Valutazione rischio chimico: cosa prevede il D.Lgs. n. 81/08 | Ingegneri.info

Valutazione rischio chimico: cosa prevede il D.Lgs. n. 81/08

Definizioni, obblighi del datore di lavoro e misure per effettuare una corretta valutazione del rischio chimico

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Per eseguire una corretta valutazione del rischio chimico occorre seguire le indicazioni previste dal Titolo IX, Capo I del D.Lgs. n. 81/2008 per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dagli effetti di agenti chimici ed applicare i requisiti minimi a tutti gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro.

Definizioni

Ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008, art. 222, si intende per:
agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato;
– agenti chimici pericolosi:
1) agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del D.Lgs. n. 52/1997 nonché gli agenti che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto con esclusione, tuttavia, delle sostanze pericolose solo per l’ambiente;
2) agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del D.Lgs. n. 65/2003 nonché gli agenti che rispondono ai criteri di classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto con esclusione, tuttavia, dei preparati pericolosi solo per l’ambiente;
3) agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, in base ai punti 1) e 2), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui è stato assegnato un valore limite di esposizione professionale;
attività che comporta la presenza di agenti chimici: ogni attività lavorativa in cui sono utilizzati agenti chimici, o se ne prevede l’utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l’immagazzinamento, il trasporto o l’eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa;
valore limite di esposizione professionale: se non diversamente specificato, il limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nell’aria all’interno della zona di respirazione di un lavoratore in relazione ad un determinato periodo di riferimento (per un elenco non esaustivo si veda l’Allegato XXXVIII);
valore limite biologico: il limite della concentrazione del relativo agente, di un suo metabolita, o di un indicatore di effetto, nell’appropriato mezzo biologico (per un elenco non esaustivo si veda l’Allegato XXXIX);
sorveglianza sanitaria: la valutazione dello stato di salute del singolo lavoratore in funzione dell’esposizione ad agenti chimici sul luogo di lavoro;
pericolo: la proprietà intrinseca di un agente chimico di poter produrre effetti nocivi;
rischio: la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo nelle condizioni di utilizzazione o esposizione.

Valutazione dei rischi

Ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 (art. 223) il datore di lavoro, nell’effettuare la valutazione dei rischi, è tenuto a determinare in via preliminare l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro ed, eventualmente, gli effetti derivanti dalla loro combinazione.
Nel caso in cui sussista la presenza di agenti chimici occorrerà valutare anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori prendendo in considerazione in particolare:
a) le proprietà pericolose degli agenti chimici;
b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal produttore o dal fornitore tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi del Regolamento UE n. 453/2010 (attuativo del Regolamento CE n. 1907/2006 c.d. REACH);
c) il livello, il modo e la durata dell’esposizione;
d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti tenuto conto della quantità delle sostanze e dei preparati che li contengono o li possono generare;
e) i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici, di cui un primo elenco è riportato negli allegati XXXVIII e XXXIX;
f) gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;
g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese.
Al fine di effettuare una corretta valutazione del rischio chimico è stato aggiornato e implementato “Sostanze Pericolose”, un’opera, apprezzata da anni, che consente sia di conoscere tutte le sostanze ritenute pericolose dalla legislazione vigente con tutte le loro peculiarità, sia di poter effettuare una corretta Valutazione del rischio chimico presente in azienda.

Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi

Il datore di lavoro è tenuto ad eliminare i rischi derivanti da agenti chimici pericolosi o, in subordine, provvedere alla loro riduzione al minimo mediante l’attuazione delle seguenti misure:
a) progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro;
b) fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e relative procedure di manutenzione adeguate;
c) riduzione al minimo del numero di lavoratori che sono o potrebbero essere esposti;
d) riduzione al minimo della durata e dell’intensità dell’esposizione;
e) misure igieniche adeguate;
f) riduzione al minimo della quantità di agenti presenti sul luogo di lavoro in funzione delle necessità della lavorazione;
g) metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che garantiscono la sicurezza nella manipolazione, nell’immagazzinamento e nel trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici pericolosi nonché dei rifiuti che contengono detti agenti chimici.
La predisposizione di tali misure potrà dirsi efficace nel caso in cui i risultati della valutazione dei rischi dimostrino che, in relazione al tipo e alle quantità di un agente chimico pericoloso e alle modalità e frequenza di esposizione a tale agente presente sul luogo di lavoro, vi è solo un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori.

Sullo stesso argomento leggi anche: Le sostanze pericolose e una corretta valutazione del rischio chimico

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