente ai fini della applicazione del presente Titolo, i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro.
2. Le disposizioni di cui al presente Titolo non si applicano:
a) ai mezzi di trasporto;
b) ai cantieri temporanei o mobili;
c) alle industrie estrattive;
d) ai pescherecci
d-bis) ai campi, ai boschi e agli altri terreni facenti parte di un’azienda agricola o forestale.

Per quanto riguarda:
– I cantieri temporanei o mobili;
– Le attività industriali (D.Lgs. n. 105/2015);
si applicano esclusivamente gli articoli 6, 7 e 8 del nuovo decreto.
La valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione devono essere inserite nel documento previsto all’art. 17 ed all’art. 28 del D.Lgs. n. 81/2008, ovvero il “Documento di valutazione dei rischi nel luogo di lavoro”.
L’Allegato I del nuovo decreto fornisce indicazioni per i criteri da adottare per la suddetta valutazione dei rischi di incendio.

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Il piano di emergenza

La redazione di questo specifico documento è obbligatoria almeno nei seguenti casi:
– Luoghi di lavoro ove sono occupati almeno 10 lavoratori;
– Luoghi di lavoro aperti al pubblico caratterizzati da un affollamento superiore a 50 persone, indipendentemente dal numero dei lavoratori;
– Luoghi di lavoro che rientrano nell’allegato I al D.P.R. n. 151/2011 e s.m.i..
Negli altri casi si deve comunque procedere all’individuazione ed attuazione delle necessarie misure organizzative e gestionali in caso di incendio, riportandole nel D.V.R.

Struttura del nuovo decreto

Il nuovo decreto prevede 10 articoli e 10 allegati.

Elenco allegati

Formazione degli addetti

Come spiegato dalla Nota introduttiva pubblicata dal CCTS del 10 luglio 2018:

La bozza di decreto conferma l’attuale sistema di formazione degli addetti alla lotta antincendio e alla gestione dell’emergenza, introducendo la periodicità dell’aggiornamento (quinquennale) e i programmi per l’aggiornamento.

La bozza di decreto introduce i requisiti dei soggetti formatori dei docenti dei corsi di formazione ed aggiornamento degli addetti antincendio, prevedendo specifici requisiti culturali e formativi, e facendo salva la qualificazione di coloro che già hanno operato come formatori in materia.

Principali novità del nuovo decreto

La bozza del nuovo decreto introduce una nuova classificazione delle attività (che si affianca a quelle già previste dal D.P.R. n. 151/2011, dal D.M. 3 agosto 2015 e da svariate regole tecniche verticali).
La nuova classificazione è data da 4 gruppi (P1, P2, P3 e P4) ed è schematizzata nella tabella 1.1 del decreto, che di seguito si riporta.

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Per ciascuno dei 4 gruppi sopra elencati si applicano esclusivamente alcune disposizioni, riportate negli allegati come illustrato nella tabella 1.2, sotto riportata.

tabella 1.2

Si passa ora ad illustrare la nuova classificazione delle attività nei 4 gruppi P1, P2, P3 e P4.

La nuova classificazione in 4 gruppi

Tabella colorata

Si ricorda che le attività normate sono:
– Quelle dotate di RT (specifica regola tecnica), come per esempio gli uffici, alberghi, centrali termiche, gruppi elettrogeni, ecc. …, dove per RT si intendono le regole tecniche non connesse al Codice di prevenzione incendi;
– Quelle incluse nel campo di applicazione del Codice di prevenzione incendi, ovvero quelle citate all’art. 2, comma 1, del D.M. 3 agosto 2015, e inoltre quelle che successivamente all’emanazione del Codice sono state dotate di RTV collegata al Codice stesso, come:
• gli uffici con oltre 300 persone presenti (capitolo V.4, D.M. 8 giugno 2016);
• le attività ricettive (Capitolo V.5, D.M. 9 agosto 2016);
• le autorimesse con oltre 300 mq di superficie (Capitolo V.6, D.M. 21 febbraio 2017);
• le scuole con oltre 100 persone presenti (Capitolo V.7, D.M. 7 agosto 2017);
• le attività commerciali con oltre 400 mq di superficie (Capitolo V.8 (?), D.M. di prossima pubblicazione).
Come evidenziato dalla Nota introduttiva pubblicata dal CCTS del 10 luglio 2018, per le attività normate (sia quelle attualmente dotate di RT che quelle che lo saranno in futuro), il nuovo decreto introduce una notevole semplificazione in quanto si rimanda direttamente alle RT.
In buona sostanza, viene interamente superato il concetto di “attività non normata” per la prevenzione incendi in quanto, con il nuovo decreto in via di pubblicazione (così come già per il D.M. 10 marzo 1998), tutte le attività prive di specifica RTV o escluse dal campo di applicazione del Codice, rientrano dei gruppi P1 o P4 del nuovo decreto e sono quindi dotate di regole finalizzate ad affrontare il rischio incendio nei luoghi di lavoro.

Esempio: il caso degli uffici

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