A L'Aquila autocostruzione 'partecipata' per ridare vita agli spazi urbani | Ingegneri.info

A L’Aquila autocostruzione ‘partecipata’ per ridare vita agli spazi urbani

Un'associazione de L'Aquila ha dato vita a un progetto ad alto coinvolgimento della cittadinanza per ridare vita ad alcuni spazi urbani. E così autocostruzione e materiali da recupero acquistano un valore anche sociale

COVER_viviamolaq
image_pdf

Il 29 agosto 2014 VIVIAMOLAq ha inaugurato RESTART, allestimento permanente di arredo urbano nella piazza San Basilio antistante il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila nel centro storico aquilano.

L’obiettivo dell’associazione è quello di ridefinire gli spazi pubblici multifunzionali e i luoghi di aggregazione attraverso la compartecipazione della cittadinanza e mediante il recupero e il riutilizzo del materiali.

Il progetto Restart è il primo intervento realizzato all’interno delle mura della città de L’Aquila che ha previsto l’impiego di materiali da recupero e il processo di autocostruzione. Entrambi gli ‘ingredienti’ hanno una valenza sociale basata sulla cooperazione e sulla memoria: gli ambienti urbani devono essere vissuti e al contempo raccontare una storia, quella del terremoto de L’Aquila (6 aprile 2009) che resta vivo nella memoria dei suoi abitanti.

1.01 Progetto

Ancora più saliente l’aspetto legato a chi ha promosso questa iniziativa: VIVIAMOLAq è un progetto ideato da studenti e neolaureati dell’ateneo aquilano, è infatti ricordo indelebile l’immagine della casa dello studente. Da loro parte la rinascita dell’ambiente urbano, non a caso vicino a un polo universitario e desiderosi di contribuire e partecipare al processo di rinascita della città de L’Aquila. Nella gallery di seguito, le fasi di cantiere e l’inaugurazione dello spazio.

Contesto territoriale di inserimento del progetto Restart
Restart è un progetto di ‘architettura partecipata‘ di riqualificazione delle aree abbandonate, tra cui piazza San Basilio, nel centro storico de L’Aquila. Questo spazio urbano è tornato a vivere grazie alla frequentazione degli studenti iscritti al polo universitario limitrofo che li ha visti partecipanti attivi al progetto e alla sua realizzazione.

Lo spazio urbano a disposizione copre un’area coperta di breccia di 64 m2 (spazio di circa 8m x 8m) su cui si ergono 3 grandi alberi molto ombrosi. L’idea è stata quella di raccogliere le macerie e di utilizzarle come basamento per le sedute di RESTART; questa soluzione, semplice sotto il profilo tecnologico, ha consentito la partecipazione del passante attirato dall’iniziativa e dalla semplicità delle lavorazioni.

La finalità del progetto è stata quella “di ridare vita e funzione alle macerie del terremoto” usate come base per il nuovo ambiente urbano. L’intervento ha previsto le seguenti fasi:
• recupero del materiale;
• preparazione dei pezzi in laboratorio;

Aquila_2

• assemblaggio dei pezzi direttamente in sito attraverso esclusivamente il processo di autocostruzione (la durata di questa fase è stata di una settimana,).

Aquila_3

Aquila_4

Materiali utilizzati
Per il progetto Restart sono stati utilizzati:
• circa 6 tonnellate di macerie provenienti dal terremoto de L’Aquila per un volume di 3,5 m3;
• 35 palanche in legno (lunghezza 4 m) per un totale di 140 m, recuperate dai cantieri dismessi;

Aquila_5

• 17 m di gabbioni metallici zincati (modulo 0.50 m x 0.50 m x 1.0 m, gabbioni in acciaio della Iner.Te.Co).

Aquila_6

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
A L’Aquila autocostruzione ‘partecipata’ per ridare vita agli spazi urbani Ingegneri.info