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Comportamento non monolitico delle murature: i meccanismi di dissesto

Quali meccanismi di dissesto possono interessare le murature dal comportamento non monolitico in caso di terremoto?

Ciottoli coesi con malta povera di calce (Foto Eva Coïsson)
Ciottoli coesi con malta povera di calce (Foto Eva Coïsson)
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Nelle strutture in muratura in caso di eventi sismici una particolare attenzione va riservata alle murature dal comportamento non monolitico. Per prevenire i dissesti a cui possono andare incontro, è bene considerare che queste strutture sono spesso soggette a vulnerabilità non quantificabili che devono necessariamente attirare l’attenzione di chi è chiamato a intervenire soprattutto sugli edifici storici.

In genere, nelle costruzioni tradizionali in muratura i modi di collasso che possono manifestarsi sono principalmente due: il collasso per azioni fuori dal piano e il collasso per azioni nel piano. E in base a ciò si possono applicare diversi approcci di calcolo, locali o globali. Tuttavia spesso nella realtà i cumuli di macerie incoerenti, testimonianza di un evento sismico, non sono la conseguenza di nessuna di queste due modalità. Troviamo invece pareti completamente sbriciolate, nelle quali né i meccanismi di collasso globali né quelli locali arrivano a svilupparsi per mancanza di requisiti minimi: la parete cioè non si comporta come tale ma sembra un insieme incoerente di pietre e mattoni. Perché?

I problemi principali in questi casi possono essere di due tipi:
• la scarsa qualità della malta;
• una tessitura muraria inadeguata (in particolare la presenza di più paramenti scollegati tra loro).

Murature con malte di scarsa qualità
Le malte caratterizzate da scarsa quantità di legante, talvolta addirittura composte di terra cruda, sono diffuse soprattutto nelle costruzioni più povere, ma non si può escludere la loro presenza anche in costruzioni più pregiate, nascoste all’interno di paramenti esterni più curati.
Queste malte svolgono sostanzialmente solo un ruolo di ripartizione dei carichi verticali, contribuendo in maniera molto limitata alla connessione tra i blocchi, specie in presenza di sollecitazioni cicliche o vibrazionali.
Una muratura disgregata nella quale i mattoni o le pietre non conservano traccia di malta attaccata alle proprie superfici è senz’altro un segnale di scarsa qualità della malta, come ad esempio può essere una malta molto povera di calce.

Coisson 2_FIG 1_ Mattoni senza tracce di malta dopo il crollo della muratura (Foto Eva Coïsson)

Mattoni senza tracce di malta dopo il crollo della muratura (Foto Eva Coïsson)

Murature non monolitiche per tessitura muraria inadeguata
Per quanto riguarda la tessitura muraria, le murature a sacco sono senz’altro tra le più critiche, anche per la spinta che il riempimento stesso può generare sui paramenti esterni nel caso sia poco coerente. Molto diffuse sono anche murature in pietrame realizzate con due paramenti sostanzialmente accostati, con scarsa presenza di diatoni per il collegamento trasversale e con solai spesso appoggiati solo sul paramento interno. In generale, le murature in ciottoli rotondeggianti o in pietra non squadrata difficilmente riescono a garantire un efficace livello di connessione, se non in presenza di malte di ottima qualità, ma si deve considerare che anche le murature a più teste in mattoni in molti casi sono state realizzate come più murature a una testa, tra loro sostanzialmente scollegate, e negli esempi reali ciò ha determinato crolli inattesi.

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