Isolamento acustico nel residenziale e riduzione della riverberazione in ambienti sportivi | Ingegneri.info

Isolamento acustico nel residenziale e riduzione della riverberazione in ambienti sportivi

Eterno Ivica presenta i pannelli fonoassorbenti Phonolook applicabili per l’acustica, sia in ambienti speciali sia per assicurare un elevato isolamento negli edifici residenziali

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Se l’obiettivo è la riduzione della riverberazione negli ambienti destinati allo sport, Eterno Ivica propone un caso di studio per vedere quali soluzioni sono state adottate e quali risultati si sono ottenuti: quello del palasport di Vigodarzere (PD), analizzato dall’Ing. Michele Valotto, Direttore Tecnico Eterno Ivica, Tecnico Competente in Acustica Ambientale.

Il patrimonio edilizio di molti comuni italiani è costituito, tra gli altri fabbricati, da numerosi palazzetti dello sport, spesso impiegati anche come sedi di manifestazioni e avvenimenti non sportivi. Un esempio è il Palacertosa di Vigodarzere (PD), realizzato agli inizi degli anni 2000 e recentemente oggetto di riqualificazione. Il fabbricato è caratterizzato da una superficie interna libera in pianta di dimensioni 38,00 m x 24,00 m, da un’altezza massima di circa 10,00 m e da un volume di circa 8.000 m3, con 300 posti a sedere dedicati alle tribune.

Come storicamente accaduto per numerose strutture adibite allo sport, anche in questo caso, in fase progettuale e/o di realizzazione non sono stati previsti interventi di riduzione della riverberazione interna, tanto da rendere pessima la qualità della fruizione dell’ambiente e quasi nulla l’intelligibilità del parlato, anche a distanza di qualche metro.

I valori e i tempi di riverberazione emersi dai rilievi fonometrici condotti ante operam

Nel 2016, l’Amministrazione Comunale è riuscita a reperire i fondi necessari alla riqualificazione acustica del Palacertosa, finanziando dapprima un’analisi dello stato di fatto e, successivamente, affidando i lavori di fornitura e posa in opera di pannelli fonoassorbenti. I rilievi fonometrici condotti ante operam avevano fornito valori impietosi, con tempi di riverberazione compresi tra i 500 Hz e i 1000 Hz dell’ordine degli 8 secondi. Tali valori, se confrontati con il più recente riferimento normativo (UNI 11367: 2010), risultavano essere quasi 3 volte superiori a quanto previsto dalla norma tecnica per gli ambienti destinati allo sport.

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L’intervento con Phonolook Eterno Ivica

L’intervento di riqualificazione acustica è consistito nell’applicazione di circa 300 pannelli fonoassorbenti Phonolook di dimensioni 120 cm x 120 cm (spessore 5 cm), sospesi alla copertura per mezzo di un sistema di catene e moschettoni in acciaio. Tale sistema di sospensione, con predisposizione di tutti gli elementi a piè d’opera e successivo sollevamento dei pannelli in quota, ha permesso una veloce e pratica applicazione, garantendo la facile futura smontabilità, in caso di necessità di pulizia o sostituzione. La personalizzazione dei pannelli ha consentito la fornitura di tessuti a vista conformi ai colori sociali della società Pallacanestro Vigodarzere.

Verifica fonometrica post operam

Come da richiesta dell’Amministrazione Comunale, a fine lavori, si è proceduto alla verifica fonometrica post operam, condotta con le medesime modalità e strumentazione impiegate nella verifica ante operam. In particolare, la misura della risposta all’impulso è stata determinata con l’utilizzo del segnale sine-sweep, un segnale sinusoidale a frequenza variabile. Con questa tecnica, è stato possibile misurare non solo l’andamento del tempo di riverberazione in funzione della frequenza, ma anche parametri più sofisticati come lo STI (sound transmission index) e il C50 (chiarezza).

I risultati notevoli ottenuti con l’intervento di bonifica acustica sono riportati nel grafico, dove sono riportate la situazione ante operam e la situazione post operam. Come si può notare, le misure fonometriche condotte ante operam, il calcolo previsionale a cura di esperti Tecnici Competenti in Acustica, unitamente all’impiego di pannelli fonoassorbenti Phonolook, hanno  permesso di ottenere valori post operam perfettamente allineati con quanto previsto dalla norma tecnica UNI 11367.

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Quali sistemi costruttivi per il raggiungimento di elevati isolamenti acustici negli edifici residenziali? La case study di un fabbricato realizzato a Sovizzo (VI)

Parlando di edifici residenziali, invece, l’Ing. Michele Valotto, analizza il caso studio di un edificio residenziale che ha raggiunto notevoli risultati di isolamento fonometrico, nel rispetto dei limiti previsti per la Classe I della norma tecnica UNI 11367 «Classificazione acustica delle unità immobiliari» (luglio 2010), grazie al sistema costruttivo misto.

La ormai vasta e consolidata esperienza, maturata nell’ultimo decennio, sui risultati conseguibili nel rispetto dei limiti imposti dal noto DPCM 5.12.1997 «Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici» sta dimostrando come non sia più sufficiente progettare con il solo intento di ottemperare alle prescrizioni della normativa cogente. La norma citata, infatti, non garantisce affatto isolamenti acustici di comfort, come sempre più spesso viene testimoniato in vicende nelle quali il semplice rispetto del DPCM 5.12.1997 produce feroci lamentele da parte degli acquirenti di immobili, a volte con strascichi legali aperti ormai da più di un decennio. L’inadeguatezza dell’isolamento acustico previsto dalla normativa italiana troverebbe ragione anche nel confronto tra i limiti imposti dalle varie norme europee (la tabella 1 riporta gli isolamenti acustici minimi riparametrizzati al potere fonoisolante apparente R’w espresso in dB).

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Come è noto, è ormai tecnicamente e facilmente conseguibile il rispetto dei limiti previsti per la Classe I della norma tecnica UNI 11367 «Classificazione acustica delle unità immobiliari» (luglio 2010). Tale Classe I prevede isolamenti acustici comunemente considerati di buon comfort, come viene quotidianamente confermato dagli acquirenti di immobili per i quali i rilievi fonometrici in opera forniscono i risultati previsti appunto dalla UNI 11367. La tabella 2 riassume i limiti previsti per la Classe I.

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Per quanto riguarda il livello di pressione sonora di calpestio L’nw, è possibile raggiungere e migliorare ampiamente il valore L’nw = 53 dB già con le usuali tecniche costruttive, ovvero con solai in laterocemento o predalle, a condizione che si impieghino adeguati prodotti anticalpestio, opportunamente certificati in laboratorio.

Il Progettista dovrà prevedere in fase progettuale prodotti dotati di certificati di laboratorio relativi non solo al ben noto e richiesto parametro rigidità dinamica, ma anche ai parametri comprimibilità e creep (o scorrimento viscoso). È infatti ampiamente dimostrato da rilievi fonometrici in opera che i migliori anticalpestio sono caratterizzati da un ottimo compromesso tra questi tre parametri. I corretti valori numerici dei parametri citati sono ormai ampiamente disponibili nella letteratura tecnica. La figura1 mostra il particolare costruttivo di un solaio per il quale la prova in opera ha fornito il notevole risultato L’nw = 44 dB, ampiamente migliore di L’nw = 53 dB previsto dalla Classe 1.

Il fabbricato realizzato a Sovizzo (VI)

Il risultato è stato conseguito in un fabbricato realizzato a Sovizzo (VI) con pareti di facciata e divisorie tra unità, in laterizio, senza controsoffitti o contropareti in cartongesso. L’anticalpestio impiegato (in lattice di gomma di spessore 10 mm) presenta un eccellente rapporto tra rigidità dinamica, comprimibilità e creep, garantendo la stabilità nel tempo del solaio e, quindi, il mantenimento nel tempo del risultato misurato.

Al contrario, per quanto riguarda il potere fonoisolante apparente, il valore R’w = 56 dB è da ritenersi quasi ai limiti superiori delle prestazioni raggiungibili con le usuali tecniche costruttive italiane in laterizio. Infatti, numerose prove fonometriche condotte in opera su pareti in laterizio stratificate e di spessori notevoli (un esempio  è riportato in figura 2), hanno fornito risultati certamente importanti, ma comunque compresi tra R’w= 57 dB e R’w = 58 dB.

Poiché il rispetto in opera dei valori R’w = 56 dB e L’nw = 53 dB dovrebbe essere richiesto dal Committente all’inizio dell’iter edificatorio, in fase progettuale è necessario prevedere un opportuno margine di sicurezza sui risultati attesi, onde evitare ovvie contestazioni in fase di collaudo.

A fronte di queste considerazioni e ricordando che le tolleranze sui risultati delle misure fonometriche in opera sono almeno ±2 dB, nell’ambito delle costruzioni ordinarie e nell’intento di raggiungere prestazioni eccellenti, appare chiaro che vi sono ampi margini di sicurezza sul raggiungimento dei risultati del livello di pressione sonora di calpestio L’nw, ma scarsi margini di sicurezza per quanto riguarda il potere fonoisolante apparente R’w.

Il sistema costruttivo misto: in cosa consiste e dove si applica?

Esiste un sistema costruttivo di nicchia, ma comunque ampiamente testato in opera ormai da un decennio, che permette di raggiungere risultati ampiamente superiori a quelli previsti dalla Classe 1 della UNI 11367, garantendo enormi margini di sicurezza in fase progettuale anche rispetto a valori di isolamento acustico molto alti.

Si tratta di un sistema costruttivo misto, ovvero che impiega solai in laterocemento e pareti in laterizio associati a contropareti e controsoffitti in lastre di cartongesso fonoisolante (ovvero lastre in cartongesso ad alta densità accoppiate a membrane massive fonoimpedenti). La realizzazione di rifodere sia all’intradosso dei solai che su tutte le pareti in laterizio (pareti divisorie tra unità e di facciata), nonché l’impiego di tramezzi interni in cartongesso, consente (quasi) di azzerare la trasmissione per fiancheggiamento, sia per quanto riguarda il rumore di calpestio, sia per quanto riguarda il potere fonoisolante apparente. Alcune rappresentazioni schematiche sono riportate in figura 3.

I valori tipici più volte misurati in opera per questa tipologia costruttiva sono riportati nella tabella 3. Come si nota, si tratta di risultati ampiamente migliori rispetto a quanto previsto dalla Classe I.

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Fatte salve le considerazioni economiche che dipendono di volta in volta dal particolare cantiere oggetto di progettazione, la tipologia costruttiva mista è sempre adottabile, a patto che, in fase progettuale, venga previsto un interpiano adeguato, al fine di garantire l’altezza urbanistica minima dei locali abitabili.

La tipologia costruttiva mista trova efficace e vasta applicazione nel caso di bonifiche acustiche di edifici esistenti, sia in ambito residenziale che nel caso di attività produttive o di locali pubblici. Nel primo caso, quando si voglia incrementare l’isolamento acustico di appartamenti esistenti, soprattutto nei confronti del rumore da vicinato. Nel secondo caso, quando si vogliano ridurre le immissioni di rumore verso ambienti circostanti da parte di attività rumorose. Quest’ultimo è il sempre più diffuso caso di interventi eseguiti in locali pubblici disturbanti (bar, discoteche, ristoranti, pub) adiacenti ad unità residenziali, sanzionati da ARPA per il superamento dei limiti di immissione.

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Qualora sia accertato il superamento dei limiti, oltre al pagamento della sanzione comminata dal Comune, i titolari delle attività sono chiamati a ridurre in tempi brevi le immissioni verso le unità confinanti, pena la sospensione dell’attività. Qualora il superamento sia imputabile al rumore aereo prodotto dalla voce dei clienti o dagli impianti di amplificazione della musica, l’unico intervento possibile consiste proprio nella realizzazione di rifodere in cartongesso fonoisolante, opportunamente progettate.

Il sistema misto applicato a edifici esistenti rappresenta una soluzione ottimale anche dal punto di vista costruttivo poiché esso può essere realizzato con grande velocità e con grande pulizia di cantiere, essendo le applicazioni in cartongesso quasi chirurgiche e prive di quelle lavorazioni pesanti, rumorose e disturbanti tipiche degli interventi in muratura.

 

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