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Progettazione BIM: quando da virtuale diventa reale

Le esperienze di progettisti italiani nell’utilizzo del BIM sono stati il punto centrale dell'incontro organizzato da Graphisoft al Politecnico di Milano. Ecco cosa è emerso

Graphisoft
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Le esperienze di progettisti italiani nell’utilizzo del BIM sono stati il punto centrale dell’incontro organizzato da Graphisoft presso il Politecnico di Milano. Esperienze condotte su interventi di diversa tipologia e scala, in Italia e all’estero, con un filo conduttore comune: le opportunità e i vantaggi della metodologia BIM applicata alla pratica professionale della progettazione.

Il BIM – Building Information Modeling è oggi una realtà con cui tutti i professionisti devono confrontarsi, anche in Italia: il mondo accademico, le associazioni di categoria, le pubbliche amministrazioni, i progettisti sono tutti coinvolti nella costruzione di un nuovo scenario collettivo, che nei prossimi anni sarà fortemente improntato all’utilizzo esteso di questa metodologia.

Tra i primi a sostenerne con forza lo sviluppo e la diffusione a livello internazionale, Graphisoft partecipa ormai da tempo in modo attivo a questa evoluzione, offrendo un contributo essenziale attraverso una presenza e un coinvolgimento diretti con i propri utenti. Nel solco di questo costante impegno si inserisce l’incontro “Il BIM fra Reale e Virtuale – L’utilizzo del BIM nella pratica quotidiana” organizzato lo scorso 22 marzo dalla branch italiana di Graphisoft presso il Politecnico di Milano. All’evento hanno partecipato alcuni dei protagonisti che oggi maggiormente contribuiscono a questo processo in continua e rapida evoluzione e che nell’occasione è stato arricchito dalla testimonianza di un gruppo di progettisti italiani i quali, con le loro capacità ed esperienze quotidiane, costituiscono la base della professione proiettata al futuro.

Il tavolo dei relatori è stato presieduto da Fabrizio Diodati, Product Manager Graphisoft, che ha introdotto il tema e le sue connessioni con le soluzioni ARCHICAD e coordinato gli interventi. Dopo il saluto di benvenuto del professor Stefano della Torre, Direttore del Dipartimento ABC dell’ateneo milanese e Presidente di buildingSMART Italia, che ha sottolineato la necessità di nuovi approcci anche sotto il profilo della formazione coerenti con i contenuti innovativi del BIM, la parola è passata ad Alberto Pavan, professore presso il Politecnico di Milano e titolare di numerosi incarichi in ambito BIM, che ha focalizzato il proprio intervento sulla nuova UNI 11337:2017 e le sue ricadute su BIM e gestione digitale delle costruzioni.

“Le software house”, ha sottolineato Pavan, “hanno svolto un lavoro pionieristico di fondamentale importanza nello sviluppo e diffusione delle applicazioni di BIM Authoring; oggi tuttavia è necessario un ulteriore salto di qualità, che consenta di superare l’approccio meramente “grafico” al processo progettuale per entrare a pieno titolo nella logica BIM”. In questa ottica, fondamentale è il ruolo svolto dalla normativa di settore, sia sul piano europeo che nelle relative norme, sia volontarie che cogenti, che ne recepiscono i contenuti.

“Uno degli aspetti maggiormente significativi a questo proposito”, ha ricordato Pavan, “è il recepimento del Building Information Modeling all’interno del Nuovo Codice degli Appalti non in quanto mero strumento digitale ma nella sua corretta veste di vera e propria metodologia, che consente quindi alle stazioni appaltanti di operare – e richiedere di operare – secondo logiche del tutto nuove. Fondamentale, in questo senso, è il lavoro svolto sia da UNI, con la progressiva formalizzazione delle diverse parti della UNI 11337:2017, la prima norma tecnica volontaria nazionale specificamente dedicata al Building Information Modeling, sia dalla cosiddetta “Commissione Baratono”, creata in seno al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiamata a definire le modalità e i tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà della metodologia BIM da parte di stazioni appaltanti, amministrazioni concedenti e operatori economici”.

Concetti, questi ultimi, ripresi anche da Anna Moreno, presidente di iBIMi, che oltre a ricordare il ruolo propulsivo fondamentale interpretabile dalla committenza pubblica per l’implementazione del BIM in Italia ha anche sottolineato, nella medesima ottica, “la necessità di certificare le figure professionali qualificate ad operare in ambito BIM, un tema la cui centralità sarà sempre più rilevante nei prossimi anni”.

La giornata è quindi proseguita con le testimonianze di alcuni studi di architettura italiani che, ormai da tempo, hanno deciso di operare secondo la metodologia BIM, supportati in questo percorso dagli strumenti e i supporti offerti da Graphisoft ai professionisti della progettazione. Ad aprire gli interventi sono stati Renato Simoni e Davide Cattaneo, Founding Partner di BIMfactory, che hanno presentato due case history particolarmente significative: la VTB Arena di Mosca, intervento in cui la metodologia BIM è stata utilizzata per l’ingegnerizzazione della facciata e della copertura, il coordinamento con le strutture principali, il controllo dei costi di gestione dei rivestimenti di facciata e copertura e la modellazione dei rivestimenti e delle sottostrutture, e la Scuola Media di Liscate, il primo bando pubblico gestito da BIMfactory con metodologia BIM.

Di particolare interesse anche l’intervento di Fernando Laurenti, BIM Manager di Minnucci Associati, che ha dedicato la propria relazione all’utilizzo del BIM per la modellazione del patrimonio esistente, dal rilievo alla gestione dei manufatti, presentando una serie di esempi sviluppati dallo studio sia in ambito industriale e impiantistico che nel settore dell’edilizia civile.

Spiccata proiezione internazionale per le testimonianze dell’architetto Alessio Rigoldi, CEO dello Studio Rigoldi di Milano ma operativo in diverse parti del mondo, che negli ultimi anni ha portato avanti una serie di importanti commesse in Congo, tra cui la nuova sede di ECAIR, la compagnia aerea congoloese; in questo tipo di esperienze, ha sottolineato Rigoldi, il BIM non ha costituito solo uno strumento operativo, ma anche un filo conduttore relazionale basato sul linguaggio della grafica tridimensionale e uno strumento di dialogo “universale” attraverso la tecnologia.

A chiudere la carrellata delle testimonianze è stato Paolo Mazzoleni, Partner Founder dello studio BEMaa, che ha sottolineato i vantaggi dell’utilizzo della metodologia BIM sia in interventi di piccola scala, con una serie di esempi incentrati su tipologie abitative unifamiliari, sia in opere di notevole rilevanza e complessità, fra cui la realizzazione della nuova sede TIM di Roma, un articolato intervento in cui l’interoperabilità e la condivisione dei dati di progetto assicurati dal BIM hanno consentito un efficace coordinamento fra le diverse aree disciplinari – architettonica, strutturale, impiantistica, bioclimatica – coinvolte nel progetto.

A conclusione dell’incontro Tibor Szolnoki, ARCHICAD Implementation Team Leader di  Graphisoft, ha sottolineato l’impegno della software house nel rendere il BIM uno strumento sempre più funzionale, pratico e soprattutto alla portata di ogni professionista, indipendentemente dalle dimensioni dello studio e della scala dei progetti grazie agli ormai noti vantaggi che tale metodologia è in grado di offrire, illustrando una serie di storie di successo realizzate con il contributo degli strumenti software sviluppati da Graphisoft.

Nel commentare la giornata, Hilario Bourg, Area Sales Manager di Graphisoft, ha dichiarato: “con eventi come quello odierno Graphisoft intende promuovere una sempre maggiore cultura del Building Information Modeling fra i professionisti della progettazione, fornendo loro tutti gli strumenti necessarie a cogliere le opportunità che questa metodologia è oggi in grado di offrire. In particolare abbiamo voluto coinvolgere realtà professionali italiane per dimostrare come il BIM sia oggi già una realtà anche in Italia. La presentazione di esperienze concrete sul campo è lo strumento più efficace per dimostrare i risultati ottenibili da questa metodologia applicata alla progettazione attraverso gli strumenti sviluppati a questo scopo da Graphisoft”.

 

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