Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino: involucro, illuminazione, interni | Ingegneri.info

Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino: involucro, illuminazione, interni

La prima parte del nostro focus tecnico dedicato al Grattacielo Intesa Sanpaolo, inaugurato il 10 aprile scorso e gia' considerato esempio di sostenibilita' ambientale e innovazione tecnologica in edilizia

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E’ stato inaugurato il grattacielo Intesa Sanpaolo, l’edificio firmato da Renzo Piano nel cuore della città torinese, su di un’area di circa 160×45 m compresa tra c.so Inghilterra, c.so Vittorio Emanuele II, via Cavalli e il parco pubblico Nicola Grosa, in corrispondenza della stazione intermodale di Porta Susa. Alto 166,26 metri, 1,24 m in meno della Mole Antonelliana (pari a 167,50 m), è definibile come una torre bioclimatica di seconda generazione, la quale ospita circa 2.000 dipendenti del primo gruppo bancario italiano. Il nuovo centro direzionale, risultato vincitore del confronto con le proposte di Hiroshi Hara, Estudio Lamela, Dominique Perrault, MVRDV e Daniel Libeskind, comprende, all’interno, anche un auditorium e 15.000 m3 di serra climatica panoramica con ristorante-bar collocati dal 35° al 37° piano. Il giardino ospita arbusti e piante adatti al clima temperato e naturalmente ventilato della serra, tra cui esemplari di eucalipto, inga, acacia, lavanda e mirto.

 

L’edificio si configura quale all’avanguardia per il basso impatto ambientale e l’innovazione tecnologica, grazie all’impiego di differenti sistemi. Esso consta di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica da fonte solare rinnovabile di superficie pari a 1.500 m2, in grado di produrre 170 KWp sulla facciata sud.

 

 

 

Le celle fotovoltaiche sulla facciata del grattacielo

 

 

L’involucro, costituito da doppie pareti vetrate distanti circa 2,5 m nelle facciate est e ovest dell’edificio, consente il passaggio di aria esterna, al fine di raffreddare la massa dei solai sfruttando la ventilazione naturale. Progettato dalla multinazionale Permasteelisa Group, il paramento interno è costituito da un componente vetrato ad alte prestazioni, mentre l’esterno è dato da un rivestimento attivo di oltre 10.000 lamelle mobili, azionate localmente da pistoni, le quali permettono l’ingresso o la dispersione del calore. La gestione dell’insieme è dato, nel suo complesso, da un sistema centralizzato che ne gestisce l’apertura e la chiusura. Tale facciata vetrata è protetta da un oscuramento auto-regolante in base alle condizioni d’irraggiamento e disciplinato da sensori di temperatura. Questi ultimi rilevano le differenti condizioni climatiche giornaliere e stagionali, massimizzando l’utilizzo della luce solare per il riscaldamento degli ambienti e dissipando invece il calore, grazie all’intercapedine ventilata. Il tutto è controllato da sonde collegate ad un B.M.S., Building Management System, un sistema computerizzato installato che verifica e monitora gli impianti meccanici ed elettrici dell’edificio, quali la ventilazione, l’illuminazioneimpianti termici e anti-incendio, oltre ai dispositivi di sicurezza.

 

Le facciate

 

 

 

Le lamelle vetrate

 

 

 

 

Esempio di BMS

 

 

Le 16.000 luci artificiali dell’impianto d’illuminazione, di cui l’80% è a LED, sono dotate di rilevatore di presenza e si spengono progressivamente quando la luminosità giornaliera si riduce. Il sistema d’illuminazione interno regola, quindi, l’intensità delle sorgenti in funzione della quantità di luce naturale e della presenza di persone nei locali, grazie anche all’installazione di lampade a luce dimmerizzata e di 500 sensori volumetrici. L’alimentazione di riserva è data da 4 gruppi elettrogeni, abilitati alla produzione di 6.000 kVA, a cui si aggiungono altri 4.000 kVA di alimentazione di continuità, garantita da 4 UPS da 800 kVA a cui si sommano altre UPS di piano. La Potenza Elettrica Apparente di trasformazione è data da 20.000 kVA in media e bassa tensione, in due cabine di trasformazione.

Tra le scelte progettuali volte a ridurre l’impatto energetico dell’impianto elettrico nell’edificio, particolare cura è stata data anche all’impianto di rifasamento, sia in termini di quantità che di performance. L’azienda monzese ICAR ha fornito 8 complessi di rifasamento automatico, per un totale di 4100kvar: 4 MULTImatic HP20 da 360 kvar e 4 MULTImatic HP20/S da 665 kvar. I quadri della serie HP20/S sono equipaggiati di inseritori elettronici, al fine di garantire una correzione rapida e silenziosa del fattore di potenza. Tutti i quadri sono pilotati da regolatori RPC 8BGA, in grado di monitorare le grandezze elettriche di base (corrente, tensione, fattore di potenza, energie, potenze) e le caratteristiche principali di Power Quality di corrente e tensione (THD, spettro armonico, visualizzazione della forma d’onda). Le funzionalità di aiuto alla manutenzione e le performance in ambito di comunicazione a distanza (possibilità di connessione in rete via ethernet oppure via seriale o tramite modem GSM/GPRS; funzione webserver, funzione invio SMS o e-mail su evento o con cadenza calendarizzata) lo rendono uno strumento efficace, adatto anche all’utilizzo in servizi di facility management condotti da remoto.

 

 

Multimatic-hp20

 

RPC 8BGA

 

 

Al fine di ridurre la richiesta di consumo di acqua potabile fino al 48%, è stato installato un sistema di vasche di raccolta delle precipitazioni meteoriche, utilizzate quale scarico dei wc e a fini irrigui per le aree verdi. I sensori di pioggia e le centraline intelligenti, poi, contribuiscono a ridurre i consumi generali ottimizzandoli. Riguardo l’acqua di condensa dei climatizzatori, per la raccolta sono state predisposte delle vasche di tenuta dedicate. Il grattacielo, infine, è servito da un impianto di climatizzazione geotermico, con 18 pozzi di emungimento e di restituzione in falda.

 

Gli interni hanno visto l’adozione di materiali a bassa emissione di sostanze organiche volatili, spesso responsabili di emicranie e allergie nei confronti degli occupanti dei locali in diretto contatto con gli stessi. Inoltre, è stato impiegato solo legno certificato FSC, ovvero prodotto da foreste gestite in maniera sostenibile. In tutti gli ambienti occupati sono previste portate d’aria superiori agli standard, e all’interno di tutto l’edificio vige il divieto di fumo. Prima che l’edificio venisse popolato, è stato eseguito un flush-out, ovvero un lavaggio con grandi volumi d’aria, il quale ha permesso di eliminare gli inquinanti presenti nell’aria derivanti dalle attività di costruzione. Circa i cromatismi, rilevanza è stata data all’apporto dei colori al fine di creare un ambiente di lavoro stimolante, impiegando l’arancione vivo per le pareti, sedie colorate, il legno chiaro degli arredi e le trasparenze delle pareti vetrate, oltre alla pavimentazione stessa. Per quanto concerne gli spazi per l’archiviazione, sono previste scaffalature di circa 19 m lineari caduna, composte da armadi alti 1 m e dotati di 5 ripiani. Di solito, lo spazio medio d’archivio a persona corrisponde a circa 3 scatole standard e, da ciò, si può dedurre che la filosofia lavorativa aziendale avrà un’evoluzione verso sistemi a ridotto impiego di carta, puntando sulla digitalizzazione degli archivi esistenti.

 

 

 

SPECIALE GRATTACIELO INTESA SANPAOLO
 

 

 

 

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