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Come è fatto l’Apple Campus 2, sul piano strutturale

Un focus tecnico sulle strutture alla base dell'edificio principale del nuovo campus Apple, che ospiterà circa 14.200 persone, per un costo prossimo ai 5 miliardi di dollari

© welovedrones.de
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Il nuovo campus Apple imposta su di un sedime già occupato, in precedenza, da 246.843 m2 di superfici ad uso commerciale, quest’ultime interamente demolite per lasciar spazio a nuovi volumi e destinazioni d’uso, quali uffici, centri per la ricerca, un auditorium, spazi per il fitness e parcheggi, per un totale di circa 350.000 m2.

L’edificio principale, riconducibile nella geometria piana ad una corona circolare con raggio esterno di 231,8 m, si colloca in posizione Nord-Est rispetto alla complessiva estensione del sito; questi occupa un’area di circa 262.000 m2, quasi interamente vocata ad uffici. Esso conta di 4 piani in elevazione aventi interpiano di 3,05 m, con un’altezza massima dei fronti di 17,37 m rilevata alla linea di gronda, fino a giungere a 22,86 m alla retta di colmo in copertura. I 2 livelli interrati, invece, ospiteranno circa 2.300 auto, locali tecnici e magazzini, per un’altezza di 3,38 m e 4,75 m, entrambe misurate da estradosso ad estradosso.

La manica dell’edificio, noto come “Spaceship” o “Donut”, presenta una profondità di 52,05 m; essa è scandita da 6 campate simmetriche rispetto al vuoto tecnico dei cavedi, collocati in mezzeria, mediante 4 pilastri di dimensioni 130×30 cm. La pianta risulta divisa in 9 settori, ognuno dei quali è separato dai contigui mediante le 2 coppie di setti dei vani scala/ascensore e delle caffetterie/lobbies, aventi spessore di 30 cm.

Gli orizzontamenti di piano sono composti, complessivamente, da circa 4.300 elementi modulari cavi in calcestruzzo prefabbricato, aventi dimensioni di 3,96×12,19 m cadauno e dallo spessore variabile, che alle estremità dei 3 solai tipo raggiungono 1,15 m mentre in copertura solamente 85 cm. La totalità degli elementi tocca il considerevole peso globale di oltre 212 tonnellate. Questi ultimi, disegnati appositamente da Foster + Partners e da un team di ben 70 ingegneri, consentiranno un raffrescamento passivo del complesso, incidendo positivamente sul costo globale di esercizio annuo in termini di consumi energetici.

posa dei solai - courtesy of Apple

Posa dei solai © Apple

Le coperture in pannelli fotovoltaici, corrispondenti ad una superficie occupata di 65.000 m2 e ad una potenza generata di 16 megawatt, sono sorrette da un’orditura metallica che, in sezione trasversale, presenta 10 profilati per ognuna delle porzioni radiali sui 2 fronti. Al di sotto di tali falde, inclinate secondo un angolo di 11,5°, sono ospitati locali tecnici, in pianta separati tra di loro da un lucernario a nastro largo 6 m lungo tutta la circonferenza dell’anello.

Il sito si colloca all’interno dell’area sismicamente attiva della Baia di San Francisco. La maggiore parte dell’attività sismica generata nella regione è data dall’attrito laterale tra la Placca Nord Americana, quella Pacifica e la rispettiva di Juan de Fuca, oltre al loro comportamento rigido. Localmente, essa afferisce alla Zona della Faglia di San Andreas (SAFZ), la quale include la faglia omonima e numerose altre, sempre di natura attiva. Proprio per ovviare a questo potenziale rischio, la struttura poggia interamente su isolatori sismici, collocati al di sopra della platea di fondazione, spessa circa 80 cm, a quota -10,94 m. Interamente in calcestruzzo armato, essa venne gettata principalmente nell’autunno del 2014, tra i mesi di agosto e di novembre, così come i muri controterra sul lato interno della corte circolare, aventi spessore di circa 40 cm.

Apple Campus 2 - sezione trasversale uffici - courtesy of Apple

Sezione trasversale uffici © Apple

In affiancamento alla fase progettuale relativa agli edifici, dal punto di vista paesaggistico venne condotto un accurato rilievo delle essenze arboree presenti sul sito, al fine di determinarne il numero totale e quante di queste sarebbe stato necessario rimuovere. A seguito di tali accertamenti, dei 4.506 alberi esistenti si decise per il ricollocamento di ben 3.625 di questi all’interno delle varie fasi di cantiere (tra ottobre 2014 e febbraio 2015), al fine di lasciar spazio agli edifici previsti dal masterplan dell’area compresa tra North Wolfe Road, East Homestead Road, Tantau Ave e la Strada Interstatale 280. Nel complesso, la strategia di tale masterplan assicura una superficie permeabile pari al 68% dell’intera area su cui esso insiste.

Cronoprogramma - courtesy of cupertino.org

Cronoprogramma © Cupertino.org

Vedi anche il filmato con l’avanzamento dei lavori di cantiere a settembre 2016:

Crediti
Masterplan e progetto architettonico: Fosters & Partners;
Progetto paesaggistico e urban design: OLIN;
Progetto strutturale: Arup; Kier & Wright Civil Engineers & Surveyors, Inc;
Progetto impianto idraulico: Arup;
Progetto impianto meccanico: Arup;
Progetto impianto elettrico: Arup;
Rilievi: Luk and Associates;
Indagini geologiche, geotecniche, sismologiche: LSA Associates, inc;
Progetto mobilità: Alta Planning + Design;
Progetto parcheggi: Watry Design;
Fornitura curtain-wall di facciata: seele; Permasteelisa;
Fornitura profili e profilati: Gruppo Profilati;
Posa in opera curtain-wall di facciata: Cimolai – Cimolai Technology; Gartner;
Fornitura arredi uffici: Estel;
Imprese di costruzioni: DPR; Skanska; Rudolph & Sletten; Holder Construction.

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