Il BIM in Italia: i prodotti Caleffi sono modelli funzionanti e utilizzabili | Ingegneri.info

Il BIM in Italia: i prodotti Caleffi sono modelli funzionanti e utilizzabili

Le famiglie BIM realizzate da Caleffi hanno in partenza un alto livello di dettaglio e qualità e permettono di essere utilizzate con funzionalità di calcolo Revit o di software di dimensionamento integrabili o complementari

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Caleffi sviluppa e produce componenti per impianti di riscaldamento, condizionamento e idrosanitari, sistemi di contabilizzazione del calore e componentistica specifica per impianti a energia rinnovabile. Azienda leader in Italia, nel 2016 conta oltre 1.000 dipendenti distribuiti tra la sede italiana e le filiali estere, commercializza in oltre 70 Paesi e registra un fatturato di oltre 300 milioni di euro.

Nei mesi passati, in azienda si è consolidata la convinzione che un catalogo BIM completo e di qualità rappresenti un asset strategico fondamentale per poter sviluppare business e poter servire al meglio clienti già acquisiti. In occasione di un incontro svoltosi al Politecnico di Milano, in concomitanza con il Master BIM Manager “BIM Metodi Modelli Applicazioni”, Caleffi ha avuto l’opportunità di raccontare agli studenti in aula la propria esperienza progettuale reale.

Ad intervenire per primo Walter Bertona, BIM Project Leader in Caleffi, il quale ha raccontato la genesi e lo sviluppo del progetto. “Partendo dalle richieste delle countries estere in primis, più consapevoli della necessità e delle potenzialità della progettazione BIM, ci siamo confrontati con l’esperienza e le competenze di molte realtà fuori dai confini nazionali e italiani per capire come avviare e gestire il primo progetto pilota”. Continua Bertona, “chiuso il primo giro di benchmark e analisi, il progetto vero e proprio è stato avviato ed è stato creato un database di modelli standard di riferimento per poi apportare modifiche specifiche per ogni mercato di riferimento.”

Bertona sottolinea che le famiglie realizzate presentano un livello di dettaglio e di qualità molto elevati, innanzitutto per consentirne l’utilizzo con le funzionalità di calcolo di Revit – o di software di dimensionamento integrabili o complementari.

“È questa una caratteristica che ci differenzia dal resto della concorrenza – e non solo in Italia: i nostri prodotti non sono 3D con a bordo qualche dato a completamento, bensì modelli funzionanti e utilizzabili.”, afferma Bertona.

Scelta strategica importante è la creazione della libreria completamente interna in linea con il principio di “portare il know-how dentro all’azienda per poterlo poi governare e restituire all’esterno come sempre abbiamo fatto.”

Disporre di un catalogo BIM completo rappresenta anche un taglio dei costi sull’acquisizione del “cliente” nuovo, non solo per l’azienda, ma anche da parte del progettista / costruttore che decide di optare per la progettazione BIM.

A seguire l’intervento di Stefano Carini, braccio operativo ed esecutivo del progetto e responsabile della realizzazione fisica dei modelli insieme all’Ufficio Tecnico. Qui entriamo nel vivo della progettazione più concreta delle famiglie BIM Caleffi e si toccano con mano le difficoltà effettive che tale progettazione implica.

Caleffi ha scelto infatti di non limitarsi all’esportazione e alla rielaborazione di file CAD esistenti, bensì di modellare le famiglie nativamente in Revit per garantire il giusto livello di dettaglio mantenendo un peso del file minimo (un progetto può contenere centinaia di files, sarebbe impensabile utilizzarne di pesi superiori a poche decine di KB).

In una seconda occasione, a distanza di circa sei mesi, Caleffi è tornato al Politecnico di Milano, durante un incontro dedicato a fare il punto della situazione BIM in Italia.

Trait d’union tra i vari attori, il gruppo di lavoro del Politecnico guidato dal Prof. Gianni Utica del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito sotto la cui direzione è stato istituto anche il BIM MASTER di II livello al quale Caleffi partecipa attivamente portando l’esperienza di un produttore italiano alle prese con il BIM.

Dagli interventi è emersa una istantanea della situazione italiana abbastanza completa. Il punto di partenza è una citazione di Scott Simpson, FAIA, KlingStubbins, che afferma che “il BIM è 10% tecnologia e 90% sociologia” (“BIM is 10% technology, 90% sociology” ).

Pare un assunto forte, eppure risulta sempre più vero. È strategico un cambio di atteggiamento mentale e operativo che implichi sempre più una collaborazione attiva e allargata delle varie professionalità coinvolte in un progetto edilizio.

Collaborazione che non si limita alle divisioni interne all’azienda, bensì coinvolge attori istituzionali – quali regioni, commissioni e governi a vari livelli, enti normativi -, partner terzi necessari al completamento della filiera in modo integrato fino alla cittadinanza nel caso di lavori pubblici. Si è arrivati a parlare di “Cantiere elegante” implicando una gestione consapevole della manutenzione conservativa e della costruzione ex-novo nel rispetto del cittadino. Una consapevolezza molto possibile con l’applicazione fattiva delle logiche BIM: sapere prima con precisione estrema, come gestire spazi, materiali, consegne, macchinari, persone, fasi progettuali non può che migliorare la gestione complessiva del progetto stesso e ridurre gli impatti fastidiosi e di disturbo sulle città.

BIM significa riorganizzarsi e in tempi rapidi (vale per il pubblico e ancor più per il privato). Molti grandi studi di progettazione, e quelli presenti lo hanno confermato con presentazioni interessanti, si stanno riorganizzando anche in termini di organigramma vero e proprio e processi di lavoro, acquisendo figure specializzate completamente nuove (BIM Manager, BIM modeller, BIM Specialist) che vanno necessariamente ad affiancare le figure più consolidate. Vengono definiti dei parametri per scegliere quali progetti debbano essere affrontati con metodologia BIM e quali possono essere ancora gestiti con i metodi tradizionali. Perché anche questo è vero: BIM sì e subito, ma non si abbandonano le tecnologie CAD tradizionali.

All’interno di questo panorama, l’attenzione si è spostata su quella parte non meno importante rappresentata dai diversi componenti e impianti presenti in un qualunque progetto architettonico: un progetto BIM funziona se, e solo se, anche i produttori di componentistica decidono di partecipare con modelli funzionali e funzionanti integrabili in un sistema di dimensionamento e computazione di capitolati e costi più ampio. Caleffi ci sta lavorando alacremente da qualche anno, ma l’evoluzione costante e l’affinamento continuo sono imprescindibili.

Fonte Caleffi

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