Edilizia scolastica made in Italy per mille scuole Montessoriane in Ghana | Ingegneri.info

Edilizia scolastica made in Italy per mille scuole Montessoriane in Ghana

Il ministro dell’Educazione della Repubblica del Ghana ha incontrato il personale Nidyon per un progetto che prevede la costruzione di oltre mille Kindergarten Montessori con materiali specifici e ad hoc e secondo elevati standard europei

© Nidyon
© Nidyon
image_pdf

Che il futuro di una persona inizi già nei primi anni di vita del bimbo, e che sia fondamentale per lo sviluppo socio-emotivo di ogni Paese (gettando le basi di una formazione permanente della persona, riducendo le disparità e favorendo lo sviluppo socio economico) è un postulato che il dott. Gaetano Galliolo, presidente di Nidyon, e il suo staff di ingegneri e tecnici giudicano sostanziale oltre che doveroso.

Nidyon è un’azienda italo-sammarinese leader nel campo dell’edilizia sismoresistente, a basso consumo energetico (fino alla classe A4), acusticamente isolata, eco-compatibile (costruzioni, ricostruzioni e ristrutturazioni), nota per le sue operazioni in ambito internazionale per i rilevanti interventi di edificazione in diverse zone del mondo.

Gli scorsi 16, 17 e 18 luglio il ministro dell’Educazione della Repubblica del Ghana, dr. Matthew Opoku Prempeh, insieme al  direttore generale dei servizi all’Educazione, professor Kwasi Opoku Amankwa, all’amministratore di GETFund (The Ghana Education Trust Fund),  mr. Richard Ampofo Boadu, e al direttore dell’educazione di Accra mr. Nii Lante Quarcoopome, ha visitato la sede della Nidyon, questa volta interpellata per la realizzazione di 1171 Kindergarten Montessori da costruire su tutto il territorio ghanese, nelle metropoli, così come nei più remoti villaggi rurali.

Le cosiddette economie sviluppate continuano ad aumentare gli investimenti nell’educazione prescolare, finalizzata non solo alla preparazione alla scuola ma anche alla socializzazione e alla formazione fin dai primissimi (cruciali, come si è detto) anni di vita. In media i Paesi Ocse stanziano lo 0,8% del Pil all’educazione e alla cura infantile, fondi per i tre quarti diretti all’istruzione prescolare. Proprio l’Ocse ha diffuso a giugno scorso il primo rapporto internazionale dedicato al tema. In forte crescita è dunque la “prescolarizzazione” dei più piccoli: nel 2014 circa un terzo dei bimbi al di sotto dei tre anni era coinvolta in istituzioni di “childcare” formali, con una crescita di oltre otto punti percentuali rispetto a dieci anni prima.

Il progetto

Gli edifici ipotizzati dovranno rientrare nel top degli standard europei: dovranno essere non solo sicuri, ma autosufficienti, con pannelli fotovoltaici per la produzione dell’energia elettrica e provvisti di cisterne per lo stoccaggio e la fornitura di acqua potabile. Compiacimento è stato espresso dalle autorità in visita per quanto attiene alla rapidità del metodo costruttivo che si basa su tempistiche abbreviate rispetto al metodo tradizionale, e ai benefici in termini di sicurezza e di risparmio non solo energetico, ma anche dei costi di esecuzione notevolmente ridotti e vantaggiosi del Sistema Nidyon. Un approfondimento è stato fatto in merito agli spazi interni di tali strutture prescolari, le quali sono state pensate di tipo polifunzionale e dunque conformi al metodo Montessori, il cui approccio educativo si basa su due aspetti fondamentali: il ruolo dell’insegnante come abile osservatore, e l’esperienza del bambino tramite l’uso di materiali specifici, all’interno di molteplici ambienti predisposti ad hoc. Non è strano che il metodo Montessori sia estremamente diffuso in Africa.

Maria Montessori, prima neuropsichiatra donna, attraverso il suo metodo di insegnamento promuoveva la pace e aveva una visione globale dei futuri cittadini del mondo, sviluppando valide teorie pur nel contesto sociale ostile e retrogrado di quegli anni, quando l’emancipazione femminile veniva osteggiata.

Il metodo Montessori

Furono certamente i suoi studi a far maturare in lei quella fervida idea per un avveniristico sistema di insegnamento pedagogico che, a quell’epoca fu visto con ostilità e non idoneo alla formazione dei bimbi di ogni estrazione sociale, di ogni ceto, di diverse condizioni economiche e di ogni razza o colore. Prima a Roma e subito dopo a Milano, fiorirono le prime scuole, prima quelle per l’infanzia, poi di ogni ordine e grado, che lei, il genio italiano che fu proposta per ben 3 volte al premio Nobel per la pace, chiamò “La casa dei bimbi”. Si trattava di strutture con grandi vetrate e ampi spazi per stimolare e permettere ai bambini di approfondire in piena libertà e consapevolezza il mondo attorno ai loro spontanei interessi. Un insegnamento definito da alcuni “insiemistico” che allargava in modo positivo gli orizzonti conoscitivi nei piccoli per prepararli ai grandi problemi della vita e alla pace col superamento di qualsiasi forma di discriminazione razziale. Una visione del mondo che a quell’epoca era impensabile e futuristica.

Con tutte queste premesse, dopo 3 giornate di intenso lavoro atto a definire tutti gli aspetti tecnici (con una visita anche ad un cantiere di Carpi) e finanziari, ma anche ludici (con una passeggiata per visitare l’incantevole centro storico di San Marino), l’incontro ha avuto termine. Poiché il ministro dell’Educazione ghanese intende accelerare i tempi di esecuzione del progetto (anche per questo motivo è stato scelto il metodo costruttivo Nidyon), successivi inontri saranno volti a perfezionare le strategie di intervento e le collaborazioni su ampia scala.

Le scuole Montessori nel mondo

Europa: Austria, Belgio, Bulgaria, Cecoslovacchia, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Irlanda, Olanda, Romania, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina, Ungheria. Africa: Egitto, Somalia, Sudafrica, Kenia, Etiopia, Sudan, Senegal, Uganda, Mauritania, Nigeria, Ghana, Botswana. Americhe: Stati Uniti, Canada, Messico, El Salvador, Guatemala, Trinidad, Tobago, Argentina, Brasile, Ecuador, Perù, Uruguay, Venezuela. Asia: Filippine, Giappone, India, Sri Lanka, Pakistan, Oman, Cina, Malesia, Singapore, Nepal, Tibet. Oceania: Australia.

In Italia il metodo Montessori rimane l’unico metodo alternativo al tradizionale che sia attuabile nella scuola pubblica. È infatti possibile avanzare richiesta per una classe o una sezione Montessoriana in ogni istituto, e l’interesse sembrerebbe in crescita.

Curiosità: tra il 1990 e il 1998 furono stampate e diffuse, in otto emissioni, 2.000.160 banconote da mille lire dedicate a Maria Montessori.

Copyright © - Riproduzione riservata
Edilizia scolastica made in Italy per mille scuole Montessoriane in Ghana Ingegneri.info