Fotovoltaico e architettura: Conto energia e autorizzazioni in Italia | Ingegneri.info

Fotovoltaico e architettura: Conto energia e autorizzazioni in Italia

Dagli esperimenti più innovativi in Europa e in Asia fino alla situazione italiana, tra autorizzazioni e sviluppi: una panoramica aggiornata sul tema dell'integrazione tra fotovoltaico e architettura

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di Ing. Giuseppe Insolia dell’Ordine degli Ingegneri di Siracusa, contenuti condivisi con il Network Giovani Ingegneri

Ovunque, in ogni cultura del mondo, l’edificio è parte essenziale dell’ambiente in cui viviamo.

Via via tendiamo ad affacciarci su un’interpretazione completamente nuova dell’edificio e dell’ambiente costruito di cui è parte. Ma cosa significa vivere in questo ambiente?
Oggi abbiamo l’opportunità di aggiungere agli edifici una funzione nuova e capace di produrre tutta l’energia necessaria a soddisfare i nostri bisogni.

Quando si parla di “integrazione architettonica” del fotovoltaico, ci si riferisce all’impiego dei moduli fotovoltaici in sostituzione dei componenti edili tradizionali, in modo che il modulo fotovoltaico sia caratterizzato da un valore multifunzionale, essendo un generatore di energia, e allo stesso tempo, un componente edile.
Questo modo di impiegare il fotovoltaico negli edifici, consente di evitare il consumo della risorsa suolo e di valorizzare l’uso di superfici marginali degli edifici (facciate e coperture, ad esempio), consentendo di generare l’energia direttamente nei contesti urbani, e cioè dove si concentra la domanda di energia, peraltro proprio in corrispondenza dei picchi di domanda.

In tale ipotesi l’edificio è visto come un sistema (il sistema edificio, appunto) che deve produrre, da solo, utilizzando le tecnologie energetiche da fonte rinnovabile più appropriate, necessaria per funzionare. Il funzionamento dovrà essere affidato ad una richiesta energetica contenuta, la minima indispensabile, ottenuta attraverso un’attenta progettazione e previsione dei consumi, e un involucro opportunamente pensato, nel ruolo di regolatore degli scambi tra interno ed esterno.
Dunque, a livello urbano, il modello del “power park” fa riferimento all’idea di un intero quartiere ecocompatibile ad alta efficienza, che guarda all’obiettivo dell’autosufficienza energetica e che ricorre a soluzioni architettoniche e tecnologicamente miste che tutte insieme mirano al raggiungimento dell’obbiettivo del consumo “Quasi Zero” (Nearly Zero Energy Buildings).

Esiste poi un modello di riferimento ancora più vasto ed esteso, che spinge su scala territoriale, in cui il sistema del ”power park” può e viene applicato ad un intero sistema urbano o su scala ancora più ampia dove diversi power park si connettono tra loro costituendo le cosiddette “smart grid”, in cui l’interazione tra i vari sistemi avviene seguendo la logica “dell’internet per l’energia”.
E’ da osservare che, in un contesto maggiormente evoluto di quello italiano dal punto di vista di impiego delle rinnovabili, la buona qualità delle realizzazioni sarebbe assicurata da una comune condivisione del tema energetico, anche in assenza di un incentivo governativo. Infatti, i dati del Gestore dei servizi energetici (GSE) aggiornati agli impianti incentivati secondo l’ultimo conto energetico, confermano questa sensazione, poi parlano di appena 420 MW installati, di cui più della metà costituita da impianti parzialmente integrati, il 27% da impianti non integrati, e solo il 20% da impianti totalmente integrati (1).
Questo è comprensibile non solo in ragione dell’interesse del pubblico agli aspetti economici ma anche in ragione delle difficoltà di mettere in pratica soluzioni più avanzate muovendosi nel contorto mondo delle autorizzazioni e dei vincoli esistenti in Italia.

(1) GSE, il Fotovoltaico. www.gse.it

Il Conto Energia

Secondo quando dichiarato dal “Gestore Servizi”, con l’avvicinarsi del limite di costo individuato dal Quarto Conto Energia, è stato pubblicato il D.M. 5 luglio 2012 (Quinto Conto Energia) che ha confermato in parte le disposizioni previste dal D.M. 5 maggio 2011, emanato in seguito al D.Lgs. n. 28/2011, che ha fissato il costo cumulato degli incentivi pari a 6,7 miliardi di euro.
L’accesso all’incentivo può essere diretto o per il tramite registro, in relazione al tipo di impianto. A tal fine se ne distinguono tre tipi:
• Impianti fotovoltaici;
• Impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative;
• Impianti fotovoltaici a concentrazione,
accedendo direttamente all’incentivo, gli impianti:
a) di potenza nominale ≤ 12 kW;
b) di potenza compresa tra 12 e 20 kW (inclusa), se il soggetto responsabile rinuncia al 20% della tariffa incentivante;
c) di potenza nominale ≤ 50 kW se realizzati su edifici in sostituzione di coperture con la completa rimozione di eternit/amianto;
d) integrati con caratteristiche innovative, fino a un costo cumulato di 50 M€.
e) a concentrazione, fino ad un costo cumulato annuo di 50 M€.
f) realizzati da amministrazioni pubbliche, fino ad un costo cumulato annuo di 50 M€.
L’incentivazione non si applica agli impianti installati su edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti per l’obbligo di cui al D.Lgs. n. 28/2011.
A differenza del quarto conto dove il capitale necessario per realizzare l’impianto era remunerato mediante incentivo sull’energia lorda prodotta ed il valore dell’energia prodotta, con SSP (scambio sul posto), ritiro dedicato o vendita diretta, con il quinto conto, all’energia netta autoconsumata, si applica la tariffa autoconsumo, mentre all’energia netta immessa in rete, prodotta in eccesso a quella consumata nel momento della produzione, si applica la tariffa onnicomprensiva.
Che caratteristiche devono possedere tali impianti per accedere all’incentivo?
I. I componenti devono essere tutti nuovi, comunque non impiegati in altri impianti ed essere conformi alle norme di cui all’allegato 1-A del D.M. 5 luglio 2012;
II. I moduli devono essere coperti da garanzia di prodotto non difettoso per almeno dieci anni;
III. Il produttore dei moduli deve aver aderito ad un sistema o consorzio europeo per il riciclo a fine vita dei moduli, disporre di un sistema di gestione della qualità (ISO 9001:2015), di un sistema di gestione ambientale ISO 14000 e di un sistema di gestione della sicurezza e salute sul lavoro OHSAS 18001, certificati da un ente accreditato;
IV.  L’impianto in generale deve essere conforme alle norme di cui all’allegato 1-B del DM 5 luglio 2012, avere una potenza nominale ≥ 1 kW ed essere collegato alla rete di distribuzione pubblica.

Le disposizioni di incentivazione del Conto Energia non sono state più applicate dal 6 luglio 2013 dopo il raggiungimento del tetto di 6,7 miliardi di euro.

Le autorizzazioni in Italia e vari casi emblematici: tipologie di installazione

In Italia la realizzazione di un impianto fotovoltaico, specialmente se di grossa taglia e su contesti vincolati, può comportare iter burocratici complessi, onerosi e con lunghe tempistiche, che spesso coinvolgono diversi soggetti come comuni, provincie, regioni, soprintendenza, ASL, ARPA, gestore di rete locale, ecc. L’autorizzazione unica introdotta dall’art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003 ha lo scopo di semplificare le procedure autorizzative delle opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Chi si è trovato di fronte ad iter burocratici di tali impianti ha avuto spesso l’impressione che quanto dichiarato non è stato in realtà percepito.
L’iter autorizzativo non è facilmente prevedibile, poiché variabile in funzione delle disposizioni emanate dalle singole regioni, dalle imposte a livello regionale, dalla presenza di vincoli e dalla tipologia di installazione scelta.

Scheda Tipologia specifica
P. 1 Parziale Moduli fotovoltaici installati su tetti piani e terrazze
P. 2 Moduli fotovoltaici installati su tetti, facciate e balaustre in maniera complanare
P. 3 Moduli fotovoltaici installati su elementi di arredo urbano, barriere acustiche, pensiline, pergole e tettoie
T. 1 Totale Moduli fotovoltaici sostitutivi di materiali di rivestimento degli edifici
T. 2 Moduli fotovoltaici integrati in pensiline, pergole e tettoie
T. 3 Moduli fotovoltaici in sostituzione di superfici trasparenti degli edifici
T. 4 Moduli fotovoltaici integrati in barriere acustiche
T. 5 Moduli fotovoltaici integrati in elementi di illuminazione e strutture pubblicitarie
T. 6 Moduli fotovoltaici integrati ai frangisole
T. 7 Moduli fotovoltaici integrati in balaustre e parapetti
T. 8 Moduli fotovoltaici integrati nelle finestre
T. 9 Moduli fotovoltaici integrati nelle persiane
T. 10 Moduli fotovoltaici installati come rivestimento o copertura

Oggi, gli interventi che prevedono l’installazione di impianti fotovoltaici, aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa angolazione della falda, senza modificarne la sagoma dello stesso edificio, non sono soggetti a SCIA, ma è sufficiente una semplice comunicazione presso il comune ove ha sede l’impianto. Rientriamo quindi nel caso, secondo l’art. 11, comma 3 del D.Lgs. 30 maggio 2008, n. 115, (comma modificato dall’art. 5, comma 1, D.Lgs. n. 56 del 2010, poi dall’art. 30, comma 2 octies, legge n. 116 del 2014),  delle tipologie T3 (sostituzione di materiale di rivestimento con superfici trasparenti).

Tale decreto non stabilisce limiti di potenza installabili, ma esclude solo dall’ambito di applicazione gli immobili soggetti a vincoli culturali e paesaggistici, inclusi i centri storici. Occorre, però verificare, presso l’U.T. del comune ove è installato l’impianto, eventuali altri ambiti di esclusione. Tale comunicazione preventiva permette di evitare i costi della SCIA e ridurre i tempi per l’avvio dei lavori in cantiere.

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Caso contrario, nel caso non fosse possibile procedere con la semplice comunicazione, occorre l’elaborazione della “Segnalazione Certificata” da un tecnico competente e, nel caso di vincolo paesaggistico, il parere firmato dalla soprintendenza. Solo con il parere positivo allegato, la SCIA ha efficacia.
L’installazione di impianti fotovoltaici su facciate e nelle balaustre può non essere ammessa nei centri storici e/o in presenza di vincoli paesaggistici.

Negli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, tutelati dalla soprintendenza, invece, solitamente non è permessa alcuna modifica della sagoma e dell’aspetto esteriore e quindi in molti casi l’installazione di qualunque tipologia di impianto fotovoltaico è vietata. Se i moduli fotovoltaici sono integrati nelle balaustre, al fine di garantire l’incolumità delle persone, occorre rispettare, in fase di progettazione, alcune prescrizioni imposte dalla normativa nazionale:
• altezza minima di un metro dal piano del pavimento,
• resistenza agli urti del vetro del modulo,
• assenza di sporgenze interne e vuoto massimo di 10 cm tra i moduli.
Verificata la conformità del progetto con i regolamenti vigenti nel proprio comune di appartenenza, si prosegue secondo l’iter autorizzativo indicato dall’ufficio tecnico del comune stesso.

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Per tutti gli impianti di potenza “sopra soglia”, può essere necessario il ricorso al procedimento unico in Conferenza dei servizi previsto dalla Legge sopra citata. Tale procedimento è previsto nel caso in cui occorra l’acquisizione di più di un provvedimento autorizzativo (permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica). Al seguito del procedimento unico, se l’intervento risulta conforme con le normative vigenti in materia di tutela ambientale, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, viene rilasciata un’autorizzazione unica dalla provincia competente, e tale rilascio costituisce, a tutti gli effetti, titolo autorizzativo a costruire ed esercire l’impianto in conformità al progetto approvato.

Riferimenti Bibliografici

• A. Bosco, A. Scognamiglio, Fotovoltaico e riqualificazione edilizia, ENEA.
• GSE, Il Fotovoltaico. Risultati del Conto Energia, reperibile al sito www.gse.it
• A. Scognamiglio, Il fotovoltaico nel contesto architettonico attuale, in A.Bosco, A. Scognamiglio, Fotovoltaico e riqualificazione edilizia, ENEA, Roma 2005.
• J. C. Jol, J.O. Hansen, I.H. Bryn, P. Rasmussen, E.J. F. Thelen, P. Pytlich, “Eco culture: hight-performing cultural eco-buildings with PV”, in Proceedings of the 19Th European Solar Energy Conference, Paris, 2004.
• C. Schittich, G. Staib, D. Balkov, M. Schulder, W. Sobek, Atlante del vetro, Utet, Torino,2002.
• “Potenziale di Crescita”, in Photon n. 9/2009.
• “Fotovoltaico negli Edifici: dimensionamento, progettazione e gestione degli impianti” Edizioni Ambiente, 11/2009.

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