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Come sono fatti i moduli abitativi Sae per i terremotati del Centro Italia

Per i terremotati del Centro Italia sono previste due modalità abitative provvisorie. La prima sono i container, la seconda i Sae - moduli abitativi per l'emergenza. Ecco le regole tecniche per la progettazione e l'esecuzione, secondo il capitolato tecnico

Modulo Sae
Modulo Sae
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A quasi 100 giorni dal terremoto del 24 agosto e a un mese dalle scosse del 26 e 30 ottobre, sono meno di 17.400 le persone assistite dal Servizio Nazionale della Protezione Civile. Il 30 novembre 2016 la Dicomac ha fatto il punto in merito all’assistenza alla popolazione e alle soluzioni abitative per l’emergenza (i cosiddetti moduli Sae).

L’emergenza in numeri
4.700 persone assistite in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc nei propri Comuni;
9.400 persone accolte presso le strutture alberghiere lungo la costa adriatice e sul lago Trasimeno;
2.900 persone in strutture ricettive distribuite sul territorio;
350 persone assistite nelle tende (una ventina nel Lazio ed i restanti in Umbria).

Soluzioni abitative per la popolazione del centro Italia
La volontà è quella una sistemazione il più possibile confortevole alle persone sfollate. La Protezione Civile in accordo con i Comuni ha predisposto due soluzioni per i moduli abitativi: container e Sae.

Area container
Si tratta di un’accoglienza temporanea data ai cittadini che non vogliono allontanarsi dal proprio Comune di residenza, secondo quanto previsto dall’ordinanza n.408 del 16 novembre 2016. In tale documento è previsto che le aree che ospiteranno questa soluzione abitativa dovranno essere comprensive di strutture e servizi a supporto che garantiscano lo svolgimento della vita della comunità locale ( container alloggiativi, uffici e di servizio, sale comuni e refettori).

 

Alloggi San Possidonio

Alloggi San Possidonio

Vista dall'alto degli Alloggi San Possidonio

Vista dall’alto degli Alloggi San Possidonio

“Si partirà da Norcia, Cascia, Camerino e Tolentino. A Norcia, nell’area denominata “Capoluogo”, sono già in corso i lavori di urbanizzazione condotti dall’Esercito e si sta procedendo anche nelle aree “Vallicelle” a Camerino con una ditta incaricata dal Comune. A dicembre saranno consegnati i primi alloggi. Parallelamente stanno continuando le attività preparatorie per allestire le aree segnalate da altri Comuni delle Marche che hanno espresso la necessità di avere i container. Prosegue anche la ricerca sul mercato di fornitori di moduli-container. È stata pubblicata, infatti, il 28 novembre la terza edizione della gara, che scade il 2 dicembre” (comunicato DPC del 30/11/2016).

SAE – Soluzioni Abitative in Emergenza (SAE)
Questa soluzione, rispetto alla precedente, corrisponde ad una sistemazione a medio periodo destinata alle persone che hanno fatto espressa richiesta per una Sae – Soluzione abitativa in emergenza e che hanno la propria abitazione o inagibile o posta nella zona rossa del Comune di residenza.

“Nel Lazio, sono iniziate ieri le attività per installare ad Amatrice le prime Sae realizzate dal Cns-Consorzio nazionale servizi nell’area che ospitava il “Campo Lazio”.

Complessivamente, la Regione Lazio ha attivato l’appalto per 459 Sae da installare a Amatrice in 27 aree (di cui 10 già consegnate all’impresa, in 3 delle quali l’Esercito è già al lavoro per le opere di urbanizzazione) e per 181 soluzioni abitative ad Accumoli su 11 aree (di cui 10 già consegnate, in una delle quali sono già avviate le urbanizzazioni da parte di una ditta privata).

Nel complesso, la Regione Umbria ha attivato l’appalto specifico per Norcia, con un ordinativo di 98 Sae da installare su tre aree (tutte consegnate e in 2 delle quali sono al lavoro le ditte per le opere di urbanizzazione). Infine, la Regione Marche ha emesso un ordine per Arquata del Tronto, per un totale di 142 Sae da installare su 7 aree (di cui 2 consegnate)”.

Tipo S.A.E. Superficie netta [mq]
(tolleranza ammessa ± 3%)
Composizione nucleo familiare
[n. persone]
40 40 1-2
60 60 3-4
80 80 5-6
Modulo Sae

Modulo Sae

Modulo Sae - interno (C) A. Mirimao

Modulo Sae – interno (C) A. Mirimao

Modulo Sae Interno - (C) A Mirimao

Modulo Sae Interno – (C) A Mirimao

Come sono fatti i moduli SAE

Numero piani: dovranno poter consentire anche la loro aggregazione in adiacenza e/o su due piani fuori terra, in funzione delle esigenze plano-altimetriche delle aree per l’insediamento delle S.A.E. individuate dalle Amministrazioni interessate dagli eventi calamitosi.

Accessibilità e servizi: dovranno essere dotate di apposite rampe di accesso, di porte e di arredi per servizi igienici e cucina realizzati secondo le vigenti disposizioni di legge in materia e dovranno essere sempre ubicate al piano terra.

Distribuzione spaziale delle Sae: “dovrà essere effettuata, per quanto possibile, tenendo conto delle dimensioni, della forma, dell’andamento planimetrico e dell’orientamento del lotto assegnato secondo i principi della bioclimatica, cercando di sfruttare al meglio il controllo del microclima interno attraverso strategie progettuali passive che minimizzino l’utilizzo di impianti ed ottimizzino l’efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente (quali l’orientamento, l’ombreggiamento estivo anche attraverso l’inserimento di piantumazioni e aree verdi, la ventilazione naturale in funzione della direzione dei venti dominanti, etc.)”, come indica il Capitolato tecnico Sae.

Distribuzione isolata

Distribuzione isolata

Distribuzione a corte

Distribuzione a corte

Distribuzione a schiera

Distribuzione a schiera

Elaborati tecnici da produrre: si tratta di produrre una relazione geologica in cui devono comparire i seguenti contenuti minimi:

  1. Carta d’inquadramento geologico e geomorfologico;
  2. Planimetria con ubicazione delle indagini, a scala del progetto;
  3. Profili litologici e stratigrafici con correlazioni tra i diversi punti sondati e localizzazione delle falde idriche;
  4. Caratterizzazione litologico-geotecnica del terreno fondazionale ed acquisizione dei parametri necessari per la scelta ed il dimensionamento delle fondazioni e per la previsione dei cedimenti;
  5. Valutazione della permeabilità dei terreni, localizzazione della/e falda/e idrica/che, escursione del livello piezometrico rispetto al piano campagna ed alla tipologia dell’intervento;
  6. Valutazione della tipologia di terreno ai fini del calcolo dell’azione sismica secondo le NTC 2008;
  7. Capacità portante ultima e tensione ammissibile del terreno di fondazione in ordine al tipo di fondazione più idoneo da adottare;
  8. Valutazione del coefficiente di sottofondo Kr per il dimensionamento delle opere di fondazione su terreno elastico alla Winkler”.

Servizio di progettazione delle opere di urbanizzazione: deve essere garantita l’abitabilità attraverso ad esempio il rispetto delle aree verdi, funzione della disposizione adottata, la viabilità interna, l’installazione degli impianti (6.3 del Capitolato Tecnico allegato).

Opere di fondazione: dovrà trattarsi di soluzioni coerenti con le risultanze delle indagini geognostiche.

Progetto esecutivo (6.5 del Capitolato Tecnico) che comprende ovviamente tutti i livelli di progettazione.

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