Societa' di ingegneria e lavori privati: Rete professioni tecniche replica a Oice e Ancpl-Legacoop | Ingegneri.info

Societa’ di ingegneria e lavori privati: Rete professioni tecniche replica a Oice e Ancpl-Legacoop

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Società di ingegneria e lavori privati: continua la discussione sulla controversa questione che contrappone, da un lato, la Rete delle professioni tecniche (Rpt) e, dall’altro, Oice e Ancpl-Legacoop. LaRpt ha infatti replicato al comunicato stampa Oice e Ancpl-Legacoop sull’inammissibilità dell’emendamento allo Sblocca Italia che avrebbe legittimato le società di ingegneria a operare nei lavori privati.

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Al centro del dibattito, c’è dunque la bocciatura per inammissibilità, da parte dell’VIII Commissione della Camera, dell’emendamento 17.196 presentato dal Governo al decreto Sblocca Italia, che puntava ad aprire alle società di ingegneria anche il mercato dei lavori privati, introducendo, secondo la Rete delle professioni tecniche, un “maxicondono per tutti i contratti stipulati negli ultimi 17 anni dalle stesse società di ingegneria con privati”.


La Rete delle professioni tecniche – si legge nel comunicato – con tutte le nove professioni che la compongono, è statasempre favorevole all’esercizio della professione in forma societaria, anche di capitale. I professionisti tecnici sono stati i promotori della legge 183/2011 che ha istituito le società tra professionisti e sono tra coloro che si sono battuti per l’emanazione del decreto attuativo. Inoltre, la Rete attualmente sta premendo affinché il Governo apporti i necessari correttivi alla norma, rimuovendo gli ostacoli che hanno impedito al nuovo istituto di decollare”.

“Noi della Rete – afferma Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri e coordinatore della Rete delle professioni tecniche – siamo a favore della concorrenza e quindi ci battiamo per la parità di trattamento. La concorrenza sarebbe risultata falsata se si fosse consentito alle “società di ingegneria” di operare anche nel settore privato. Aprire loro il mercato del settore privato, infatti, avrebbe voluto dire spazzare via definitivamente le società tra professionisti”.

Queste società, infatti, a differenza delle società di ingegneria, sono chiamate a rispettare numerosi vincoli e adempimenti – continua Zambrano – tra i quali: l’obbligo dell’assicurazione professionale; l’obbligo dell’aggiornamento continuo per i propri soci; l’obbligo del preventivo; l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci; l’affidamento dell’esecuzione dell’incarico professionale conferito alla società solo ai  soci  in possesso dei requisiti per l’esercizio della prestazione professionale richiesta; il controllo disciplinare da parte di Consigli di disciplina terzi”.

Quello che il Governo dovrebbe fare – afferma Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti – è farsi promotore dell’apertura di un tavolo di confronto nel quale Ordini e Collegi delle professioni tecniche insieme ad Oice/Confindustria e Ancpl/Legacoop possano individuare i correttivi al quadro normativo vigente che consentano alle società tra professionisti e alle società di ingegneria di competere ad armi pari, tutelando la qualità delle prestazioni e quindi la committenza, sia pubblica che privata”.

Ci auguriamo che Oice/Confinustria e Ancpl-Legacoop si associno alla nostra richiesta – conclude Zambrano – e abbandonino l’atteggiamento di sterile chiusura che ne ha contraddistinto finora l’azione”

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