Infortuni sul lavoro, casi mortali in calo: i dati della Relazione Inail 2017 | Ingegneri.info

Infortuni sul lavoro, casi mortali in calo: i dati della Relazione Inail 2017

Ad evidenziarlo la Relazione annuale sui dati relativi all’andamento infortunistico e tecnopratico in Italia nel 2017 presentata dall'Inail

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Il 27 Giugno 2018 è stata presentata dall’Inail a Roma, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, dal Presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, la Relazione annuale sui dati relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia nel 2017 (disponibile alla fine di questo articolo)

Ponendo particolare enfasi sui risultati raggiunti dall’Istituto nei campi della prevenzione, della ricerca, della formazione e della riabilitazione, con rilievo particolare all’innovazione tecnologica e ai nuovi brevetti, tra i quali la “mano protesica Hannes”, ulteriori spunti di attenzione all’interno della relazione sono stati dedicati al programma di investimenti, agli impegni assunti sulla revisione della Tariffa, sul rinnovamento della cultura gestionale interna, dell’organizzazione e degli strumenti informatici, nonché sulla necessaria riforma della governance.

Ma vediamo in dettaglio quali sono i dati riportati all’interno della Relazione e cerchiamo di capire in che direzione stiamo andando e quali sono gli interventi disposti dall’Inail a sostegno delle aziende e dei lavoratori per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

I dati dell’Inail sugli infortuni e le malattie professionali in calo

Nel 2017 sono state censite dall’Inail circa 3 milioni e 750 mila posizioni assicurative (territoriali), con una minima riduzione,  pari a circa il 0,22%,  rispetto al 2016.

Con poco più di 641mila denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel corso del 2017, si rileva infatti un dato sostanzialmente in linea con quello rilevato nel 2016 (-0,08%), riconoscendo tra questi solo 417mila infortuni, di cui circa il 19% “fuori dall’azienda” (cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”) causando circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Ente.

Rilevanti inoltre, i dati riferiti alle denunce di infortunio con esito mortale. Delle 1.112 denunce, (1.142 nel 2016 e 1.370 nel 2012) gli infortuni accertati “sul lavoro” sono stati 617 (di cui 360, pari al 58%, “fuori dall’azienda”), registrando una diminuzione del 2,8% rispetto al 2016 e di circa il 25% rispetto al 2012.

Lo confermano anche i dati rilevati nei primi cinque mesi del 2018. Nonostante infatti, i casi mortali denunciati siano stati 389, ovvero 14 in più rispetto allo stesso periodo del 2017, l’aumento riguarda solo i casi avvenuti “in itinere”, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione ed il posto di lavoro, confermando per quelli occorsi “in occasione di lavoro” lo stesso numero di denunce, pari a 271, rilevate nello stesso periodo dell’anno precedente.

In aumento invece, le denunce di malattia professionale. Essendone state protocollate dall’Inail nel 2017 circa 58mila e nonostante in numero minore di circa 2.200 rispetto al 2016, l’Ente registra un aumento di circa il 25% rispetto al 2012. Di queste ne è stata riconosciuta la causa professionale per circa il 33%, con il 65% delle totali riguardanti patologie del sistema osteomuscolare.

Aumento peraltro, confermato ancora una volta dai dati riscontrati nei primi cinque mesi del 2018. Al 31 Maggio 2018, infatti, l’incremento si è attestato al +3,1%, pari a 818 casi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La prevenzione e le attività svolte nell’anno dall’Inail

Potenziare la prevenzione è un compito poco facile. La prevenzione contro i rischi, già impegnativa nei processi di lavoro tradizionali, diventa problema più arduo nel controllo delle “nuove forme di lavoro” (il crowd working, il “lavoro su piattaforma”, lo smart working). Risulta dunque di primo ordine l’esigenza di avere regolamenti per meglio definire la tutela assicurativa, dovendo individuare, adesso più che mai, il confine tra lavoro subordinato, collaborazione coordinata e continuativa etero-organizzata ed il lavoro autonomo.

La normativa italiana in merito, è considerata d’avanguardia. Partendo dal know how italiano, l’Inail ha intrapreso azioni, valutate anche nel confronto europeo, disponendo un apparato forte di sinergie riguardante l’analisi dei dati, la ricerca e realizzazione di strumenti innovativi per la mitigazione dei rischi e la messa a punto di tecniche e contenuti per l’informazione e formazione, pensando inoltre ad una varietà di incentivi per rafforzare la sicurezza sul lavoro.

L’unica leva che resta per dare maggiore effetto alla normativa e agli strumenti disponibili di prevenzione, adesso, è lo “stile” della vigilanza.

Secondo il Presidente dell’Inail infatti, dovrebbe essere raffinata e potenziata la vigilanza “dall’esterno”, ovvero la vigilanza svolta da corpi ispettivi, a tutela del rispetto delle norme, suggerendo di rendere necessario l’assoggettamento al coordinamento anche le ASL e di potenziare gli strumenti per le funzioni di intelligence, facendo in modo che la vigilanza dall’esterno venga impostata con finalità di cooperativa, assolvendo un ruolo di consulenza nei confronti del mondo produttivo, portando la cultura degli “ispettori del lavoro” a poter sostenere correttamente ispezioni incentrate sui rischi percorribili.

Nonostante ciò, risulta rilevante l’impegno perseguito dalla imprese nell’attività di mitigazione dei rischi negli ambiente di lavoro. Le istanze di riduzione del tasso di tariffa per meriti di prevenzione presentate nel 2017 infatti, sono state circa 27mila, attestando una riduzione dei premi versati pari a circa 198  milioni di euro.

Prosegue inoltre, il piano per co-finanziare (al 65% del costo complessivo) “progetti per la sicurezza”, con i cosiddetti «incentivi Isi». Col bando del 2017 sono stati messi a disposizione infatti,  più di 249 milioni di euro, rappresentanti l’ottava tranche di un ammontare complessivo di circa 1 miliardo e 800 milioni di euro stanziato dall’Inail a partire dal 2010, portando ad affermare che l’attenzione del suddetto bando Isi verso le imprese di piccole dimensioni, dove si rilevano più infortuni, è stata proficua. Dai dati statistici, infatti, emerge che la quota dei progetti “ammessi e regolari” presentati da imprese fino a 15 dipendenti è passata dal 61% del 2010 al 74% del 2016.

Molte le collaborazioni ed i protocolli d’intesa stabiliti tra l’Inail e partner strategici del mondo scientifico e universitario, tra i quali spicca l’impegno di collaborazione tra l’Inail e l’Ente Nazionale di Unificazione per la predisposizione e diffusione di norme tecniche, linee guida e prassi di riferimento. Rafforzato infatti, col D.L. n. 223/2017 il ruolo della normazione tecnica, in particolare per la sicurezza degli impianti, prodotti, processi e servizi, il 12 Marzo scorso, è stata pubblicata la norma sui  «Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso».

Consulta la Circolare n.13 del 2 Marzo 2018 dell’Inail riguardante la riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali ai sensi dell’art. 1, comma 128 della L. n. 147 del 27 Dicembre 2013

Il contributo dell’informatica

Sostanziale risulta essere l’introduzione nel 2017 da parte dell’Inail di nuove funzionalità online.

Da ottobre, in particolare, è attivo il servizio “Comunicazione di infortunio”, che consente di comunicare i dati relativi agli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno. Dallo stesso mese, inoltre, è possibile trasmettere in via telematica le informazioni per l’istituzione e l’aggiornamento dei “Registri di esposizione” ad agenti cancerogeni e mutageni e ad agenti biologici.

Per consentire alle «società tra professionisti» l’accesso diretto ai servizi telematici per la gestione dei rapporti assicurativi, inoltre, sono stati avviati adeguamenti del sistema di profilazione: a settembre si è avuto il primo rilascio del profilo riservato alle «società» iscritte all’albo dei consulenti del lavoro.

Come la ricerca e la formazione possono contribuire alla causa

Nel 2017 sono proseguite le attività programmate con il “Piano della ricerca 2016-2018”, frutto della collaborazione dell’Inail con partner strategici del mondo scientifico e universitario.

In particolare, gli studi e le realizzazioni a tutela della sicurezza nei processi di lavoro hanno compreso un sistema per guida visuale intelligente per il controllo della movimentazione di carichi, un simulatore per l’addestramento in ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento, un sistema per l’intervento in emergenza all’interno di ambienti congestionati da fumo e un sistema indossabile per la sicurezza delle lavorazioni meccaniche in un grande stabilimento che produce componenti per autovetture.
Altri progetti di ricerca inoltre, sono avviati sui temi dell’invecchiamento attivo della popolazione lavorativa, sul robot teleoperativo, sulle nanotecnologie e il rischio biologico, sullo stress termico, sul controllo delle vibrazioni, sul “rischio elettrico”, sulla protezione dalle cadute dall’alto e sui rischi nell’utilizzo di macchine agricole, forestali e da giardinaggio.

Di rilievo, in merito, le collaborazioni con l’Istituto Italiano di Tecnologia, l’Istituto di Bio-Robotica della Scuola Sant’Anna di Pisa e con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, svolgendo delle attività volte alla realizzazione di  progetti di avanguardia sulla frontiera della tecnologia, come la protesi di mano poliarticolata e polifunzionale di derivazione robotica “Hannes”, presentata lo scorso 10 maggio.

Verso una politica nazionale di prevenzione: le proposte dell’Inail e gli impegni per il futuro

Lo scorso Aprile è stato avviato al Ministero del Lavoro, su proposta dal Ministro Poletti, il confronto per sostenere una «politica nazionale di prevenzione».

L’attenzione verso le piccole e medie imprese deve essere preminente. In merito infatti, l’Inail ha proposto un piano in tre punti:

  • costruire una mappa statistica operativa, raggruppando le imprese per “tipologia di rischio (primario)/dimensione/territorio”, associando (per gruppo) le cause più frequenti di infortunio;
  • potenziare le attività di collaborazione (con associazioni, parti sociali, istituzioni) costituendo una sorta di “tavolo di coordinamento permanente”, a livello nazionale, con competenze tecniche qualificate, pochi partecipanti e effettivamente operativo;
  • definire “schemi di azione” per classe di rischio/causa, da realizzare a livello territoriale (ma coordinati “in rete”): per definire più efficaci modalità di controllo, per sostenere attività di sensibilizzazione alla gestione del rischio specifico (la collaborazione di lavoratori, datori di lavoro e parti sociali è segnalata di nuovo essenziale).

Per rendere più efficace il piano, è stato ri-proposto il potenziamento delle basi informative.

Il numero di infortuni è informazione debole per giudicare e pilotare le politiche. Secondo il Presidente dell’Inail infatti, c’è bisogno di informazioni sulle mansioni e sul tempo di esposizione al rischio dei lavoratori, per poter calcolare e utilizzare un indice di sinistrosità. Informazioni queste, che la pubblica amministrazione ha a disposizione, e che potrebbero essere coordinate in un “ambiente informatico unico e agile” (una prima sperimentazione si è avviata col “trasferimento” degli open data dell’Inail sul Data & Analytics Framework, realizzato nell’ambito del «Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019»), osservando che l’utilizzazione di nuove logiche e di nuove tecnologie (per il reperimento e l’architettura dei dati) potrebbe rendere più agevole fronteggiare anche situazioni dai contorni altrimenti “vaghi” indotte dalle nuove forme di lavoro.

L’auspicio resta dunque quello di far rientrare nel giudizio di qualità da dare sui prodotti del lavoro e gli indici qualificanti del nostro sistema produttivo anche il numero di infortuni. Un auspicio questo, utile per una reale definizione di uno standard pubblico per assegnare alle imprese che vogliano, un opportuno “rating di sicurezza”.

Scarica la Relazione annuale sui dati relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia nel 2017

 

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