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Facciate metalliche: bordi e angoli

Un angolo impreciso puo' compromettere l'aspetto complessivo del rivestimento metallico: ecco perche' e' importante realizzare buone soluzioni d'angolo

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Anche nelle facciate metalliche bordi e angoli rappresentano, per definizione, i confini, i limiti finiti in cui un elemento si conclude.

Nella realizzazione dei bordi sono necessarie una cura e un’abilità elevatissime. È proprio in questi punti che si misurano la capacità del posatore e la qualità del rivestimento. Analogamente, realizzare delle buone soluzioni d’angolo è un’arte e, in una superficie, un angolo impreciso può compromettere l’aspetto complessivo del rivestimento.

Bordi

A seconda del tipo di metallo e dell’andamento della superficie, il bordo può apparire diritto, ondulato, sinuoso, variamente sagomato…

Bordi definiti sono generati da un contrasto cromatico o da un contorno ben elaborato.

Talvolta possono essere creati da un’ombra o da una sporgenza sulla superficie, o anche dalla transizione con un altro materiale non metallico.

I bordi lineari possono essere realizzati mediante la semplice giunzione e il risvolto delle lamiere, ed essere accentuati mediante l’uso di appositi coprigiunti e scossaline. Le scossaline sono molto utilizzate nel caso in cui vi sia un cambiamento netto di materiale. Si tratta della soluzione più semplice, che generalmente dà una sensazione di maggiore artigianalità e imprecisione del lavoro di rivestimento; tuttavia, quando viene utilizzato un metallo con una finitura direzionale (come ad esempio l’acciaio satinato), l’impiego di una scossalina rischia di creare un bordo contrastante che spezza la linearità della finitura.

Anche i contorni degli elementi sporgenti o delle finestre possono essere trattati nell’uno o nell’altro modo.

In caso di lamiere sottili, i bordi non finiti possono essere taglienti e costituire un rischio. In caso di lamiere spesse, i bordi non finiti possono avere un aspetto ruvido. È necessario quindi ripassarli con una mola a disco per eliminare le imperfezioni e smussare gli spigoli. Il taglio laser è in grado di produrre, su acciaio e acciaio inossidabile, dei bordi perfetti e assolutamente non taglienti, leggermente satinati, ma è efficace solo con metalli in grado di assorbire la particolare frequenza utilizzata dal laser stesso. L’alluminio, il rame e le sue leghe non si tagliano bene con certi laser. Un ottimo metodo per tagliare i materiali metallici è quindi il taglio ad acqua (waterjet), che permette di ottenere bordi smussati e ben definiti su tutti i metalli. Anche con il taglio al plasma si ottengono buoni risultati.

Alcuni metalli possono essere lavorati per avere bordi taglienti. Ad esempio con l’acciaio, l’acciaio inossidabile, l’alluminio e il titanio si possono ottenere bordi netti, privi di qualsiasi ondulazione.

I metalli a bassa riflettanza, come il piombo, il rame e lo zinco, possono avere bordi più flessibili e, a seconda delle dimensioni delle lastre, leggermente ondulati.

I bordi in acciaio, acciaio inox, ottone e titanio appaiono più precisi e apparentemente meglio lavorati perché si tratta di metalli più duri.

I bordi ondulati sono dovuti all’effetto oil canning caratteristico di molti rivestimenti, soprattutto quelli realizzati con lamiere molto sottili. Questo effetto si accentua sulle superfici lucide in acciaio inox e titanio.

Talvolta un bordo può essere accentuato rompendo la simmetria e cambiando la direzione di polarizzazione del pattern.

Soluzioni d’angolo

Per ogni sistema di facciata gli angoli possono essere gestiti in diversi modi. È possibile avvolgere le lamiere intorno a un angolo verticale. In questo caso le lamiere devono poggiare su una sottostruttura preformata. Le lastre possono congiungersi nello spigolo o avvolgersi attorno a esso. L’angolo può essere a spigolo vivo oppure arrotondato.

Spesso l’incontro di due superfici inclinate risulta frastagliato perché le cuciture tra le lamiere non si uniscono in una transizione morbida. L’uso di scossaline di grandi dimensioni può rendere scadente il lavoro finale.

Nell’incontro tra due coperture con inclinazione diversa si può far sporgere leggermente quella superiore in modo da risolvere anche i problemi di smaltimento delle acque meteoriche.

Se si utilizzano lamiere ondulate o grecate gli angoli possono essere costituiti da elementi prefabbricati a L rivolti verso l’esterno o verso l’interno. Molte aziende forniscono per ogni tipo di rivestimento delle soluzioni d’angolo prefabbricate.

Può accadere che un elemento che costituisce l’angolo si muova in modo diverso da un elemento adiacente, ad esempio in una dentatura lungo la giunzione dell’angolo. Se i bordi non sono liberi di muoversi non vi sarà compensazione fra i due elementi. La soluzione più semplice è quella di realizzare un unico elemento d’angolo prepiegato utilizzando sottostrutture discontinue.

Gli angoli curvi possono essere sviluppati in vari modi e con relativa semplicità. A seconda della direzione della curvatura, si sceglie se stirare o anche saldare il metallo per ottenere un passaggio più morbido. Il rame, l’alluminio e l’acciaio possono essere allungati in una direzione senza causare un’eccessiva ondulazione dei bordi, l’acciaio inossidabile in misura inferiore, e il titanio in alcune situazioni.

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L’autore


Alessandro Premier

Architetto e dottore di ricerca in Tecnologia dell’architettura, si laurea presso l’Università Iuav di Venezia e consegue il Dottorato di Ricerca presso l’Università degli Studi di Ferrara. Professore a contratto di Tecnologia dell’Architettura presso il Corso di Laurea magistrale in architettura dell’Università di Udine, Dipartimento di ingegneria civile e architettura, e presso il Corso di laurea Magistrale in Architettura e Innovazione dell’Università Iuav di Venezia, Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in Ambienti complessi. Svolge attività di ricerca nel settore dell’innovazione tecnologica dell’involucro architettonico. I suoi interessi di ricerca sono le pelli metalliche e i dispositivi di schermatura, in particolare per ciò che concerne l’integrazione tecnologica con l’architettura e il suo contesto. È socio fondatore del Centro ricerche “Eterotopie: Colore, luce e comunicazione in architettura” presso il quale si occupa di ricerca e progettazione partecipata sui temi dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale. Partecipa a convegni nazionali e internazionali ed è autore di numerose pubblicazioni sulle tematiche di interesse.

Riferimenti Editoriali


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Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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