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Coperture inclinate ventilate: struttura e ventaggi

Le coperture inclinate ventilate godono del cosiddetto “effetto camino” per assicurare una sufficiente evacuazione dell’umidità in inverno sotto lo strato principale di tenuta all’acqua ed aumentare la dissipazione termica convettiva in estate

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Per aumentare la ventilazione delle coperture inclinate senza esporre eccessivamente gli strati di tenuta delle coperture stesse all’incostanza dei venti, una soluzione molto vantaggiosa è quella della ventilazione per effetto camino. Generalmente questo avviene in falda, in una intercapedine inferiore al manto di sottocopertura: teso tra i correnti, o appoggiato a un tavolato; o, in mancanza di esso, sotto a un tavolato o altro elemento piano di partizione.
La ventilazione per effetto camino può avvenire, in aggiunta o in alternativa a quella in falda, anche nei vani di sottotetto, a condizione che vi siano adeguate aperture in entrata e in uscita per l’aria, disposte ad altezze diverse e per quanto possibile differenziate.
I due tipi di ventilazione per effetto camino – in falda e nel sottotetto – possono peraltro essere abbinati, in configurazioni particolarmente performanti da un punto di vista del controllo delle condizioni igrotermiche dei vani sottostanti.

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Tipi di copertura ventilata a falde. Da sinistra a destra: ventilata in falda; ventilata nel sottotetto; ventilata in falda e nel sottotetto

La grandezza minima consigliabile per le aperture di ventilazione in ingresso in corrispondenza delle grondaie è pari a 2/1000 della superficie proiettata di un tetto, o (per coperture con falde non più lunghe di 10 m) di 200 cm2 al m2 di grondaia.
Quest’ultimo dato implica, per una apertura continua, a nastro sottile, un’altezza di 2 cm; ma nella pratica, tale altezza è di solito 4÷6 cm, tale da garantire una ventilazione più efficiente.
Tali aperture devono essere protette con rete anti-insetti, e dunque la loro portata reale si riduce, così che è bene che essa sia sovradimensionata adeguatamente.

Perché vi sia possibilità di uscita dell’aria nella zona del colmo, se presente, il manto di sottocopertura e il tavolato sotto di esso vanno interrotti per qualche centimetro, in modo continuo longitudinalmente, in corrispondenza dell’incontro tra le due falde sulla sommità della copertura, così da non creare strozzatura all’uscita dell’intercapedine ventilata.
Per consentire la ventilazione attraverso il colmo, l’elemento di chiusura del colmo stesso deve essere distanziato dal manto delle falde. Esso viene a questo fine in genere fissato a profili in acciaio che ne consentono il distanziamento dal supporto, a loro volta fissati a elementi della struttura secondaria (ad esempio, nel caso di una struttura di copertura in legno, a listelli di colmo).

Fig165-2

Elemento in acciaio inossidabile per il fissaggio di un listello di colmo a un elemento inclinato di falda della struttura di copertura secondaria (per esempio, un assito o un corrente)

Vantaggi delle coperture inclinate ventilate
Il primo importante effetto vantaggioso della ventilazione per effetto camino delle coperture inclinate – e notevolmente più pronunciato che nel caso della microventilazione, data la maggiore protezione dall’acqua delle coperture ventilate rispetto a quelle microventilate – è quella dell’evacuazione dell’umidità presente nelle intercapedini stesse. Questo oggi è molto importante perché facilita l’impiego di isolanti idrofili e porosi – è il caso degli isolanti ecocompatibili di origine vegetale – in corrispondenza delle cavità ventilate nelle coperture. Qualunque sia il tipo di isolante impiegato, si tenga comunque presente che esso dovrà svolgere anche una funzione di tenuta all’aria, a causa del fatto che uno strato di tenuta applicato sull’isolante (cosa difficilmente evitabile nelle coperture microventilate a giunti aperti e non sovrapposti) potrebbe ostacolare la diffusione del vapore.
Il secondo importante effetto vantaggioso della ventilazione è quello di ridurre le temperature massime che si raggiungono in estate nelle falde, per effetto della dissipazione termica per convezione dovuta a effetto camino, che è proporzionale alla temperatura della cavità, che a sua volta è accresciuta dal guadagno solare della cavità. Anche qui l’effetto della ventilazione propriamente detta è più marcato di quello della microventilazione, e crescente man mano che la differenza di temperatura tra intercapedine ventilata e ambiente esterno diviene maggiore. Ciò è positivo, perché proprio le situazioni in cui la temperatura dell’intercapedine è particolarmente più elevata di quella esterna sono quelle nelle quali la ventilazione è più desiderabile.

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