Classificazione del rischio sismico delle costruzioni: in arrivo le linee guida (pare) | Ingegneri.info

Classificazione del rischio sismico delle costruzioni: in arrivo le linee guida (pare)

La risposta del Mit a un'interrogazione del Movimento 5 Stelle: a breve saranno pubblicate le linee guida che definiscono i criteri per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni

Destroyed Village
image_pdf

A breve saranno rese note le nuove linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni. Saranno pubblicate o, perlomeno, sembrerebbe che stiano per essere pubblicate. La notizia è emersa da un’interrogazione parlamentare a risposta scritta, rivolta al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, da parte dell’architetto e parlamentare del Movimento 5 Stelle, Claudia Mannino, primo firmatario, e da altri sei parlamentari, tutti della stessa compagine politica.

Il Mit ha chiarito che il team che ha lavorato alle linee guida, la cui stesura è stata affidata a Ingegneria Sismica Italiana (ISI), ha predisposto queste indicazioni tenendo conto non solo della vulnerabilità ma anche dalla pericolosità del sito e dall’esposizione, i tre fattori che a livello sistematico si sono ritenuti cruciali per la definizione del rischio sismico del patrimonio edilizio.

Queste linee guida, secondo il ministero, in sostanza, stanno arrivando. E certamente diventeranno un pane quotidiano nuovo per tutti i progettisti.

Rischio sismico: che cosa hanno chiesto i parlamentari
Il punto di partenza dell’interrogazione è la presa di consapevolezza che “il territorio italiano presenta una situazione di pericolosità sismica medio/alta – testimoniata dal ricorrente verificarsi di terremoti, spesso anche di notevole intensità – una vulnerabilità molto elevata, non ancora conosciuta in maniera dettagliata, ed un’esposizione altissima, in considerazione della densità abitativa e della presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale di enorme pregio e valore”.

“Come è noto”, precisano i parlamentari, “le conseguenze di un terremoto sono strettamente correlate al concetto di vulnerabilità sismica degli edifici, cioè la predisposizione di una costruzione ad essere danneggiata”. E su questo punto gli ingegneri sono ben formati. Il punto dell’interrogazione è un altro: posta la normativa vigente sul tema del rischio sismico, e cioè
– il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, che all’articolo 9 attribuisce allo Stato le funzioni relative ai criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche e alle NTC, e alle regioni all’art. 94 (comma 2 lettera a) alle Regioni ed enti locali l’individuazione e aggiornamento delle zone sismiche (come ad esempio ha fatto la Lombardia di recente
– il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, che in vari articoli definisce il quadro normativo sulla realizzazione delle costruzioni in zone sismiche
– l’ordinanza del presidente del CdM n. 3274 del 20 marzo 2003, che reca i “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”.

Il Mit ha predisposto, con l’articolo 1 del decreto prot. n. 378 del 17 ottobre 2013, “un gruppo di studio per la proposizione di una o più ipotesi normative per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, finalizzata all’incentivazione fiscale di interventi per la riduzione dello stesso rischio, anche individuando le modalità di applicazione di incentivi fiscali per interventi di riduzione del rischio sismico del patrimonio esistente”.

Questi incentivi fiscali per la messa in sicurezza sismica, come sappiamo, sono stati poi allargati agli interventi di ristrutturazione edilizia in generale, attraverso quei bonus più volte prorogati (l’ultima volta con la Legge di Stabilità 2016, legge 28 dicembre 2015”.

E quindi, fatte queste premesse, l’interrogazione chiede
– il numero e l’entità finanziaria complessiva degli interventi di adeguamento antisismico che abbiano beneficiato, per ciascuno degli anni di applicazione, delle agevolazioni fiscali in questione con la distinzione tra unità abitative e produttive, e soprattutto con la specifica degli immobili ricadenti in zona sismica 1 e 2
– i risultati ottenuti dal 4 agosto 2013 – data di entrata in vigore del provvedimento a
favore degli interventi di adeguamento antisismico – in termini di detrazione del 65%
– se il Mit non ritenga opportuno “assumere iniziative per procedere ad una revisione dei vigenti strumenti normativi e fiscali per la realizzazione degli interventi di adeguamento antisismico delle costruzioni”
– infine, quali siano i risultati raggiunti dal gruppo di studio istituito dal precedente decreto Mit e “in che tempi ed attraverso quali modalità il Governo intenda avvalersene, anche ai fini della
elaborazione di una più adeguata metodologia di classificazione del rischio sismico”.

Che cosa ha risposto il Mit
La risposta scritta all’interrogazione afferma:
“L’urgenza di affrontare la questione del rischio sismico in Italia attraverso un’azione sistematica di prevenzione strutturale, ossia attraverso il rafforzamento delle costruzioni esistenti, si ripropone non solo e drammaticamente dopo ogni terremoto distruttivo, ma anche dopo terremoti di non elevata magnitudo comunque in grado di produrre danni non trascurabili, evidenziando la notevole vulnerabilità delle costruzioni in Italia. Il rischio sismico di una singola costruzione dipende da tre fondamentali fattori: la pericolosità del sito, la vulnerabilità della costruzione e l’esposizione delle attività, dei beni e delle persone presenti nella costruzione. Il gruppo di studio all’uopo costituito ha elaborato specifiche linee guida prendendo in considerazione la classificazione in termini di vulnerabilità con la finalità di arrivare ad una classificazione riferita al rischio sismico dipendente non solo dalla vulnerabilità ma anche dalla pericolosità del sito e dall’esposizione. Per la prima volta in Italia, si è cercato di tracciare un percorso chiaro per la classificazione del rischio sismico degli edifici. Queste linee guida, che costituiscono un documento tecnicamente valido e innovativo, sono ad oggi all’esame dei competenti uffici tecnici del MIT e verranno a breve rese pubbliche; certamente potranno costituire un valido supporto all’azione di riduzione del rischio sismico nonché alla migliore comprensione e percezione del rischio sismico da parte dei proprietari delle costruzioni, pubblici o privati, e da parte dei progettisti”.

Copyright © - Riproduzione riservata
Classificazione del rischio sismico delle costruzioni: in arrivo le linee guida (pare) Ingegneri.info