Recupero del patrimonio edilizio: quali novità per le agevolazioni fiscali? | Ingegneri.info

Recupero del patrimonio edilizio: quali novità per le agevolazioni fiscali?

Da Xella Italia un focus sulle novità in merito a detrazioni e agevolazioni fiscali per interventi di riqualificazione edilizia e recupero del patrimonio edilizio esistente

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Per dare impulso agli interventi di recupero del patrimonio edilizio italiano, sia per singole unità abitative sia per parti comuni in edifici condominiali, da diversi anni sono state attivate
agevolazioni fiscali. Inoltre, con l’obiettivo di monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito in seguito alla realizzazione degli interventi di recupero edilizio, la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 27 dicembre 2017) ha introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati e come previsto con gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Agevolazioni: quali tipologie d’intervento sono incluse e cosa succede dopo il 1 gennaio 2019?

Com’è noto, le agevolazioni comportano una riduzione dell’imposta sul reddito (Irpef) in relazione ai costi sostenuti per gli interventi effettuati.

In caso di lavori effettuati entro il 31 dicembre 2018, è prevista una detrazione Irpef del 50% su un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Mentre, dal 1° gennaio 2019 la detrazione sarà ridotta al 36% su un limite massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare.
È possibile richiedere l’agevolazione fiscale per interventi quali la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo nonché la ristrutturazione edilizia.

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che una demolizione e ricostruzione con ampliamento non rientrano tra gli interventi ammessi al beneficio della detrazione fiscale, bensì si classificano come costruzione ex novo.

Al contrario, se una ristrutturazione non prevede una demolizione ma solo un ampliamento, sono previste detrazioni fiscali esclusivamente per le spese riguardanti la porzione di immobile esistente e saranno escluse quelle sostenute per l’ampliamento, considerato come nuova costruzione.

Esclusa dalle detrazioni anche la sopraelevazione, ad esempio di un sottotetto, considerata come ampliamento e quindi nuovo volume.

Tuttavia, se la variazione in altezza riguarda la realizzazione di cordoli sommitali o variazioni della copertura senza implicare un incremento della superficie abitabile, allora è ammessa una detrazione del 70 o 80% in caso di ricorrenza dei requisiti secondo quanto stabilito dal Sisma Bonus 2018.

Il risparmio energetico attraverso la coibentazione di strutture opache verticali e orizzontali è incluso nelle detrazioni ammesse, mediante l’applicazione di un termo cappotto sul perimetro esterno del fabbricato, che garantisce un miglior isolamento termico.

In alcune circostanze un intervento dall’esterno non è praticabile, o per motivi economici, o tecnici o per vincoli dell’edificio, vi sono infatti circostanze per cui risulta impraticabile intervenire dall’esterno per diversi motivi: economici, tecnici, di tutela delle facciate oppure per la necessità di isolare singole unità immobiliari di un complesso edilizio.

In tal caso, si potrà ricorrere all’isolamento termico dall’interno sia a parete sia a soffitto che migliora l’efficienza energetica delle strutture esistenti. Nonostante una riduzione dei volumi utili, in tal modo migliora il comfort abitativo e si accede a detrazioni fiscali fino al 65%.

Infine, le spese sostenute per la progettazione degli interventi, le prestazioni professionali richieste nella realizzazione dei lavori, le perizie, i sopralluoghi e le relazioni di conformità sono comprese nelle detrazioni Irpef del 50%.

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