Termografia, riqualificazione edilizia e tecnologia: intervista a Luca Maraviglia di Flir Systems | Ingegneri.info

Termografia, riqualificazione edilizia e tecnologia: intervista a Luca Maraviglia di Flir Systems

Dal ruolo da protagonista della termografia nell’efficienza energetica in edilizia alle potenzialità di applicazione nella riqualificazione e adeguamento sismico del costruito. Ne abbiamo parlato con Luca Maraviglia, Distribution Manager di Flir Systems

Luca Maraviglia, Distribution Manager di Flir Systems
Luca Maraviglia, Distribution Manager di Flir Systems
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La termografia ha un ruolo da protagonista nelle indagini per rilevare l’efficienza energetica in un edificio e l’isolamento termico. E le termocamere si evolvono a livello tecnologico sempre più rapidamente, consentendo di ottenere dati sempre più precisi e raffinati. E se pensassimo alla termografia come supporto nelle indagini strutturali degli edifici in fase di adeguamento sismico ad esempio? Ne abbiamo parlato con Luca Maraviglia, Distribution Manager di FLIR Systems, leader nella progettazione e realizzazione di termocamere per un’ampia gamma di applicazioni.

  • In ambito tecnologico le innovazioni si susseguono molto rapidamente e questo riguarda soprattutto FLIR. Pensiamo al primo smartphone con termocamera integrata come il Cat60 o le termocamere per ispezioni aeree di sistemi e impianti fotovoltaici, almeno per quanto concerne il settore edilizio e risparmi energetico. Sempre in questo settore, ci sarebbero anticipazioni o proiezioni per il futuro?

Sicuramente sì. FLIR, infatti, già dal 2009 ha avviato un processo mirato per rendere la tecnologia fruibile sempre a più persone, integrando in strumenti tecnici device tecnologici. Ad esempio, nel 2016 abbiamo lanciato il primo multimetro, strumento utilizzato dai tecnici elettrici, dove è stato integrato un sensore termico. Quindi la mia risposta è positiva al 100% e aggiungo che l’obiettivo primario di FLIR è diffondere la tecnologia il più possibile per ottimizzare strumenti già esistenti. Al Ces di Las Vegas è stata lanciata la C3, una nuova versione della nostra termocamera C2, che beneficerà dell’interfaccia Wi Fi e si potrà connettere in un ambiente FLIR, chiamiamolo così, cioè nella App FLIR Tools, consentendo di gestire le immagini. In ambito droni, invece, è stato lanciato un nuovo prodotto, il FLIR Duo™ Pro R, con dual sensor per immagini termiche e radiometria per droni commerciali.

Partecipiamo poi a fiere di settore come Klimahouse, invece, per incontrare il professionista e non solo gli appassionati o chi vive la tecnologia come un hobby. Questo soprattutto perché il nostro prodotto è pensato come strumento professionale e ci rivolgiamo ai professionisti tecnici.

  • Per quanto riguarda invece l’attività dell’ITC (Infrared Training Center) e i corsi di formazione promossi da FLIR, che si propongono di “trasmettere un nuovo modo di ragionare e di effettuare indagini termografiche”, quali sono le categorie professionali che maggiormente richiedono questo tipo di formazione? I corsi tenuti all’ITC danno la possibilità di diventare operatore termografico, che è una professione che adesso si sta affermando in modo specifico?

Mi permetto di ampliare il tema della domanda. Il mondo della termografia è governato da alcune leggi della fisica tecnica: induzione, conversione, irraggiamento. Se non sei padrone di questi elementi, non riesci a garantirti il ritorno d’investimento effettuato su una termocamera. Detto più banalmente, non sei capace di trarne dei benefici: guardi un’immagine, un insieme di tanti colori, ma non hai gli strumenti per “leggerla”. Quindi la funzione dell’ITC non è solo quella di educare, ma anche quella di garantirti una preparazione tecnica.
La formazione per operatore termografico serve, perché normalmente negli atti giudiziali o nelle perizie svolte da CTU o CTP, il giudice richiede della documentazione fornita da un operatore termografico certificato. La formazione ti fornisce la preparazione necessaria per effettuare indagini termografiche attendibili e certificate. Per dovere di correttezza, bisogna dire che in Italia non vi è una norma che obbliga chi effettua queste indagini a possedere un attestato, ma il giudice richiede comunque l’attestato all’operatore. Ci troviamo attualmente in questa fase: non vi è obbligo, ma visto che è richiesto dal giudice, chi voglia effettuare indagini termografiche è tenuto a possedere una certificazione che lo autorizzi. L’ITC è un centro dove è possibile acquisire le conoscenze necessarie e un certificato di abilitazione per effettuare indagini termografiche. ITC, inoltre, è sì un organo di proprietà FLIR, ma i colleghi dell’ITC non “vendono” le termocamere, questo per garantire l’imparzialità degli istruttori, il che significa che un frequentante può recarsi anche con una termocamera di marca diversa da FLIR o anche senza termocamera. E’ importante che il corso all’ITC non venga percepito da chi frequenta come un corso della FLIR, ma un corso in cui si parlerà di termografia e non di termocamere. E’ la disciplina quello che importa, le informazioni tecniche, non lo strumento. Tant’è che noi seguiamo strettamente il protocollo dell’ISO. Quindi c’è anche una normativa cui siamo strettamente legati.

  • Negli ultimi anni la crescita di interventi sul patrimonio edilizio esistente e storico ha sicuramente incentivato l’uso della termografia. Ci si è forse resi conto che è indispensabile per l’adeguamento degli edifici ai nuovi parametri energetici e di efficienza e risparmio. Quanto si può ancora fare?

Io partirei da alcuni dati forniti dalle statistiche. In Italia l’85% delle case è in classe energetica G, quindi da ristrutturare: c’è tantissimo da fare e da recuperare e migliorare. Evito di parlare di adeguamento sismico per rispetto di chi ha subito i danni, a volte fatali, dagli ultimi eventi sismici. Ma è un dato di fatto: in Italia le case sono vecchie, non efficienti e non sicure. I nostri centri storici, ad esempio, per quanto belli e suggestivi, non presentano costruzioni antisismiche. E’ vero che la termocamera è uno strumento di ausilio indispensabile per rilevazioni finalizzate all’installazione di un cappotto termico o alla verifica delle prestazioni di una facciata rinnovata, di pannelli solari o ancora di una sostituzione di infissi.

Parlando però di quanto c’è ancora da fare con la termografia, la contingenza ( e l’urgenza ) ci porta a pensare di usare le termocamere anche per diagnosi strutturali degli edifici: possiamo monitorare infiltrazioni, isolamento, umidità, umidità di risalita, il corretto funzionamento a livello termico degli infissi. Sarebbe dunque auspicabile che si monitorasse, e correttamente, tutto questo, con anche la parte strutturale di un edificio o di una casa, per una questione di prevenzione e sicurezza anche a livello sismico.

  • Chi si rivolge a FLIR soprattutto? Singoli professionisti o grandi studi?

Tendenzialmente le categorie che io registro in ambito edile vanno dal singolo architetto, ingegnere e geometra ai grandi studi professionali. Acquistano le nostre termocamere sia i piccoli studi che quelli più ampi. Ma qual è la differenza? Normalmente il piccolo studio familiare prende commesse più piccole e di conseguenza avrà bisogno di uno strumento meno performante rispetto a un grande studio che, dovendo seguire lavori più importanti come grandi opere o progetti infrastrutturali, si doterà di uno o più prodotti più performanti.

  • Esistono in Italia studi che si occupano esclusivamente di termografia?

Sì, esistono anche in Italia professionisti che sono esclusivamente operatori termografici, sono un’elite, ma ce ne sono. Parliamo di aziende che ormai sono nostri clienti storici, come Dark Wave Thermo di Luca del Nero, la 4M Service, azienda di Bolzano, che si occupa di service e indagini. Sono clienti che ci tengono ad avere il prodotto più aggiornato possibile, perché più è aggiornata una termocamera e più raffinati e precisi saranno i dati che fornisce. E inoltre posseggono più di uno strumento e per tutti questi motivi, potremmo dire che in FLIR li consideriamo nostri amici.

Per saperne di più su Flir, leggi anche:

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