Dall'Asia i grattacieli del futuro | Ingegneri.info

Dall’Asia i grattacieli del futuro

wpid-11067_himalaya.jpg
image_pdf

L’edizione 2012 della eVolo Skyscrapers Competitions ha i suoi vincitori. Ideato nel 2006, il concorso di architettura nasce per premiare idee brillanti e innovative nel campo dell’architettura dei grattacieli, in particolare per l’uso di nuovi materiali, tecnologie, estetiche e organizzazioni, che rappresentino anche riflessioni sulla globalizzazione, la flessibilità, l’adattabilità e la rivoluzione digitale. È anche un’indagine sugli spazi pubblici e privati e la loro relazione con l’individuo e la collettività, nella creazione di una comunità verticale dinamica. Il concorso si propone di scoprire nuovi talenti che elaborino idee che cambieranno il modo in cui percepiamo l’architettura, e la sua relazione con gli elementi naturali e quelli costruiti.

Tra 714 progetti provenienti da 95 Paesi differenti, la giuria del concorso ha scelto tre vincitori – tutti asiatici – e 22 menzioni d’onore. Il vincitore del concorso è la “Himalaya Water Tower” degli architetti cinesi Zhi Zheng, Hongchuan Zhao e Dongbai Song: un grattacielo posizionato tra le montagne dell’Himalaya che accumula acqua nei suoi depositi e permette di regolare la sua dispersione nella terra sottostante, in proporzione al costante prosciugamento naturale delle montagne. Il grattacielo, replicabile in modo seriale, raccoglie l’acqua durante la stagione delle piogge, la purifica, la ghiaccia e la tiene da parte per usi futuri.

Al secondo posto ancora un progetto cinese: “Mountain Band-Aid” (la “garza da montagna”) firmato da Yiting Shen, Nanjue Wang, Ji Xia e Zihan Wang. Si tratta di un complesso progetto di città sostenibile pensato per contrastare la fuga delle popolazioni dalle aree rurali. È una sorta di “città verticale” che rielabora lo stile costruttivo tradizionale della Cina del sud noto come “Chuan Dou” in uso nei villaggi delle popolazioni Hmong, e lo applica alla parete della montagna, tramite l’impiego di piattaforme e grandi raggi implementati nella roccia, a creare spazi residenziali e laboratori per le attività.

Terzo classificato il progetto “Vertical landfill” (“discarica verticale”) del taiwanese Lin Yu-Ta. Un progetto dal forte valore simbolico, da implementare nelle grandi metropoli del mondo sia per produrre energia dalla decomposizione dei rifiuti, che per ricordare ai cittadini l’impatto ambientale di un modo di vivere non sostenibile. Una torre di rifiuti che si genera gradualmente accumulando scorie in modo verticale, che ricorda da vicino l’attività del robottino “Wall-E” nell’omonimo visionario film della Pixar.

Meritano attenzione anche i progetti menzionati, tra i quali compaiono progetti sottomarini per la ricerca sugli oceani, grattacieli mobili, città galleggianti e edifici temporanei. Uno sguardo avveniristico sul futuro.

V.R.

Copyright © - Riproduzione riservata
Dall’Asia i grattacieli del futuro Ingegneri.info