Impianti idrico-sanitari: il dimensionamento secondo UNI 9182:2014 | Ingegneri.info

Impianti idrico-sanitari: il dimensionamento secondo UNI 9182:2014

Il sistema multistrato Raxofix di Viega facilita con un corretto dimensionamento di un impianto di acqua sanitaria il completo ricambio di acqua, come chiarito nella norma UNI 9182:2014

I gomiti doppi con flangia Raxofix, ottimizzati per ridurre al minimo le perdite di carico, sono disponibili nei diametri di 16, 20 e 25 mm. (Foto: Viega)
I gomiti doppi con flangia Raxofix, ottimizzati per ridurre al minimo le perdite di carico, sono disponibili nei diametri di 16, 20 e 25 mm. (Foto: Viega)
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L’acqua sanitaria può nuocere alla salute delle persone e perfino minacciare la vita se la sua qualità non è ineccepibile. Al punto di passaggio tra rete pubblica e distribuzione interna all’edificio, la responsabilità della qualità dell’acqua sanitaria passa nelle mani di chi progetta, installa e di chi gestisce l’impianto. E’ quindi fondamentale conoscere i criteri per una corretta scelta dei materiali, gli schemi di impianto e le loro peculiarità e, come spiegano i seguenti paragrafi, l’importanza di un adeguato dimensionamento delle tubazioni di distribuzione.

Il corretto dimensionamento dell’impianto è garante di un frequente ricambio di acqua nella rete. Nel caso di stagnazione, infatti, si potrebbe rapidamente accrescere il biofilm sulle pareti interne delle tubazioni, aumentando esponenzialmente il rischio di proliferazione di batteri quali la Legionella.

Nella norma UNI 9182:2014 sono state ammesse velocità massime dell’acqua nelle tubazioni superiori alla precedente versione, allineandosi così ai valori normalmente impiegati nelle principali normative europee in materia. In questo modo è possibile realizzare dimensionamenti dell’impianto idrico-sanitario più razionali, con diametri notevolmente ridotti rispetto al passato e con rilevanti vantaggi per gli aspetti igienici (oltre che per quelli economici).

La stessa normativa ha inoltre perfezionato l’aspetto del dimensionamento, dettagliando il metodo di calcolo delle perdite di carico e specificando i metodi di calcolo preferenziali per le perdite di carico distribuite ed accidentali. In merito a queste ultime la norma indica al progettista di considerare preferenzialmente i coefficienti di accidentalità forniti dal produttore dei raccordi e, nel caso di assenza di tale informazione da parte del produttore, la norma mette a disposizione dei valori normalizzati variabili in base al tipo di materiale adottato, alla geometria degli stessi e alla dimensione considerata (sia nel caso di sistemi metallici che di sistemi plastici e metallo-plastici).

Grazie a questo dettaglio è ora possibile effettuare dimensionamenti di impianto più realistici, con la possibilità di determinare con buona certezza le reali prestazioni (pressione e portata di erogazione) di ogni singola utenza dell’impianto.

La tabella mostra quali siano le differenze tra i coefficienti tipici forniti dalla norma UNI 9182:2014 e quelli reali dichiarati da Viega per il proprio sistema multistrato Raxofix.

La tabella mostra quali siano le differenze tra i coefficienti tipici forniti dalla norma UNI 9182:2014 e quelli reali dichiarati da Viega per il proprio sistema multistrato Raxofix.

Viega da sempre rende disponibili i coefficienti di accidentalità in questione per il proprio sistema multistrato Raxofix, evidenziando un notevole vantaggio rispetto ai valori esemplificativi forniti dalla norma; questo dettaglio si traduce, in termini di calcolo, in impianti realizzati con diametri di dimensioni ridotte, utili a limitare il volume di acqua, a facilitare il completo ricambio di acqua e riducendo il rischio di stagnazione.

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