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Com’è fatto il Presepe degli Abissi, la Natività sul fondale del Mar Ligure

Ad Abissola (SV) il 23 dicembre saranno presentate le statue della Natività che saranno posate sui fondali del Mar Ligure

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Abbiamo l’onore ed il piacere d’invitare i Savonesi, e non solo, sabato 23 dicembre alle ore 15 nel cortile di Stella Maris Albisola per la presentazione delle statue della “Natività”. Un momento importante di condivisione di un traguardo essenziale del progetto. Abbiamo la presunzione di offrire al territorio un’opportunità economica e turistica unica, con l’obiettivo di incrementare la realtà economica locale, creando nuove realtà imprenditoriali e nuove figure professionali. Questo progetto ha infatti l’ambizione di collocarsi a livello internazionale ed inserirsi nella forchetta delle offerte turistiche liguri al centro di un sistema che vede l’Area 24 ciclabile dell’imperiese, l’outdoor del finalese, per poi passare a Genova e le Cinque Terre. Non è il ‘turismo dei pellegrinaggi’, bensì dell’arte in mare” afferma il Presidente del Presepe degli Abissi, Oreste De Rossi (video ed evento FB qui: Presepe degli Abissi).

Un primo passo verso un progetto ambizioso: le statue a grandezza naturale che rappresentano “La Natività” e che saranno esposte il prossimo 23 dicembre 2017, saranno successivamente posate sui fondali del Mar Ligure e più precisamente tra Albissola Marina ed Albisola Superiore. L’opera in ceramica rappresenta la Madonna, San Giuseppe ed il Bambino: le tre statue sono state realizzate artigianalmente e la loro struttura portante è in acciaio.

La paternità dell’iniziativa da parte di ambedue le Albissole impone una posizione di impianto dell’opera sufficientemente baricentrica; il confine amministrativo tra i due Comuni cade all’interno della foce del Torrente Sansobbia; ovvie ragioni di opportunità sconsigliano di porre il gruppo frontalmente alla foce, poiché potrebbero essere investite frequentemente da corpi semi-galleggianti trasportati dalla corrente torrentizia, che spesso è accompagnata da importanti moti ondosi in rapporto alle condizioni meteo-marine locali; per questo motivo l’opera sarà posta più a levante della foce, su fondali ove, tra l’altro, non sono presenti fanerogame od altre biocenosi protette” – afferma l’ingegnere Paolo Gaggero, che ha eseguito il progetto strutturale relativo.

La posa delle statue sul fondale

La posizione sul fondale della Natività è un aspetto fondamentale: da un lato una bassa profondità garantirebbe un facile accesso subacqueo, ma questo aspetto è in contrasto con l’idrodinamica delle correnti, la cui intensità può essere minimizzata mano a mano che si scende verso profondità maggiori.

Semplici valutazioni d’ordine tecnico invitano a porre l’opera al di fuori della spiaggia sommersa (zona dei fondali prossima a riva che interagisce con la spiaggia emersa) che per la costa bassa ligure può essere valutata sino ai 5,00 ml di profondità. In virtù di queste osservazioni, unitamente alle verifiche locali condotte, è stato possibile definire l’esatta profondità, la presenza locale di biocenesi, la natura; la potenza delle stratificazioni dei fondali sarà meglio accertata in fase esecutiva. L’ancoraggio delle tre sculture deve essere estremamente saldo, tale da garantire idonee capacità statiche sufficienti a resistere a sollecitazioni quali attrito e potenziali urti”.

Le fondazioni delle Statue

In un primo tempo si era pensato di realizzare fuori opera pesanti blocchi di fondazione in conglomerato cementizio, da affondare nella sabbia con azioni di getti d’acqua (spingarda) in modo da impedire movimenti.

Ciascuna statua sarà realizzata attorno ad uno scheletro centrale costituito da profili in acciaio (possibilmente tubolari a diametro decrescente verso l’alto) solidarizzati tra di loro con metodi compatibili con la presenza della ceramica. Ciascun artista provvederà secondo i propri metodi realizzativi, in tempi ante e/o post cottura nei forni.

Dopo un’attenta analisi si è quindi optato per ancorare ogni singola figura del presepe ad un palo in acciaio affondato nel fondale mediante vibroinfissione: la tubazione è dapprima appoggiata sul fondale e successivamente affondata nello stesso mediante vibrazione della parte sospesa, sino a raggiungere la profondità voluta. Il palo ha una lunghezza pari a 6 m e sarà infisso sino quasi all’orlo superiore dove sarà preventivamente saldata una piastra forata flangiata, su cui sarà poggiata la statua munita di un’analoga piastra. Le due piastre saranno connesse mediante una soluzione bullonata”.

I pali di fondazione saranno costituiti da tubazioni in acciaio di diametro 250 mm e spessore minimo 15 mm; le superfici interne ed esterne saranno protette con spessori di 200 micron di resina bicomponente di tipo epossidico. La testa superiore del palo sarà saldata ad una flangia per la successiva bullonatura della controflangia libera collegata con la struttura portante della statua. La bullonatura avverrà sott’acqua e sarà realizzata con bulloni. In esito agli accordi con i ceramisti, la flangiatura potrà essere sostituita con l’accoppiamento di due piastre bullonate. I pali saranno infissi nel fondale sino alla testa flangiata; in tal modo le statue appariranno appoggiate sul fondo. Le tubazioni, prima dell’infissione, saranno protette con pani di zinco ancorati alla superficie esterna nei pressi della testa superiore”.

Piano di manutenzione futura

Inevitabilmente sui personaggi in ceramica si possono progressivamente annidare forme di vita marina sempre più ingombranti. Una costante pulizia e manutenzione può ritardare ed evitare conseguenti problemi estetici o strutturali. Le statue potranno essere periodicamente trattate anche con prodotti antivegetativi e, se del caso, disgiunte dai pali di fondazione e riportate a terra per pulizie più radicali. In profondità sarà possibile anche provvedere a lavaggi con acqua in pressione, tarata sulla resistenza dei materiali.

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