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Facciate metalliche e design: i pattern piu’ utilizzati

Lamiere aggraffate, scaglie a losanga, doghe: sono solo alcuni dei pattern piu' utilizzati per il design delle facciate metalliche. La nostra panoramica

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Nella progettazione delle facciate metalliche il pattern, cioè il disegno creato dagli elementi metallici di rivestimento sulla facciata dell’edificio, è tra i primi elementi progettuali che il progettista deve affrontare. Ha la stessa importanza del colore, della qualità superficiale del materiale e della scelta del materiale stesso.

La scelta del pattern determina la scelta del sistema di facciata, per le linee e le ombreggiature che genera sulla superficie.

È possibile, schematizzando, individuare alcune tipologie di pattern, e visualizzare così in modo rapido le scelte a disposizione del progettista per comporre la propria facciata metallica. Vediamole.

Lamiere aggraffate

Le lamiere aggraffate sono caratterizzate da un pattern a linee verticali (più marcate) intervallate da linee trasversali (più sottili e distanziate fra loro).

L’aggraffatura viene realizzata nella direzione del piano di scorrimento della pioggia sulla superficie, e quindi dall’alto verso il basso: i rilievi producono un’ombra lungo la superficie metallica. Restano in secondo piano le giunzioni trasversali delle lastre che, più basse, non risaltano in modo evidente, pur rimanendo visibili.

Nei sistemi aggraffati è facilmente distinguibile la forma rettangolare, più o meno allungata, delle lastre che compongono il rivestimento.

Si consideri che la realizzazione di questo rivestimento è subordinata alla larghezza dei rotoli di lamiera (coil) prodotti in laminatoio.

L’aspetto complessivo delle superfici aggraffate è piuttosto “artigianale” e non è raro trovare superfici leggermente ondulate, anche per le deformazioni termiche successive al montaggio.

Scaglie a losanga

Questo rivestimento ha origini antiche. Si tratta di elementi romboidali o quadrati disposti a losanga, che ricordano un po’ le squame dei pesci. I bordi possono essere a spigolo vivo oppure smussati e la dimensione delle singole scaglie è variabile, in genere però non si superano i 40 cm di lato. Nelle soluzioni a scaglie sovrapposte il pezzo soprastante crea una lieve ombra su quello sottostante. La dimensione ridotta delle scaglie fa sì che il rivestimento non presenti particolari deformazioni.

Scandole

Si tratta di elementi di forma rettangolare o quadrata disposti a fasce regolari sulla facciata. Le fasce adiacenti sono, in genere, leggermente sfalsate cosicché il pattern che si viene a creare è simile a quello di una muratura portante a blocchi.

Il substrato non perfettamente aderente al rivestimento e le deformazioni del metallo fanno sì che la lamiera presenti spesso una superficie ondulata (effetto oil canning).

Doghe

Le doghe sono elementi rettangolari di forma allungata. Le profilature laterali consentono di avere elementi di facciata perfettamente piani e il sistema di montaggio, con un grado di prefabbricazione maggiore rispetto all’aggraffatura, favorisce l’assorbimento delle deformazioni del metallo evitando l’effetto lamiera ondulata.

In facciata il risultato si traduce in un pattern a bande (fasce) che possono essere orizzontali, verticali o inclinate. Il disegno a bande è accentuato dalla commessura (spazio tra una doga e l’altra), che misura qualche centimetro e genera una leggera ombra che marca lo stacco tra le doghe stesse.

Cassette e pannelli compositi

L’aspetto è un reticolo regolare di quadrati o rettangoli. La differenza tra il sistema a cassette e quello a pannelli compositi dipende dalla commessura, nelle cassette è più ampia e segna una linea d’ombra ben marcata tra un elemento e l’altro. Le facciate a pannelli compositi possono essere analoghe a quelle realizzate con cassette se i pannelli sono piegati ai lati in questo modo. Nel caso in cui i pannelli piani siano privi di piegature ai lati, lo spazio tra un pannello e l’altro è più ridotto e il pattern di facciata risulta meno marcato.


Lamiere profilate

Possono presentare pattern diversi; i più comuni sono quelli delle lamiere grecate e ondulate. Le lamiere grecate creano un disegno a bande orizzontali, verticali o inclinate (in genere si dispone la lamiera in posizione verticale nella direzione di scorrimento dell’acqua piovana). La parte in rilievo della lamiera grecata produce un’ombra netta sulla superficie piana marcando ulteriormente il disegno a bande.

Anche le lamiere ondulate producono un pattern a bande, l’effetto complessivo però è meno marcato in quanto la parte convessa produce sulla parte concava un’ombra più sfumata e il disegno risulta complessivamente più morbido.

Esiste poi una gamma vastissima di lamiere profilate speciali con sezioni molto varie. I rigatini, ad esempio, hanno un pattern a bande molto sottili che vengono sostanzialmente percepite come linee.

Le lamiere con profili seghettati sono montate spesso in posizione orizzontale in modo da ottenere un pattern a bande molto marcate a causa dell’ombra che il profilo superiore proietta su quello inferiore.

I sistemi click-clack in genere creano un pattern a fasce verticali evidenziato dalla presenza di giunti con un’altezza pari a 4 cm. Le fasce verticali sono alternate da sottili linee orizzontali dovute all’ulteriore profilatura delle lamiere. Esistono molte varianti di questi sistemi di rivestimento.


Lamiere bugnate

Le lamiere bugnate (generate mediante stampi, goffratura, imbutitura o altre lavorazioni meccaniche) hanno una superficie contraddistinta da rilievi e incavi che rendono ancora più complesso il pattern. Anche in questo caso le variabili possono essere moltissime.

Facciata metallica rivestita con pannelli profilati speciali (Colonia, Germania)

Lamiere forate o stirate

La vastità della gamma di fori disponibili fa sì che, anche in questo caso, i pattern a disposizione siano moltissimi.

Le lamiere stirate hanno in genere fori di forma ovalizzata o romboidale, con dimensioni diverse, disposti su file orizzontali alternate che ricoprono l’intera superficie della lastra, lasciando liberi solo i bordi.

Le lamiere forate, invece, possono avere fori circolari, quadrati, ovali, romboidali ecc. Oltre alla dimensione dei fori è possibile variare l’intensità, cioè la distanza fra gli stessi. È possibile inoltre creare dei disegni tramite perforazioni realizzate con un sistema computerizzato.

L’aspetto più importante relativo a queste lamiere è però la percentuale di trasparenza, e quindi il rapporto con il materiale sottostante, in particolare la relazione cromatica che, a una certa distanza, tende a far percepire il colore del materiale come relazione fra pelle e substrato.

Lamiere tagliate con sistemi CNC

Si tratta di elementi tagliati al laser o ad acqua secondo disegni prestabiliti. La funzione è prevalentemente decorativa ma vengono utilizzati anche come schermature. I disegni possono essere i più vari.


Tessuti

I pattern ottenibili mediante l’intreccio di cavi metallici sono moltissimi. In questo caso è la percentuale di apertura della maglia a essere fondamentale, in quanto determina il grado di trasparenza del tessuto. A seconda della trama più o meno fitta la superficie potrà assomigliare a una parete o a una rete trasparente.

Tessuti metallici, varie tipologie

Facciata realizzata con tessuto metallico (Mumuth Music Theater a Graz, Austria, 2008, UNStudio)

L’autore


Alessandro Premier

Architetto e dottore di ricerca in Tecnologia dell’architettura, si laurea presso l’Università Iuav di Venezia e consegue il Dottorato di Ricerca presso l’Università degli Studi di Ferrara. Professore a contratto di Tecnologia dell’Architettura presso il Corso di Laurea magistrale in architettura dell’Università di Udine, Dipartimento di ingegneria civile e architettura, e presso il Corso di laurea Magistrale in Architettura e Innovazione dell’Università Iuav di Venezia, Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in Ambienti complessi. Svolge attività di ricerca nel settore dell’innovazione tecnologica dell’involucro architettonico. I suoi interessi di ricerca sono le pelli metalliche e i dispositivi di schermatura, in particolare per ciò che concerne l’integrazione tecnologica con l’architettura e il suo contesto. È socio fondatore del Centro ricerche “Eterotopie: Colore, luce e comunicazione in architettura” presso il quale si occupa di ricerca e progettazione partecipata sui temi dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale. Partecipa a convegni nazionali e internazionali ed è autore di numerose pubblicazioni sulle tematiche di interesse.

Riferimenti Editoriali


Facciate metalliche

Un volume è strutturato in più sezioni corredate da riferimenti normativi, tabelle di sintesi, immagini e particolari costruttivi di recenti realizzazioni. È presente inoltre una sezione dedicata a 25 esempi di edifici nella quale ogni progetto è rappresentato graficamente con piante, prospetti, sezioni e dettagli costruttivi dell’involucro metallico. 

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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