Sicurezza: Il punto debole della catena resta il sistema dei subappalti | Ingegneri.info

Sicurezza: Il punto debole della catena resta il sistema dei subappalti

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3 settembre 2010. Il presidente invita a non abbassare la guardia all’indomani della tragedia che ha visto coinvolti tre operai. Gli fa eco il presidente del Civ Franco Lotito: “Basta con la clausola al massimo ribasso”. Intanto dieci persone sono state iscritte nel registro degli indagati.

ROMA – Non abbassare mai la guardia, anche se i numeri dicono che gli infortuni sono in calo, e continuare a investire sulla prevenzione con un occhio sempre vigile al sistema degli appalti e dei subappalti, “il vero punto debole della catena di produzione”. A ribadirlo a mezzo stampa sono stati in questi giorni i vertici dell’INAIL, chiamati a commentare l’ennesima tragedia sul lavoro che si è consumata sabato a Capua. Tre operai (Antonio Di Matteo, 63 anni, Vincenzo Musso, 43 e Giuseppe Cecere, 52) sono morti mentre stavano provvedendo allo smontaggio di un ponteggio che era stato allestito all’interno di uno dei silos di fermentazione, nell’azienda Dsm, multinazionale olandese che fornisce prodotti alle industrie farmaceutiche. “Ogni morto sul lavoro rappresenta una tragedia in primo luogo per la famiglia della vittima”, ha ribadito il presidente dell’Istituto Marco Fabio Sartori intervistato dal quotidiano Avvenire, sottolineando come gli investimenti dell’INAIL in questo ultimo periodo siano stati tutti orientati al raggiungimento dell’obiettivo “infortuni zero”. “Abbiamo aumentato notevolmente il fondo di  prevenzione. Inoltre, abbiamo investito 15 milioni di euro nella formazione dei lavoratori”. In questo quadro si inserisce anche il potenziamento del sistema di vigilanza. “Dobbiamo lavorare molto con le associazioni di categoria e con il sindacato  per un sistema di regole condivise- ha aggiunto Sartori ai microfoni del Tg2-. E potenziare i controlli con 106 nuovi ispettori nei prossimi due anni. In questo modo siamo convinti di poter fare ancora meglio di quanto abbiamo già fatto”.

L’anello debole della catena resta, però, secondo il presidente dell’Istituto, il delicato sistema degli appalti e subappalti. “Troppo spesso, gli addetti a queste lavorazioni entrano in aziende che non conoscono- ha detto- sprovvisti persino dei principali dispositivi personali di protezione”. Un’affermazione condivisa anche dal presidente del Civ INAIL Franco Lotito, che è intervenuto sull’argomento dalle pagine del Corriere della sera. “Il problema vero si chiama clausola al massimo ribasso- ha detto- purtroppo per avere gli appalti le ditte si offrono a prezzi stracciati, ma così facendo sono costrette a tagliare i costi. E quali? Quelli per la sicurezza innanzitutto”. E’ necessario quindi per il presidente del Civ “fissare una responsabilità comune, in caso di incidenti, per l’azienda che dà l’appalto e per quella che lo riceve” e affidarsi alle nuove tecnologie, magari prevedendo un “chip incorporato nel casco o nel respiratore per segnalare all’istante il mancato utilizzo”.

E il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha annunciato che convocherà a breve una riunione dedicata agli infortuni sul lavoro nel settore degli appalti. Un vero e proprio tavolo tecnico che si è reso necessario “perché – ha spiegato – abbiamo introdotto norme specifiche che rafforzano la responsabilità dell’appaltante, soprattutto in termini di informazioni che devono essere garantite all’appaltatore e ai suoi lavoratori”. L’obiettivo è, secondo Sacconi, fare in modo che “non succeda più quel che purtroppo sta succedendo troppo spesso nei rapporti di appalto e subappalto Occorre anche un intervento specifico – ha concluso – attraverso attività di vigilanza”. Intanto a Capua vanno avanti le indagini per chiarire le responsabilità della tragedia. Per ora, dieci persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Le accuse sono omicidio colposo plurimo, omissione di soccorso e numerose violazioni della normativa antinfortunistica. Davanti ai cancelli dello stabilimento della multinazionale, il responsabile della sicurezza della Dsm, Luca Rosetto, ha però assicurato: ”Siamo i primi che vogliamo fare chiarezza e vogliamo capire cosa è successo. Al momento non lo sappiamo”. Ma secondo la ricostruzione della Procura gli operai stavano effettuando un’operazione di smontaggio di ponteggi dove ”improvvidamente c’era un grosso quantitativo di azoto oltre che di elio”. ”L’ingresso doveva essere evitato”, sostengono i pm, “e invece i tre erano stati autorizzati”.

Fonte Inail – Nella foto il presidente del Civ Inail  Franco Lotito

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