Degrado del legno per assorbimento di umidita': facciamo il punto | Ingegneri.info

Degrado del legno per assorbimento di umidita’: facciamo il punto

I casi piu' frequenti di degrado del legno sono legati all'assorbimento di umidita' che non viene eliminata rapidamente. Il rischio di degrado e' limitato se l'acqua puo' evacuare rapidamente

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L’acqua si può trovare in qualsiasi forma, e può provenire da infiltrazione di acque meteoriche, formazione di condensa per ponti termici ecc.. L’assorbimento di umidità da parte del legno può provocare un attacco da parte di funghi ma anche danni dovuti principalmente alle variazioni dimensionali dei manufatti. È opportuno evitare situazioni in cui sialternano frequenti condizioni di inumidimento ed essiccazione del legno che inducono degrado biologico e lo sviluppo di tensioni interne con relative microfessurazioni.

In condizioni di rischio di alterazioni fungine è di fondamentale importanza valutare l’umidità del materiale legnoso in ingresso. Una corretta progettazione dovrà in tal caso prevedere un valore massimo di questo parametro (incluse le relative tolleranze), il controllo all’atto della consegna e, normalmente, un periodo di condizionamento del legname in cantiere prima della sua posa in opera.

Nel caso in cui il legname debba restare immagazzinato a lungo prima della posa è buona norma che nel contratto di fornitura sia previsto che esso venga trattato almeno con una mano di preservante o finitura protettiva, da applicare in azienda prima dell’imballaggio e spedizione.

È sempre opportuno prestare attenzione anche alle modalità di deposito e conservazione del materiale in cantiere. Il legno e i prodotti derivati possono infatti tollerare un’occasionale umidificazione (ad esempio, un temporale durante il montaggio di una copertura), ma non devono permanere a lungo in condizioni di umidità più elevata di quella normalmente prevista.

Una struttura in legno lamellare particolarmente esposta all’umidità e all’azione degli agenti atmosferici

L’umidità del legno richiesta per una determinata applicazione dovrebbe inoltre essere la più vicina possibile a quella che il manufatto presumibilmente assumerà in condizioni di equilibrio termoigrometrico con l’ambiente di posa. Prima dell’impiego si raccomanda quindi che il legno venga, per quanto possibile, stagionato o essiccato artificialmente a un’umidità appropriata alle condizioni climatiche di esercizio.

Ma quali sono le parti più esposte all’umidità e che vanno perciò tenute sotto controllo e adeguatamente progettate quando si lavora con il legno? Sicuramente tutte le parti esposte alla pioggia e agli agenti atmosferici, in questo caso l’acqua arriva direttamente a contatto con le superfici lignee e viene assorbita.

In alcune situazioni l’acqua può essere assorbita più facilmente; ad esempio sono da tenere sotto controllo le superfici lignee orizzontali che, se possibile, dovrebbero essere progettate sempre con una seppur minima pendenza. Anche gli elementi con zone di taglio trasversali devono essere opportunamente protetti in quanto possono assorbire più facilmente l’umidità.

Si segnalano inoltre quelle parti soggette alla risalita capillare o agli schizzi, come ad esempio gli elementi verticali in legno che devono essere adeguatamente separati dal terreno, ma anche la zoccolatura delle pareti esterne. Particolare attenzione andrà posta agli elementi di pavimentazione, ad esempio le passerelle nelle loro porzioni a diretto contatto con il terreno.

Vi sono poi situazioni in cui la presenza di acqua è meno evidente: si tratta delle parti esposte alla condensa, come le testate di travi in legno che sono a contatto con superfici caratterizzate da diverse temperature e umidità. In questo caso occorre intervenire per evitare che l’elemento ligneo vada soggetto a umidificazione, con tutte le conseguenze del caso.

Infine, occorre porre la dovuta attenzione anche alla realizzazione di unioni e incastri per evitare il rischio di ristagni di umidità localizzati.

Pertanto è di fondamentale importanza prevedere un’attenta e ragionata progettazione dell’edificio in tutti i suoi dettagli costruttivi.

L’autore


Roberto Zanuttini

Ha operato nel comparto dell’industria del legno con mansioni di responsabile di laboratorio e dell’attività di ricerca e sviluppo di pannelli e compositi a elevato valore aggiunto. È stato professore associato di Tecnologia del legno e dei materiali legnosi presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Meccanica Strutturale e Progettazione Automatica. Dal 1995 è docente presso l’Università degli Studi di Torino ove afferisce al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DiSAFA). In tale sede svolge attività di ricerca e didattica presso il Corso di Studi in Scienze Forestali ed Ambientali ove è titolare di corsi che trattano discipline inerenti a tecnologia del legno e utilizzazioni forestali, lavorazioni e prodotti legnosi, normativa tecnica di settore e certificazioni di interesse per le filiere del legno.

Riferimenti Editoriali


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Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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