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Societa’ di ingegneria, e’ ‘stato di sopravvivenza’

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“Ormai è chiaro che soltanto andando all’estero, con le difficoltà che comunque ciò comporta, le nostre aziende riescono e riusciranno a mantenere livelli di produzione che, seppure insufficienti, permettono di andare avanti; si tratta però di una sorta di sopravvivenza che deve trasformarsi al più presto in crescita e sviluppo”: così Patrizia Lotti, presidente Oice, descrive i dati relativi alla 30a edizione della Rilevazione annuale sulle società di ingegneria italiane, la pubblicazione curata dall’Oice, l’associazione aderente a Confindustria che raggruppa 435 società di ingegneria, con la collaborazione del Centro Europa Ricerche.

Un quadro sempre più negativo, con la produzione delle società di ingegneria in Italia sempre più ridotta a causa degli investimenti in picchiata sul fronte interno, associati ad altri problemi come i ritardi nei pagamenti. E l’apertura ai mercati esteri, seppur talvolta in crescita, non è sufficiente.

Entrando nel merito dei dati, basati sul consuntivo per il 2013 e previsionali per il 2014, emerge come il valore della produzione delle società di ingegneria nel 2013 si sia attestato sulla cifra di 1,37 miliardi, in calo del 7,2%. Il risultato risente della costante flessione della domanda interna (-15,8%), al contrario della produzione estera che registra un aumento del 16,3%. Inoltre nel 2013 sono diminuiti i contratti acquisiti (-22,4%), con una previsione per il 2014 di ulteriore riduzione (-7,2%), anche se per i contratti all’estero il calo è meno forte (-13%) rispetto a quelli in Italia (-35,7%).

Le previsioni per il 2014 dei contratti all’estero registrano un +2,3% con una particolare attenzione ai paesi dell’Africa non mediterranea e dell’Asia, Medio oriente compreso, che già oggi rappresentano il 60% della produzione estera totale degli associati Oice. Si riduce anche il portafoglio ordini: tra 2012 e 2013, -1,4%, con previsione per il 2014 del – 8,4%, soprattutto per le imprese oltre i 50 addetti. Male anche il mercato degli appalti pubblici, -14,7%.

Dai dati emerge la dinamica costante degli ultimi anni nella diminuzione del valore della produzione: è passata dai 1.478 milioni di euro del 2012, ai 1.371 del 2013 e ai previsti 1.295 del 2014, con un netto spostamento verso l’estero che incrementa il proprio peso sul totale passando dal 26,8% del 2012, al 33,6% del 2013, fino al 34,9% previsto per il 2014.

Il calo dei contratti acquisiti dagli associati Oice nel 2013 riguarda sia la Pa (-35,7%), sia i privati (-28,4%). Va rilevato inoltre che il peso dei contratti acquisiti dalle imprese di costruzioni cresce di anno in anno (10,6% del totale dei contratti nel 2012, 11,8% nel 2013 e 12,9% per il 2014).

E’ negativo anche il dato sull’occupazione: il numero di addetti per il 2013 è diminuito a 10.180 unità (-5,9% sul 2012), soprattutto nelle imprese con meno di 50 addetti (-9,2% sul 2012) ed è anche cambiata sensibilmente la loro composizione: i lavoratori a tempo indeterminato raggiungono il 36,3% del totale e, dal 2013 al 2014, il peso degli addetti a tempo determinato raddoppia la propria quota arrivando a rappresentare il 21,1% del totale, grazie soprattutto alle imprese con più di 50 addetti.

“Occorre rilanciare la domanda interna, riaffermare la centralità del progetto, fase essenziale anche per il contenimento e l’efficienza della spesa pubblica, e permettere nel contempo alle strutture di progettazione italiane di dimensionarsi su livelli almeno comparabili a quelli dei nostri competitor stranieri”, aggiunge Lotti. “Sul fronte estero occorre andare avanti con determinazione sulla strada dell’internazionalizzazione, sfruttare al meglio le opportunità di mercato per creare un circolo virtuoso che permetta di investire in progetti all’estero e riportare ricchezza in Italia”.

La rilevazione completa si può scaricare qui.

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