Classificazione rischio sismico costruzioni e Sismabonus: operativo decreto e linee guida | Ingegneri.info

Classificazione rischio sismico costruzioni e Sismabonus: operativo decreto e linee guida

Dal 1° marzo 2017 già operative le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, che consentono di attivare il Sismabonus. Tutto ciò che c'è da sapere

classificazione-sismica_edifici
image_pdf

Via libera alle linee guida per la classificazione del rischio sismico per le costruzioni: il 28 febbraio 2017 il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa, hanno presentato i contenuti del decreto ministeriale n.58 che contiene, come allegati, le Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni e il modulo per la Classificazione sismica della costruzione. Queste linee guida sono determinanti per attivare il “Sismabonus”, cioè lo strumento di incentivo fiscale alla messa in sicurezza sismica degli edifici introdotto dall’articolo 1, comma 2, lettera c), della Legge di Bilancio 2017.

Puoi scaricare subito: Le Linee Guida per la classificazione del rischio sismico per le costruzioni e il Modello di Classificazione sismica della Costruzione

Update: Il ministro per le Infrastrutture e Trasporti ha emanato il Decreto n. 65 del 7 marzo 2017, che riporta testo e allegati integrali del decreto 28 febbraio 2017 n. 58 fatta salva la modifica dell’eliminazione del requisito di titolo di studio in ingegneria e architettura per operare (leggi di più).

Con la Legge di Bilancio 2017, approvata il 21 dicembre 2016, veniva sancito il ruolo del bonus antisismico, oggi detto “Sismabonus”, come opportunità per stimolare un piano volontario dei cittadini, con forti incentivi statali, di valutazione e prevenzione nazionale del rischio sismico degli edifici. Il decreto ministeriale del Mit è, di fatto, lo strumento attuativo da adottare subito, che istituisce le Linee guida citate (sentito il CsLLPP) e indica le modalità per l’attestazione dell’efficacia degli interventi da parte di professionisti abilitati.

L’efficacia del decreto scatta dal 1° marzo 2017.

Le Linee Guida sono state approvate all’unanimità dal Consiglio superiore dei lavori Pubblici il 20 febbraio scorso. Dal punto di vista dei contenuti tecnici, sono uno strumento di semplificazione che permettono di dare attuazione alla Legge di Bilancio 2017, senza richiedere strumenti e concetti diversi da quelli già utilizzati dai professionisti nell’applicazione delle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni.

Le linee guida affrontano il tema della classificazione del Rischio Sismico delle costruzioni esistenti con un nuovo approccio, che va a coniugare:

  • il rispetto del valore della salvaguardia della vita umana (mediante i livelli di sicurezza previsti dalla Vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni)
  • la considerazione delle possibili perdite economiche e delle perdite sociali (in base a robuste stime convenzionali basate anche sui dati della Ricostruzione post Sisma Abruzzo 2009).

Che cos’è il Rischio sismico

Il Rischio Sismico è la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno (perdita) atteso a seguito di un possibile evento sismico.

Dipende da un’interazione di fattori messi in relazione:

  • pericolosità (zone sismiche)
  • vulnerabilità (capacità degli edifici)
  • esposizione (contesti).

Rischio_sismico

Quante sono le classi di rischio sismico

Le Linee Guida consentono di attribuire ad un edificio una specifica Classe di Rischio Sismico, mediante un unico parametro che tenga conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici.

Per attivare i benefici fiscali occorre quindi fare riferimento alla classificazione prevista dalle nuove Linee guida, con le quali si attribuisce ad un edificio una specifica Classe di rischio sismico.

Sono state individuate otto classi di rischio sismico: da A+ (meno rischio), ad A, B, C, D, E, F e G (più rischio). La nomenclatura è affine a quella adottata in ambito comunitario per definire la prestazione energetica di edifici o elettrodomestica.

Le linee guida forniscono due metodologie per la valutazione, di cui una semplificata per lavori minori e il miglioramento di una sola classe di rischio, l’indirizzo di massima su come progettare interventi di riduzione del rischio per portare la costruzione ad una o più classi superiori.

Metodo convenzionale: applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione, basato sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali Norme Tecniche e consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione, sia nello stato di fatto sia nello stato conseguente all’eventuale intervento, consentendo il miglioramento di una o più classi di rischio.

Metodo semplificato: basato su classificazione macrosismica dell’edificio, è indicato per una valutazione economica e speditiva (senza specifiche indagini e/o calcoli) della Classe di Rischio e può essere utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per l’accesso al beneficio fiscale in relazione all’adozione di interventi di tipo locale, consentendo al massimo il miglioramento di una sola classe di rischio.

I parametri del Metodo Convenzionale

La classe di Rischio si individua mettendo in relazione due parametri, quello economico e quello di sicurezza, e privilegiando nel confronto la classe più bassa (più rischio).

Parametro Economico – Classe PAM (Perdita Annua Media attesa): costo di riparazione dei danni prodotti dagli eventi sismici che si manifesteranno nel corso della vita della costruzione, ripartito annualmente ed espresso come percentuale del costo di ricostruzione

parametro_PAM_1

Parametro Sicurezza – Classe IS-V (Indice di sicurezza): rapporto tra l’accelerazione di picco al suolo che determina il raggiungimento dello Stato Limite di salvaguardia della Vita e quella prevista, nel sito, per un nuovo edificio

Parametro_pam_2

Il Sismabonus rafforzato previsto in Stabilità

La Stabilità 2017 ha quindi previsto misure rafforzate per il Sismabonus, in particolare:

  • Estensione alle zone sismiche 1, 2 e 3, buona parte del territorio nazionale a rischio (in precedenza, solo 1 e 2).
  • Stabilizzazione per 5 anni, tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 (sugli immobili adibiti a abitazioni, seconde case e ad attività produttive)
  • Detrazioni in 5 anni (anziché 10)
  • Detrazioni premianti, maggiore è l’efficacia dell’intervento
  • Nei condomini, cessione del credito ai fornitori per chi non può sostenere la spesa (con successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate).

Detrazioni premianti con il Sismabonus della Stabilità 2017

Rispetto alle ristrutturazioni antisismiche senza variazione di classe (50%) le detrazioni per la prevenzione sismica aumentano notevolmente qualora si migliori l’edificio di una o due classi di Rischio Sismico.

Per abitazioni, prime e seconde case, e edifici produttivi

  • detrazione al 70% se migliora di 1 classe di rischio
  • detrazione all’80% se migliora di 2 o più classi di rischi

Per condomini parti comuni

  • detrazione al 75% se migliora di 1 classe di rischio
  • detrazione all’85% se migliora di 2 o più classi di rischio

L’ammontare delle spese è non superiore a euro 96.000 per ciascuna delle unità immobiliari.

Cosa bisogna fare per accedere all’incentivo

Operativamente, per accedere al Beneficio Fiscale:

  • Il proprietario che intende accedere al beneficio, incarica un professionista della valutazione della classe di rischio e della predisposizione del progetto di intervento;
  • Il professionista, architetto o ingegnere, individua la classe di Rischio della costruzione nello stato di fatto prima dell’intervento;
  • Il professionista progetta l’intervento di riduzione del rischio sismico e determina la classe di Rischio della costruzione a seguito del completamento dell’intervento;
  • Il professionista assevera i valori delle classi di rischio e l’efficacia dell’intervento;
  • Il proprietario può procedere ai primi pagamenti delle fatture ricevute;
  • per la cessione del credito seguirà provvedimento Agenzia delle Entrate;
  • Il direttore dei lavori e il collaudatore statico attestano al termine dell’intervento la conformità come da progetto.

Il monitoraggio

Il Decreto Ministeriale di approvazione prevede, fra l’altro, l’istituzione, presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, di una Commissione permanente di monitoraggio, incaricata di valutare l’efficacia dell’azione di prevenzione sismica sul patrimonio edilizio.

Il commento

“Oggi parliamo non di ricostruzione ma di un provvedimento molto atteso che dà il via alla stagione strutturale e organica della prevenzione, dice Delrio. “Il sismabonus è stato introdotto dalla legge di Stabilità, e al pari degli ecobonus, i cittadini avranno a disposizione uno strumento per ottenere la diminuzione del rischio sismico degli edifici”.

“Cura e manutenzione sono due parole chiave di questo ministero – ha continuato Delrio – su cui ho insistito molto fin dal mio insediamento. Dopo le strade, le ferrovie, le dighe, l’edilizia pubblica, adesso c’è la cura, finalmente, che riguarda il rischio sismico. Il nostro Paese è un paese fragile, questa è la verità, e non ci dobbiamo nascondere. Questa fragilità non deve diventare però un pericolo per le persone, deve diventare uno stimolo a intervenire – vista la sismicità del nostro territorio – sulla elevata vulnerabilità del nostro patrimonio edilizio”.

“Dato che c’è questo bonus così rafforzato – ha concluso Delrio – e che c’è una procedura che i professionisti sono in grado – secondo noi – di maneggiare immediatamente, ci aspettiamo davvero che parta questo accesso alle detrazioni in maniera forte perché per gli italiani la casa è un bene primario, lo sappiamo, ma più importante della casa ci sono il bene e la sicurezza delle persone”.

Leggi anche: L’analisi di vulnerabilità degli impianti produttivi a grande luce

Copyright © - Riproduzione riservata
Classificazione rischio sismico costruzioni e Sismabonus: operativo decreto e linee guida Ingegneri.info