Copertura Arena di Verona: e se fosse un 'diricottero'? | Ingegneri.info

Copertura Arena di Verona: e se fosse un ‘diricottero’?

Un'altra delle idee non piazzatesi sul podio al concorso per progettare la copertura dell'Arena di Verona. Sviluppata da Bernardo Re, si basa sull'inedita idea di un “diricottero”

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Continua a suscitare attenzione il concorso bandito dal Comune di Verona per studiare una copertura mobile per l’Arena. Come abbiamo documentato, il concorso (che era finanziato da un partner privato, l’azienda Calzedonia) è stato vinto dalla Rti tedesca formata da studio SBP schlaich bergermann partner di Stoccarda e da GMP Architekten di Berlino (Germania). Secondi e terzi, i gruppi capitanati rispettivamente da Vincenzo Latina e da Gianfranco Maria Ventura.

Nei giorni successivi all’annuncio del premio, diversi studi hanno cominciato a postare sul web le loro proposte “scartate”. Di fatto, ancora non sono stati pubblicati tutti i progetti iscritti (ma il Comune aveva annunciato che l’avrebbe fatto). In questo approfondimento vi abbiamo già mostrato la proposta non selezionata di una “nuvola pneumatica”, proposta da un team di progettisti guidati dal capogruppo Emmanuele Lo Giudice.

Oggi vi mostriamo un’altra idea, quella dell’architetto Bernardo Re, che potremmo riassumere con il concetto di DIRICOTTERO S32 VERONA, ossia una sorta di copertura mobile che viene “tenuta in volo” da una serie di eliche.
La spiegazione del progetto è complessa e lasciamo che sia il lettore stesso a esaminarla, attraverso la sintesi della relazione tecnica integrale di cui vi presentiamo un estratto.

Anche la gallery spiega il funzionamento tecnico. Cliccateci sopra per vedere la proposta di Bernardo Re.

IDEA: ci sono ancora nelle nostre più antiche città le CICOGNE che fanno il nido sui comignoli dei tetti o sulla cima delle torri? Come nelle piacevoli favole della nostra vita di fanciulli? Fanno il NIDO, poi le UOVA, le covano e le proteggono, ugualmente fanno poi con i PICCOLI, alzandosi in VOLO per procurare loro il cibo e tornando puntualmente per rifornirli e proteggerli dal FREDDO; ciò fino a quando tutti non saranno in grado di prendere il VOLO: i piccoli della cicogna con le ALI appena formate, il PUBBLICO con le ALI DELLA FANTASIA che ogni Maestro d’Arte modella nella Loro Mente.
Beh, il concetto è chiaro: si tratta di progettare UNA COPERTURA IN GRADO DI VOLARE, che quando si posa sull’Arena non pesa per non deteriorare il monumento; che durante lo spettacolo è in grado di ancorarsi ad esso garantendo aria, luce, illuminazione artificiale, sicurezza; che in caso di bufera improvvisa sia in grado di lasciare velocemente ed in tempo gli ormeggi, ovvero rimanere in sito senza potenziali possibili danni per la folla; che possa decollare velocemente e silenziosamente di giorno o di notte senza personale qualificato o no o particolari precauzioni e prescrizioni legate alla sicurezza.
L’unico velivolo dotato di queste caratteristiche è l’AREOMOBILE: UN DIRIGIBILE, con pianta ellittica e sezione a fuso nelle due direzioni, UN ELLISSOIDE PROLATO, ma non proprio; funzionante ad ELIO ed ARIA CALDA per la movimentazione.
Ma solo un dirigibile però non basta: non è dotato della sufficiente e, in questo caso assolutamente necessaria, precisione; ci vuole un connubio con un altro tipo di velivolo oggi all’avanguardia l’ENNECOTTERO: un drone volante con “enne” eliche ad asse verticale; ed è così che con l’aggiunta di 32 eliche di manovra ad asse verticale disposte lungo il perimetro il velivolo sarà in grado di assicurare precisione, lentezza di manovra e manovrabilità.

Il dirigibile tiene il velivolo in aria e il drone lo fa muovere come una vespa: avanti e indietro, lateralmente in un verso o nell’altro senza timoni di coda o di direzione e senza sbandamenti.
Le eliche consentiranno al velivolo di disporsi sulla verticale dell’Arena e di atterrare con assoluta precisione.

Ho pensato di accoppiare le caratteristiche dei due velivoli ottenendo quello che ho battezzato DIRICOTTERO S32 VERONA:
– la nostra copertura, un incrocio fra un dirigibile sogliola ed un gigantesco drone volante.
La “S” sta per SOLAR: DIRIGIBILE COTTERO SOLARE CON 32 ELICHE AD ASSE VERTICALE LEGGERMENTE ORIENTABILI.
Ma non basta dire che funziona per farlo andare. Provo a farvi capire come è fatto descrivendolo sia negli aspetti che lo vedono quale COPERTURA DELL’ARENA DI VERONA sia in quelli che invece lo VEDONO COME UN VELIVOLO DOTATO DI PROPRIA ED INESAURIBILE AUTONOMIA IN GRADO DI COMPIERE E DI EFFETTUARE SERVIZI IMPENSABILI FINO AD ORA.
Come COPERTURA, vi dico che è a pianta ellittica con gli assi principali appena inferiori a quelli del bordo superiore esterno dell’Arena, il resto dello spazio serve per i “carrelli” estraibili che fuoriusciranno dal velivolo poco prima dell’atterraggio. Gli appoggi saranno morbidi, come l’atterraggio, due cavalletti in tubolari in fibra di carbonio collegati da un tessuto elastico sempre in fibra di carbonio verranno spinte, all’apertura, da una palla gonfiata con aria compressa che agirà in accoppiata con un cavo in fibra di carbonio che sarà sempre tenuto in posizione di contrasto e rilasciato dolcemente: l’elasticità dei componenti consentirà l’assenza di urti.
All’estremità una piastra circolare del medesimo materiale cercherà il contatto sull’Arena attraverso l’interfacciamento elettronico fra due sensori, uno nella piastra del carrello l’altro nella piastra relativa di attesa sull’Arena.
Quando tutte le piastre saranno ognuna sulla propria verticale di discesa il velivolo si abbasserà fino al contatto; il blocco elettromagnetico di ogni piastra con la corrispondente chiuderà il contatto e completerà la manovra.
A questo punto ciascuno si chiederà quanto carico graverà sull’Arena: zero, i carrelli fungeranno da ancoraggio per tenere la copertura sull’Arena impedendo che la spinta dell’Elio la faccia decollare.
E’ l’Arena che tiene la copertura ferma su di essa e non la copertura che trova stabilità ed appoggio gravando su di essa.
Una volta agganciata è possibile regolare la densità dei gas per arrivare alla posizione di carico più vicina allo zero.

I “CARRELLI” saranno 32 come le eliche e si alterneranno ad esse lungo il perimetro: l’intero dispositivo di appoggio sarà quindi distribuito lungo tutto il perimetro dell’aeromobile consentendone per geometria la stabilità sia per carichi verticali che orizzontali e, qualunque sia l’eventuale carico in trazione o compressione trasmesso agli appoggi esso non sarà mai concentrato totalmente ma distribuito su 32 appoggi. Le 32 eliche direzionali, alternate agli appoggi, saranno coronamento superiore dell’Arena ed entrambi scandiranno la battuta degli archi.
Le eliche non avranno funzione portante, che sarà demandata all’Aeromobile ma solo direzionale, di manovra, ovvero di ausilio all’atterraggio e al decollo, e di correzione dell’assetto in volo.
L’aspetto aperto dei carrelli sarà di tante “V” con alla punta la piastra di appoggio. La “V” dopo il decollo si richiuderà sparendo a filo dell’involucro inferiore.

L’intera superficie superiore sarà costituita da PANNELLI FOTOVOLTAICI realizzati in supporto in resina elastico riscaldabile con circuito elettrico a basso voltaggio disposto nello spessore immediatamente inferiore a quello di captazione ovvero mediante l’insufflaggio di aria calda all’interno delle camere a contatto con la superficie superiore.
La copertura sarà costituita da un traliccio perimetrale a sezione triangolare a maglie triangolare in proiezione in pianta, a telaio nel profilo interno verticale a contatto con le camere gonfiate ad Elio.
Queste ultime saranno suddivise in tre strati con sezione circolare crescente e a sviluppo ellittico decrescente entrambe verso il centro; questo è il motivo per cui non si tratta di un ELLISSOIDE PROLATO: le quote verticali di ogni camera devono rimanere inalterate lungo tutto lo sviluppo orizzontale dell’ellisse come una estrusione sia per motivi legati al calcolo, che al montaggio, ma anche per uniformare meglio la pressione del gas all’interno delle camere.
Le camere saranno collegate fra loro e alla superficie superiore ed inferiore attraverso incollaggi in resina con inserite fibre di carbonio che scandiranno irrigidimenti radiali a segnare la battuta delle eliche e degli appoggi (vedi piante e carpenterie); ciò di fatto consentirà di individuare e modellare quello che di fatto è lo schema strutturale della copertura sia in appoggio che in volo.
Le camere così realizzate su tre strati avranno la possibilità di essere gonfiate con gas di densità diversa secondo la necessità per migliorarne l’assetto e la portanza.
Fra un camera e l’altra rimarranno dei vuoti riempibili all’occorrenza di aria calda; questi vuoti saranno percorribili per l’ispezione interna degli involucri e delle parti impiantistiche.
I tre spessori di camere di gonfiaggio confluiranno al centro nel nucleo centrale.

Questo sarà costituito da profili plastico-rigidi in resina leggera rinforzata con fibre di carbonio a costituire attesa geometrica delle camere e generare al contempo l’ellisse con estrusione radiale; all’interno troveranno alloggio tre camere a sezione cilindrica ad asse verticale e teste bombate di grande sezione più nove di piccola sezione; tutte divise orizzontalmente in tre parti distinte individuanti quindi tre spessori gonfiabili con gas a diversa densità.
I tre spessori di camere gonfiabili si ridurranno di sezione fino a connettersi ai tre profili tubolari del traliccio, uno per spessore, a cui saranno collegati tramite tre profili con sezione ad arco di resina plastico-rigida rinforzata al carbonio; in questi profili, come in quelli del nucleo centrale, annegheranno i fascioni radiali in fibra di carbonio che, ad ogni strato, avvolgeranno le camere di gonfiaggio, individuando così un totale di quattro strati di fascioni radiali.
Nel traliccio a sezione triangolare anulare di perimetro, oltre ai carrelli, saranno alloggiati tutti i corpi illuminanti l’Arena durante gli spettacoli e non costituiti da proiettori a LED; anche questi dopo il decollo scompariranno all’interno del velivolo/copertura.

Veniamo ora alla superficie inferiore, quella che chi affollerà l’Arena per gli spettacoli si troverà sulla testa. La parte portante, nascosta sarà costituita allo stesso modo di quella superiore; quella superficiale in sostituzione dello strato fotovoltaico avrà una enorme superficie a LED, un gigantesco video digitale divisibile in centinaia di monitor ognuno dei quali proiettante un’immagine relativa allo spettacolo o interviste o fatti del giorno per intrattenere il pubblico durante i momenti di sosta.
La cover inferiore potrebbe disegnare giochi luminosi di vario colore, giochi di luce in movimento secondo l’inventiva di un valido coreografo, caso per caso; da questa partiranno mirati fasci luminosi ad evidenziare i percorsi di salita e discesa e camminamento all’interno dell’Arena durante lo spettacolo, o si potrà vederla accesa di una luce tenue e diffusa di colore blu durante lo spettacolo.
Ciò, senza dilungarmi oltre, per raccontare le infinite possibilità d’uso che un sistema così costituito offre.
Pensate, per esempio, ad una replica dello spettacolo appena svolto, mostrando le sfaccettature di scena, le espressioni migliori degli attori e tutto quanto altro a piacere del Regista; il tutto magari a costi più contenuti.
(omissis)

Il DIRICOTTERO S32 VERONA, può fermarsi e posarsi sull’Arena per mesi o anni, fornendo l’energia che produce alla città, allo spettacolo previsto; ma può decollare ed aspettare una chiamata nel vicino aeroporto con la di cui torre di controllo sarà sempre in contatto telematico; in caso di chiamata, chiede il consenso alla torre, propone il piano di volo, e ottiene il permesso al decollo e al sorvolo; il sorvolo sarà silenzioso, e potrà avvenire sia di giorno che di notte, sia poco prima dello spettacolo con il pubblico in attesa, vista l’assoluta sicurezza del manufatto: le 32 eliche gli servono per scendere non per salire; per decollare basta spegnerle ovvero ordinare il numero di giri che ogni rotore deve avere per dirigere il velivolo in rotta perfettamente verticale e poi subito verso Sud-Ovest per preservare l’Ala.
Ripeto le eliche non servono per determinare la portanza ma per guidare la direzione in modo estremamente preciso e pluridirezionale: non ha bisogno di un raggio di curvatura per virare ma può fermarsi e tornare indietro sul medesimo tragitto.

L’energia solare ha il grande vantaggio di far volare il DIRICOTTERO S32 VERONA mantenendo il peso costante; già sono state sviluppati studi su piccoli motori a bassissimo consumo che consentono di rendere più precisa la manovra; con 32 eliche a bassissimo consumo disposte come sui grafici il nostro velivolo sarà in grado di atterrare e decollare con una precisione e stabilità laterale tipica dei droni.
Può avvicinarsi alla dorsale di una montagna fino a toccarla, rimanere a pochi metri in silenzio e poi ripartire dalla parte opposta. Il sistema computerizzato di bordo consentirà il controllo e comando in tempo reale di ogni rotore garantendo il numero di giri necessario a compiere la manovra prestabilita dal computer di bordo o dal pilota. (omissis)

La caratteristica che consente al DRCS32VERONA di rimanere fermo in quota ad assetto controllato gli consentirebbe di porsi in posizione stazionaria a qualunque quota, magari fra il sole e l’Arena ponendo in ombra tutti gli spettatori senza poggiarsi e seguendo il movimento del sole; il tutto in silenzio.
Ma dall’aeroporto potrebbe anche recarsi a coprire un Parco Pubblico scendendo in un’ampia zona verde dando sollievo e riparo d’Estate o d’Inverno magari intrattenendoli con l’accensione della Cover inferiore.
Parimenti potrebbe ricevere una chiamata a coprire un parco acquatico, piscine, o luoghi con appoggi progettati ad hoc onde consentire il sollevamento della quota di terra per vincere asperità o disuniformità altimetriche del sito.
Ma potrebbe servire anche per salvataggi in mare, spegnimento incendi, trasporto di persone o cose, giri pubblicitari periodi degli spettacoli previsti anche lontano da Verona.
Potrebbe essere usato come un vero e proprio Padiglione Italia che potrebbe raccontare gli spettacoli dell’Arena e l’Italia posandosi nella Piazza Rossa a Mosca, o in qualunque altra città che desidera riceverlo.

Ma la chiamata più importante la riceve dal NIDO: “Nido chiama CICOGNA per spettacolo ore 21,00 dare conferma; CICOGNA chiama TORRE chiedo autorizzazione al decollo e sorvolo per rotta Nord-Est, quota Cento metri, rotta riservata prestabilita; “TORRE a CICOGNA consenso accordato, puoi DECOLLARE”; E IL GIOCO E’ FATTO, IL PUBBLICO CHE GIA’ AFFOLLA L’ARENA VEDE ARRIVARE PER LA PRIMA VOLTA LA CICOGNA TUTTA BLU CON LE ELICHE D’ARGENTO CHE SILENZIOSAMENTE SI PONE SULLA VERTICALE DELL’ARENA, SI ASSESTA SULLA VERTICALE DOPO AVER TIRATO FUORI I CARRELLI ED ESSERSI INTERFACCIATA ELETTRONICAMENTE CON GLI APPOGGI SULL’ARENA; POI, CON UN MOVIMENTO DECISO E SILENZIOSO TOCCA GLI APPOGGI; 32 SCATTI INDIVIDUANO IL BLOCCO IN SITO; UN RONZIO DEI COMPRESSORI DEI CARRELLI METTE IN TIRO I TIRANTI DEGLI STESSI IN CONTRASTO CON LE SFERE DI APERTURA E LA MANOVRA E’ FINITA: “CICOGNA SALUTA I SUOI PICCOLI”.

Nel frattempo è calata la sera, si accende la cover a LED inferiore come un enorme lampadario, con luce sfumata dal centro verso l’esterno e viceversa; mancano ancora trenta minuti allo spettacolo, sulla COVER cominciano a formarsi più monitor distinti, a secondo della posizione del pubblico ed iniziano a comparire immagini che presentano la Compagnia, gli Attori che la compongono, l’Orchestra, il montaggio delle scene i saluti e le interviste dei protagonisti; poi uno stacco pubblicitario, inevitabile; poi la sosta nell’attesa; un sibilo annuncia l’apertura dei portelli e la fuoruscita delle batterie dei riflettori di scena disposti all’ingiro all’interno dell’anello esterno; i primi si accendono illuminando ad hoc i punti prestabiliti, lo spettacolo può avere inizio. E’ evidente che la copertura sarà già in sito già per la durata delle prove, sia illuminotecniche che acustiche; ma il giorno dell’inaugurazione l’immagino pressappoco così.

Cliccando “Scarica il file” potete scaricare la relazione tecnica integrale.

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