Daniel Libeskind sul Lago di Como, un regalo con polemiche | Ingegneri.info

Daniel Libeskind sul Lago di Como, un regalo con polemiche

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Una nuova scultura di Daniel Libeskind sta ‘elettrizzando’ Como: nei giorni scorsi sono state svelate ufficialmente le immagini di “The Life Electric”, nuova opera monumentale che l’archistar ha deciso di donare alla cittadina. Un omaggio al grande comasco Alessandro Volta, che richiama “la tensione elettrica tra i due poli di una batteria”, e che al contempo prosegue la ricerca del progettista nella rappresentazione architettonica dell‘energia.

Nata su iniziativa dell’associazione Amici di Como, l’opera appare come una grande scultura alta 16,5 metri in tessuto di carbonio, costituita da due lame verticali collegate da due archi che si richiamano ai diagrammi energetici. “E’ una grande cornice, una porta virtuale tra la città e il lago” ha dichiarato l’architetto Giuseppe Blengini, direttore tecnico della Libeskind design, aggiungendo che Life Electric è “un’opera ispirata dall’aspetto estetico della scienza che Libeskind dona a Como, una città cui è molto legato. La scultura non è un oggetto che vuole sovrapporsi con arroganza al territorio”. 

L’opera sarà posizionata di fronte alla città in mezzo al lago, al termine della diga foranea. Per i tempi, si spera di terminare il tutto entro aprile 2015, in tempo per l’enorme affluenza di visitatori attesa per Expo 2015 di Milano.

Ma l’annuncio del grande ‘dono’ dell’archistar ha scatenato, come era prevedibile, molte polemiche. Da un lato c’è il Comune, che difende il via libera della giunta all’opera e sottolinea l’opportunità: “Al centro del dibattito c’è qualcosa che va al di là dell’opera, del suo progettista e di chi ha proposto la sua realizzazione. Oggi discutiamo se siamo o meno favorevoli al cambiamento”, ha dichiarato Lorenzo Spallino, assessore alla pianificazione urbanistica del Comune.

Mentre a Menaggio si apre la conferenza dei servizi che vedrà tutte le amministrazioni coinvolte impegnate nell’espressione del parere, il Comune ha già avviato le procedure necessarie per consentire l’esecuzione dei lavori attraverso sponsorizzazione. Anche perché se è vero che l’opera è ‘un regalo’, non sarà a costo zero: si parla di 150mila euro solo per il costo puro, ai quali aggiungerne altri 850mila per le opere accessorie. E intanto Spallino ha fatto sapere che se la Conferenza dei servizi esprimerà parere negativo, la questione verrà rimessa al Consiglio dei ministri, che dovrà pronunciarsi entro 60 giorni.

Le polemiche non riguardano tuttavia soltanto i costi dell’opera, ma anche la presunta somiglianza della scultura con un altro progetto già proposto dall’archistar in un concorso precedente.

“Per quanto riguarda le similitudini che l’opera di Libeskind mostra con altri suoi progetti, da sempre, se apriamo gli archivi dei grandi artisti troviamo abbozzi, schizzi, pensieri, progetti approvati e rifiutati”, spiega a tal proposito Spallino. “E in ogni artista ci sono segni, cifre stilistiche che possono ricorrere in infinite varianti. Così è per Libeskind, un architetto tra i più interessanti di questa stagione che ha aperto il suo archivio e ci ha regalato un sogno”.

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