Il grattacielo della Regione Piemonte a Torino di Massimiliano Fuksas | Ingegneri.info

Il grattacielo della Regione Piemonte a Torino di Massimiliano Fuksas

Il primo focus sul terminando grattacielo dello studio romano Fuksas, in un confronto tutto torinese con l'appena inaugurato omologo di Intesa Sanpaolo, firmato da RPBW

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Il Grattacielo della Regione Piemonte, progettato da Massimiliano Fuksas, sorge nel quartiere di Nizza Millefonti, in un lotto adiacente alla stazione ferroviaria Lingotto di Torino un tempo occupato dall’ex FIAT Avio, delimitata tra via Nizza a Est e via Passo Buole a Sud. A seguito di un ampio programma di riqualificazione urbana condotto tramite variante urbanistica di zona (circa 193.000 m2), l’area è stata oggetto di un intervento di bonifica da reflui oleosi (lubrificanti, combustibili, processi galvanici), in quanto dismessa dalla lavorazione industriale meccanica. Ad oggi, parte della superficie ospita gli spazi espositivi e congressuali dell’Oval, 20.000 m2 realizzati per ospitare le attività dei XX Giochi Olimpici invernali del 2006 e progettati dallo studio statunitense HOK Sport Ltd.
L’idea di racchiudere in un’unica sede le 32 filiali distaccate della Regione Piemonte venne espressa nel 2001, a seguito di un bando di concorso internazionale ad inviti (in cui figuravano Hiroshi Hara, Jean Nouvel, Architecture Studio, Jean Pierre Buffi, Paczowski e Fritsch, Luigi Quaranta, Claude Vasconi), il quale prevede la suddivisione della zona urbana di trasformazione in 6 Comprensori, così ripartiti:
– Comprensorio 1: connessione con il Centro Espositivo del Lingotto;
– Comprensorio 2: edificio a torre della Regione Piemonte;  
– Comprensorio 3: parco urbano (25.000 m2);
– Comprensorio 4: abitazioni (con diritti edificatori privati della Regione Piemonte);
– Comprensorio 5: negozi e servizi ricettivi (con diritti edificatori privati della Regione Piemonte);
– Comprensorio 6: abitazioni e servizi (con diritti edificatori privati di R.F.I. SpA e F.S. Sistemi Urbani Srl).
Courtesy of Regione Piemonte
La torre, a pianta quadrata di lato 45 m e alta 209 m, consta di 41 piani in elevazione e 2 di interrati, il cui interpiano misura 4,30 m per una superficie complessiva di 70.000 m2. Il progetto comprende anche parcheggi privati per 39.000 m2, con circa 1.300 posti auto ad esclusivo uso regionale. In sommità è previsto un frutteto pensile di 1.600 m2, senza copertura ma protetto lateralmente da vetrate alte 20 m. Esso sembra configurarsi quale un ideale omaggio al passato edile delle torri medioevali italiane, tra cui quella simbolo di Guinigi a Lucca, ospitante proprio alcuni lecci sulla pertinente copertura. Così come nell’edificio toscano, all’ultimo piano della rispettiva torinese sarà possibile godere di una vista pubblica privilegiata sulla città, ad oggi detenuta solamente dalla Mole Antonelliana e dal recente Grattacielo Intesa Sanpaolo. Divenendo così, a tutti gli effetti, un auto-assunto landmark urbano per la propria imponenza fisica, la costruzione è stata oggetto di V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica), al fine di comprendere i nuovi rapporti che si andranno ad instaurare con il contesto prossimo, la città storica, le viste dalle colline (tra cui Cavoretto) e dai percorsi fluviali. Tale valutazione è stata condotta in partnership tra la Sopraintendenza Beni Architettonici e Culturali del Piemonte, il Politecnico di Torino e la stessa Regione Piemonte.
La Torre Guinigi a Lucca
Il grattacielo, a partire dalle sue fasi iniziali, è stato progettato valutandone il ciclo-vita (Lyfe Cycle Assessment), oltre a tutti gli impatti ambientali connessi fino alla dismissione dall’utilizzo. Sono stati oggetto di verifica e controllo i materiali da costruzione impiegati nella costruzione, la loro riciclabilità e il relativo consumo energetico, dalla produzione del manufatto al conferimento in discarica o al riciclo (Embodied Energy). Dal punto di vista tecnologico, l’edificio prevede una produzione energetica integrata. Esso accoglie un impianto fotovoltaico di 1.000 m2, costituito dall’assemblaggio di moduli di silicio amorfo semitrasparente, integrati nella facciata sud, i quali sfruttano la radiazione solare incidente per la produzione di energia elettrica. Essi saranno in grado di produrre 76,5 MWh nel corso dell’anno, riducendo le emissioni di anidride carbonica di circa 40 tonnellate annue. 
In sommità, sono installati collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria, mentre ad ogni piano il riscaldamento è assicurato dalla presenza di pannelli radianti a soffitto con fluido vettore ad acqua. Parte di questo sistema integrato è costituito dalla produzione di acqua calda/fredda per la climatizzazione grazie all’uso combinato di pompe di calore geotermiche, abbinate al teleriscaldamento. Tale configurazione centripeta degli uffici regionali in un’unica sede permetterà di ridurre gli spostamenti veicolari tra i vari uffici, con un minore carico ambientale in termini di emissioni di gas serra e di componenti volatili. Essa razionalizzerà, inoltre, tempi e costi degli spostamenti del personale impiegato (circa 2.600 dipendenti), migliorando la gestione delle attività amministrative. Il protocollo ITACA, strumento per la certificazione del livello di sostenibilità ambientale, è stato applicato all’edificio sia in fase di costruzione che in quella di regime, valutando l’opera, nella condizione preliminare di progetto, 3,4 punti su 5.
Courtesy of Regione Piemonte
Le vetrate, fornite da Schüco Italia, sono andate a costituire l’involucro esterno trasparente della torre. Costituite da pannelli modulari di dimensioni 1.500×4.270 m, spessore 330 mm, la cui altezza è esattamente quella del piano tipo, sono stati sollevati alla quota di posa mediante l’impiego di autogru. Le specchiature esterne, che formano la barriera protettiva alle condizioni meteorologiche, sono composte da una vetrocamera extrachiaro (trasmittanza termica Ug= 1,2 W/m2K; fattore solare g= 37%; trasmissione luminosa Tl= 61%). L’intercapedine è equipaggiata con una tenda a rullo microforata, in tessuto di cotone e fibra di vetro, il cui funzionamento automatizzato permette il bilanciamento del contributo della luce naturale all’illuminazione degli ambienti. Essi, dotati di punti luce regolabili nell’intensità luminosa, sono controllati dal sistema di supervisione impiantistica, in modo da ottimizzarne i consumi. Il vetro interno (Ug= 5,4 W/m2K; g= 83%; Tl= 91%) è del tipo extrachiaro. 
Ognuno di essi è reso solidale al solaio di pertinenza grazie all’impiego di piastre metalliche e 4 giunzioni bullonate, così come ai pannelli sottostanti e laterali, grazie a profili metallici opportunamente previsti sui fianchi di ciascuno. Il sistema utilizzato è stato sviluppato e collaudato per conto di Teleya – la società incaricata della fornitura e della posa in opera delle facciate – nello stabilimento Schüco Italia di Padova. Anche le finiture saranno a “chilometro zero”: al piano terra sono previsti pavimenti in marmo verde Alpi mentre l’esterno sarà in pietra di Luserna.
Courtesy of Regione Piemonte
Il finanziamento della torre è stato stipulato mediante un contratto di leasing immobiliare in costruendo, saldabile grazie a 3 fonti di ricavi interconnesse. Precisamente, essi deriveranno dai risparmi dovuti alla cessazione dei contratti d’affitto, dalla vendita d’immobili di proprietà regionale (tra cui quelli di c.so Bolzano n. 44, di via Principe Amedeo e di Piazza Castello n. 165) e dai diritti edificatori dell’area. La sola risoluzione dei canoni d’affitto immobiliare e l’incremento dell’efficienza produttiva sono stimabili in 100 milioni di euro, a cui se ne sommano altrettanti legati ai diritti edificatori e alla vendita degli immobili patrimoniali, per un totale stimato di 300 milioni. Nel 2012, la costruzione del grattacielo venne aggiudicata a una cordata d’imprese, che avanzò un’offerta economica di 202,3 milioni di euro rispetto ad una a base gara di 255,9. Ad oggi, i costi pare ammontino a circa 300 milioni di euro, IVA compresa.
Per ogni ulteriore informazione circa il team regionale, le imprese coinvolte e le news relative si consiglia di consultare il sito web
Committente: Regione Piemonte
Responsabile del procedimento: Arch. Luigi Robino;
Progetto Architettonico: studio Fuksas;
Ingegneria: AI Engineering / AI Studio, Studio Sarti, Manens TIFS, Geodeta, Speirs & Major Associates;
Direzione lavori: Ing. Carlo Savasta;
Associazione Temporanea Imprese: Coopsette (capogruppo), C.M.B., Unieco, De-GA, Kopa Engineering, Idrotermica;
Facciate: Teleya;
Sistemi di facciata: Schüco Italia.

L’autore


Fabrizio Aimar

Architetto libero professionista, si laurea a pieni voti presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Torino. Ha collaborato in un noto studio di ingegneria civile ed infrastrutturale di Torino, redigendo progetti esecutivi e costruttivi in supporto a note firme di architettura internazionali (Jean Nouvel, Renzo Piano, Mario Cucinella, Aymeric Zublena). Ha inoltre collaborato al progetto costruttivo architettonico del Grattacielo Intesa Sanpaolo di RPBW, sempre per uno studio torinese. Dal 2009 è firma della rivista “Il Giornale dell’Architettura”. Dal 2010 è membro della commissione cultura dell’Ordine degli architetti P.P.C. della Provincia di Asti. Nel 2014 è firma della rivista coreana di architettura “C3”.

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