Expo 2015, per il padiglione Austria celle di Graetzel e un bosco vero | Ingegneri.info

Expo 2015, per il padiglione Austria celle di Graetzel e un bosco vero

Un'innovativa convergenza tra tecnologia e natura permette al padiglione austriaco di Expo 2015 di creare un microclima unico, che non necessita' di condizionamento artificiale

wpid-26795_breatheaustriaexpo.jpg
image_pdf

Tra le proposte dei padiglioni nazionali a Expo 2015, quella dell’Austria è sicuramente una di quelle dove contenuto e struttura viaggiano maggiormente a braccetto, oltre la pura dinamica estetica. Simbolicamente intitolato “Breathe.Austria”, il padiglione è una riflessione sul valore dell’aria per la vita umana: se a cibo e acqua, pur nella loro importanza, gli esseri umani possono ‘rinunciare’ alcuni giorni, è impossibile sopravvivere anche soli 5 minuti senza respirare.

Da qui nasce l’idea del padiglione, che prendendo ispirazione del paesaggio boschivo tipico dei vicini di casa ricostruisce una vera e propria foresta, con alberi che superano persino l’altezza di alcune strutture, arrivando fino a 12 metri e producendo un microclima unico, uno spazio dove il refrigerio è naturale, senza condizionamento artificiale, con un abbassamento di temperatura percepita interna di circa 5° C rispetto a quella esterna.

Questo speciale microclima è il prodotto di una combinazione tra natura e tecnologia: le piante rinfrescano grazie all’ombra e all’evaporazione delle loro foglie (43.200 mq), mentre ventilatori e nebulizzatori che si attivano mediante sensori creano un effetto rinfrescante, grazie alle microgocce. Lungo le superfici, realizzate in un multistrato che mantiene le temperatura piacevole, sono riportate informazioni sul Padiglione e sull’importanza della superficie boschiva in Austria. Vicino alle piante lungo tutto il percorso, sono presenti degli speciali ‘naturoscopi’ interattivi che permettono di osservare da vicino le piante, scoprendo interessanti informazioni sull’habitat del sottobosco.

Questa ‘infrastruttura verde‘ vuole rappresentare un modello per un futuro dove la sfida dei cambiamenti climatici sarà sempre più ardua: “Con una bio-performance intensiva potremo compensare gli effetti dei cambiamenti climatici entro la fine del secolo”, spiega il Dr. Bernhard Scharf, dell’Istituto di Ingegneria Naturalistica e Architettura del paesaggio dell’Università delle risorse naturali di Vienna, che ha sviluppato per il padiglione il concetto della Tecnica di vegetazione. “Con il concetto del nostro padiglione vogliamo mostrare quali sinergie siano oggi possibili con le conoscenze a disposizione, abbinando natura e mezzi tecnologici”.

Proprio nelle realtà urbane ad alta densità abitativa, con molte superfici chiuse, in estate si creano le cosiddette Sommer Urban Heat Islands, delle vere e proprie “isole di calore”. Diversi studi dimostrano che le piante influenzano positivamente la temperatura percepita ovvero la temperatura fisiologica equivalente (Pet). Esse riducono la temperatura dell’aria, ma ancora di più riducono l’irraggiamento di calore e aumentano l’umidità dell’aria. Come dimostra lo stesso padiglione, il comfort termico migliora sensibilmente.

Anche per la produzione dell’energia ci si ispira all’intelligenza della natura: per la produzione di corrente vengono usate celle solari a colorante, le cosiddette celle di Grätzel. Questo nuovo sistema fotovoltaico a vetri viene realizzato dall’azienda SFL technologies, che dispone di un proprio centro di ricerca, il Fibag, entrambi con sede a Stallhofen, in Stiria.

“Le celle solari a colorante rappresentano una tecnologia a vetro assolutamente innovativa a livello mondiale. Basandosi sul principio della fotosintesi, la luce viene trasformata in energia elettrica”, spiega Mario J. Müller, Presidente del Fibag e Direttore del reparto Tecnica, Ricerca e Sviluppo di SFL technologies. Nel sistema sviluppato e brevettato dal Prof. Michael Grätzel la luce non viene trasformata in corrente mediante effetto fotoelettrico, bensì mediante sostanza colorante in scala mesoscopica (simile alla clorofilla). Le celle di Grätzel riescono a sfruttare anche la luce debole o diffusa e presentano una colorazione trasparente: in questo modo anche l’illuminazione artificiale notturna del padiglione austriaco potrà essere convertita in energia.

Copyright © - Riproduzione riservata
Expo 2015, per il padiglione Austria celle di Graetzel e un bosco vero Ingegneri.info