Classificazione sismica, sismabonus e nuove tecnologie per il miglioramento: parla Nidyon | Ingegneri.info

Classificazione sismica, sismabonus e nuove tecnologie per il miglioramento: parla Nidyon

Focus sulla Classificazione sismica. La prima ricostruzione secondo le nuove linee guida ministeriali per la Classificazione Sismica con tecnologia Nydion nel Comune di Poggio Torriana (RN). Un racconto dell’ing. Daniele Malavolta

Pannello Doppio Twin Nidyon_cantiere  Langhirano
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In ambito di antisismica, Nidyon figura tra le prime aziende in Italia e a San Marino a rendere accessibile l’applicazione della nuova Legge appena emanata sulle nuove linee guida ministeriali per la classificazione sismica e il “sismabonus”. 

Primo intervento nel Comune di Poggio Torriana (RN) che, grazie all’impiego della tecnologia Nidyon, vedrà ricostruita una struttura con le nuove asseverazioni della classificazione sismica – Sorpresa dell’ufficio tecnico che ancora non era al corrente delle nuove modalità di una nuova legge entrata in vigore in quasi assoluto silenzio.

Da un rapporto del Cresme, associazione di geologi italiani, in caso di terremoti o frane è imperativo evitare scuole e ospedali. A rigor di logica dovrebbero essere gli edifici-rifugio, quelli più sicuri. Invece risultano tra quelli più a rischio. Un paradosso in un Paese che dal 1944 a oggi ha speso la cifra di 245 miliardi di euro – 3,5 miliardi all’anno – per riparare i danni derivanti da catastrofi naturali, ritrovandosi 80 anni dopo all’anno zero della messa in sicurezza del territorio. Quasi la metà della Penisola (il 44%) si distribuisce in aree a elevato rischio sismico interessando un Comune su tre (2893 in totale) e 21,8 milioni di persone.

Mentre le zone a elevata criticità idrogeologica occupano il 10% della superficie, riguardando l’89% dei Comuni e 5,8 milioni di abitanti. Eppure terremoti, frane, alluvioni sono considerati ancora oggi eventi eccezionali cui porre riparo con meccanismi di emergenza, invece che fenomeni ciclici che è possibile ridimensionare – almeno nelle conseguenze – con una buona politica di prevenzione.

L’esplosione della spesa per interventi post-calamità

La mappa italiana del rischio sismico-idrogeologico è contenuta nel primo rapporto Ance-Cresme su «Lo stato del territorio italiano. Rischio sismico e edifici industriali». I dati fotografano l’esplosione della spesa per interventi post-calamità: dal 2010 a oggi si contano 20,5 miliardi, considerando i 13,3 miliardi per il terremoto in Emilia Romagna. Nonostante ciò, lo stato del patrimonio edilizio e del territorio rimane largamente a rischio. Basta pensare che tra gli edifici esposti a un elevato rischio sismico ci sono 24.073 scuole e 1.822 ospedali.

Classi Rischio Sismico e Sismabonus Italia aree

Classi Rischio Sismico e Sismabonus Italia aree

Oltre a ben 95.044 capannoni industriali. Negli ultimi 20-30 anni il territorio è stato lasciato in uno stato di incuria eccezionale quando, invece, la prima infrastruttura del Paese dovrebbe essere la manutenzione diretta e la prevenzione del pericolo sismico e idrogeologico. Inutile, inoltre, opporre l’alibi delle risorse. A nostro parere, un falso problema. A tale proposito oggi ci occupiamo di una legge entrata in vigore il 1° marzo del 2017 e passata, come spesso incomprensibilmente accade in Italia, senza alcuna pubblicità e clamore sia istituzionale, sia per quanto attiene agli organi di stampa, eppure è una legge importantissima per aggredire tale situazione di grandissima attualità e gravità.

Da qualche tempo era sulla bocca di tutti gli “addetti ai lavori”, e cioè che con la Legge di stabilità 2017 si sarebbero finalmente emanati provvedimenti volti alla incentivazione della prevenzione in campo antisismico, compresi gli aiuti economici riferiti al cosiddetto Sismabonus, che comprende detrazioni fiscali premianti a seconda della qualità dell’intervento del miglioramento sismico messo in atto.

Tuttavia questo provvedimento per poter essere incisivo, necessitava dell’atteso documento sulla “Classificazione Sismica” delle strutture, che non è stato pubblicato assieme alla Legge di bilancio, ma soltanto da pochi giorni e senza alcuna pubblicizzazione tanto da ricordare di striscio le tre scimmiette di Simenon.

In questo lasso di tempo, caratterizzato da una limitatissima fuga di notizie, non è stato possibile per i professionisti preposti documentarsi per potersi adeguatamente preparare “all’evento”. Infatti, si tratta (Classificazione Sismica), di una novità assoluta sia per l’Italia, sia per l’estero.

Ing. Daniele Malavolta

Ing. Daniele Malavolta

Parla l’ing. Daniele Malavolta, Responsabile Tecnico Nidyon®

Nidyon è una delle aziende leader del settore (Nidyon® da 30 anni opera autorevolmente nel settore delle costruzioni impiegando l’omonimo metodo costruttivo sismoresistente – n.d.r). Ed ecco quanto dichiarato dall’ing. Daniele Malavolta.

La premessa:

“Quando il 1° marzo mi sono letto per la prima volta queste Linee Guida, le ho divorate come se si trattasse di un best-seller inedito. A dire il vero, ero interessato anche per il fatto che avevo un progetto di ristrutturazione edilizia pronto per la presentazione al Comune di Poggio Torriana, allorché sul Decreto (all’art. 3, comma 3) ho letto che l’Asseverazione della Classe di rischio sismico deve essere allegata al progetto strutturale. Così mi sono messo al lavoro per effettuare la classificazione del rischio sismico dell’edificio esistente, nonché effettuare la nuova classificazione del rischio sismico dell’edificio ricostruito (trattasi nel mio caso di un intervento di demolizione e ricostruzione a parità di volume). In un paio di giorni – continua l’ing. Malavolta – sono venuto a capo della procedura, mettendo a punto una schematica relazione illustrativa e persino approntando secondo i parametri ora noti, un semplice file excel con il quale disegnare il grafico delle perdite annue medie (PAM) e calcolare velocemente la corrispondente area da associare alla classe di rischio. Insomma, una procedura schematica, snella e di immediata applicazione”.

Il primato:

“Il Comune presso cui ho presentato il progetto il 7 marzo 2017, è quello di Poggio Torriana (prov. di Rimini). All’ufficio protocollo hanno controllato che la pratica fosse completa di tutti gli elaborati previsti. Quando hanno notato la presenza della Relazione illustrativa e in aggiunta l’Asseverazione della Classificazione sismica, ne hanno preso atto senza problemi, ma ho capito che non ne avevano ancora vista una! Allora gli ho spiegato che il progetto riguardava la Ristrutturazione edilizia di un edificio esistente mediante demolizione e ricostruzione a parità di volume. Il progetto è stato poi protocollato e trasmesso al Servizio Tecnico regionale competente (ex Genio Civile), per la relativa istruttoria.

Noi in Nidyon (l’ing. Malavolta è anche Responsabile Tecnico dell’azienda n.d.r) sosteniamo da tempo che progettare una struttura con un sistema modulare, caratterizzato da particolari costruttivi in qualche modo ‘ripetitivi’ e, soprattutto, con uno schema portante a pareti con comportamento scatolare, faciliti notevolmente la difficile attività di calcolo strutturale in zona sismica. Infatti, una struttura a scatola possiede un’intrinseca rigidezza che la rende più idonea a sopportare gli scuotimenti orizzontali, come quelli conseguenti ai terremoti, con risultati di sismo-resistenza senza precedenti.

La progettazione strutturale avviene secondo la strategia di resistenza, prevista dalle nostre norme tecniche per le strutture ‘non dissipative’. All’atto pratico, le verifiche di resistenza vengono effettuate considerando un comportamento ‘elastico lineare’ e l’elevata resistenza delle pareti Nidyon consente il più delle volte di utilizzare quantitativi di armatura contenuti; in ogni caso, una volta verificate le pareti più sollecitate, tutte le altre possono essere armate allo stesso modo, poiché i dettagli costruttivi risultano standardizzati e semplificati.

Ultimo dettaglio, ma non meno importante: il reale comportamento di una struttura siffatta corrisponde perfettamente al modello di calcolo teorico; invece, una tradizionale struttura “dissipativa” viene calcolata attraverso l’adozione di ipotesi convenzionali (il fattore di struttura q è uguale per tutte le strutture della medesima tipologia; si trascura il contributo determinante dei tamponamenti), che di fatto danno luogo ad un edificio reale che non è detto si comporti esattamente come da calcolo teorico.

La struttura per la quale ho effettuato la classificazione sismica è prevista con l’impiego del pannello doppio e solai Nidyon. I dettagli costruttivi sono risultati essere quelli standard, senza armature aggiuntive particolari. Una volta modellata la struttura (in questo caso avevamo le pareti perimetrali più un pilastro interno), il procedimento di verifica è andato immediatamente a buon fine, senza ulteriori iterazioni. E in questo modo si è ottenuta una struttura sicura”.

Ricordiamo che nella nuova legge è previsto un Sismabonus rafforzato per chiunque adotti la nuova normativa, ripetiamo, sconosciuta a molti operatori del settore e ai tanti cittadini che vorrebbero mettere in sicurezza le loro strutture abitative.

Approfondimento su Sismabonus: le detrazioni per la prevenzione sismica aumentano notevolmente qualora si migliori l’edificio di una o due classi di Rischio Sismico.

Per abitazioni, prime e seconde case ed edifici produttivi:

  • detrazione al 70% se migliora di 1 classe di rischio
  • detrazione all’80% se migliora di 2 o più classi di rischi

Per condomini parti comuni:

  • detrazione al 75% se migliora di 1 classe di rischio
  • detrazione all’85% se migliora di 2 o più classi di rischio

È evidente come la previsione di tali percentuali maggiorate, unitamente all’elevato limite massimo di spesa previsto soprattutto per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali, renda la misura estremamente appetibile.

Chi può valutare la vulnerabilità degli edifici per l’ottenimento del Sismabonus?

Tutti i professionisti tecnici iscritti agli Ordini e ai Collegi professionali. Il provvedimento è stato dopo breve tempo corretto ad opera del D.M. 07/03/2017, n. 65, che ha rettificato la parte relativa ai professionisti abilitati e corretto alcuni refusi. É cancellato il riferimento alla competenza esclusiva di architetti e ingegneri quali le uniche figure professionali competenti e nella nuova versione, il D.M. abilita tutti i professionisti tecnici iscritti agli Ordini e ai Collegi professionali. Ciascuno potrà operare in base alle rispettive competenze per le operazioni di classificazione sismica degli edifici. Ad essere stato modificato è infatti il comma 1 dell’articolo 3 del decreto ministeriale: secondo la versione aggiornata del testo: «L’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza.»

Come si accede a questi contributi?

“Leggendo attentamente il decreto – conclude l’Ing. Malavolta – e predisponendo il progetto affinché lo stesso rientri nei requisiti per accedere al Sismabonus. Applicando altresì le nuove Linee Guida e l’asseverazione della Classificazione sismica, sono previsti contributi dallo Stato in misura proporzionale al tipo di intervento e alla qualità dei materiali, oltre alla nuova conformazione della struttura da recuperare”.

Concludendo: considerato che nel nostro Paese i terremoti sono, purtroppo, soventi e devastanti (vedi ultimo nel Centrosud), questa è una legge che doveva essere divulgata immediatamente e con grande risalto sia dal Governo, sia dagli organi d’informazione. Siamo certi di fare cosa gradita sia agli organi di stampa, sia alle aziende e a tutti i cittadini rendendola nota, approfittando che la stessa è stata adottata e messa in atto da un ingegnere italiano su territorio romagnolo, con un primato forse assoluto, grazie alle possibilità altamente performanti date dalla tecnologia costruttiva Nidyon che da decenni produce soluzioni all’avanguardia nel mondo delle costruzioni sismo-resistenti. Ricordiamo infatti che la tecnologia Nidyon, per le sue notorie caratteristiche di sicurezza antisismica e di rapidità esecutiva (in opera), fu già impiegata con successo per la ricostruzione di 180 appartamenti (L’Aquila), dopo il terribile terremoto in Abruzzo del 2009.

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