Sisma in Emilia: gli ingegneri scendono in campo | Ingegneri.info

Sisma in Emilia: gli ingegneri scendono in campo

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“Siamo presenti sul campo, presidiando il territorio con squadre costituite sia dagli ingegneri che dal personale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile”. Gli ingegneri dell’Emilia Romagna si sono subito messi disposizione della comunità e delle Istituzioni per operare con efficienza alla luce del terremoto che ha scosso l’intera regione. Disponibilità ribadita da Felice Monaco, presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Bologna e coordinatore per l’Emilia Romagna, alle telecamere di Rai News 24 durante uno dei numerosi approfondimenti informativi della rete sull’emergenza terremoto.

Monaco ha confermato come gli ingegneri stiano effettuando in questo momento “numerose verifiche di monitoraggio alle strutture edilizie, in particolare quelle scolastiche e degli edifici di pubblico afflusso come ospedali o chiese e saremo impegnati in questo senso anche nelle prossime ore”. Un tema, quello della sicurezza degli edifici considerato prioritario dagli ingegneri di Bologna che proprio in questi mesi stanno portando avanti uno dei pochi corsi attivati ad oggi in Italia – in collaborazione con la protezione civile nazionale regionale e con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri – per creare una vera e propria task force pronta a intervenire in caso di fenomeni sismici.

Sul sisma che ha colpito l’Emilia è intervenuto anche il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, esprimendo la piena solidarietà alla popolazione e tornando ad affermare la necessità di mettere a punto un’accurata e mirata attività di prevenzione in ogni regione d’Italia, partendo dal fascicolo del fabbricato.

“È ormai impellente – ha detto Zambrano – la necessità di mettere a punto e sviluppare adeguatamente una accurata e mirata attività di prevenzione, pianificata in ogni regione d’Italia. E questo riprendendo anche in mano la questione relativa al fascicolo del fabbricato e all’esigenza che il patrimonio urbanistico edilizio risponda sempre di più ai requisiti di stabilità”. Si tratta di una proposta già avanzata dal Cni in occasione del Professional Day dello scorso 1° marzo e ribadita da Zambrano a Pesaro in occasione dell’appuntamento di sensibilizzazione sul fronte sismico dal titolo “Io non tremo”.

“Se vogliamo percorrere la strada giusta  – ha continuato il presidente del Cni, che in queste ore ha aperto un filo diretto con tutti gli Ordini degli Ingegneri emiliani – è arrivato il momento di collaborare in modo concertato e proficuo: dobbiamo rendere pienamente visibile e riconoscibile la qualità strutturale degli edifici, varando finalmente la Certificazione di fabbricato, vale a dire una sorta di carta d’identità, a costo zero, delle strutture, in grado di stabilirne il grado effettivo di affidabilità e sicurezza in tema di vulnerabilità sismica e che consentirebbe di ragionare meglio in un’ottica, ormai strettamente necessaria, di priorità degli interventi. È ormai superata la politica dei finanziamenti a pioggia”.

O.O.

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