Ghiaccio nel deserto: oggi arte domani forse ingegneria | Ingegneri.info

Ghiaccio nel deserto: oggi arte domani forse ingegneria

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L’artista olandese – nonché ambasciatore culturale Unesco – Ap Verheggen, ha voluto dare un suo contributo e uno spunto di riflessione sul problema del global warming. Per questo ha realizzato lo schizzo di una scultura, chiamata  Sunglacier. In sostanza sarebbe una foglia grande, coperta da 200 metri quadri di superficie con delle celle solari, al di sotto della quale è stato posto un sistema di condensatori in grado di assorbire l’umidità dall’aria del deserto.

Da arte però pare che questo progetto possa diventare realtà. La Cofely infatti, società di refrigerazione che realizza piste di pattinaggio e unità di raffreddamento progettate su misura per la conservazione degli alimenti, pare si sia interessata all’idea stia testando i principi della creazione di ghiaccio nel deserto.

A Zoetermeer gli ingegneri hanno prodotto uno strato di 10 centimetri (4 pollici) di spessore di ghiaccio su una lastra di alluminio all’interno di una scatola che simula le condizioni del deserto, con la temperatura impostata a 30 gradi Celsius (86 Fahrenheit). Un umidificatore fornisce l’umidità, e un ventilatore è rivolto verso il ghiaccio come una brezza del deserto. I test dovrebbero concludersi entro il prossimo anno, poi il compito di scolpire il massiccio lavoro avrà inizio. Si pensa in un paese non identificato del Nord Africa. Secondo lo scienziato Andras Szollosi-Nagi il lavoro di Verheggen cade al crocevia tra arte, ambiente e scienza: “E’ un pezzo straordinario, insolito e ciò lo rende molto emozionante.”

Un progetto visionario, che dà non solo speranza ma che è diventato fonte di ispirazione per la realtà.

A.U.

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