Il Muse, Museo delle Scienze di Trento, verso l'inaugurazione | Ingegneri.info

Il Muse, Museo delle Scienze di Trento, verso l’inaugurazione

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Aprirà i battenti sabato prossimo, 27 luglio 2013, il Muse, il nuovo Museo delle Scienze di Trento, con una grande festa ricca di eventi che durerà dalle ore 18 fino alla stessa ora del giorno successivo. L’apertura del museo è un appuntamento atteso da dieci anni, “un sogno che si realizza” per offrire un luogo dedicato alla cultura scientifica di altissimo livello, innovativo per contenuti, modalità di fruizione e linguaggio.

Obiettivo primario del Muse è infatti quello di lanciare un nuovo modo di confrontarsi con il pubblico attraverso exhibit multimediali, giochi interattivi, sperimentazioni nei laboratori aperti al pubblico, interdisciplinarietà, in un innovativo intreccio tra cultura e “fare” per dar vita a strumenti di apprendimento informale. Il nuovo museo coniuga i contenuti e il tradizionale approccio dei musei di storia naturale con i nuovi temi e le modalità di interazione con il visitatore dei più moderni science centre.

Innovativo anche nella progettazione architettonica, il Muse porta la firma di Renzo Piano, che ha ideato un edificio caratterizzato dai più innovativi criteri di sostenibilità ambientale e di design. Il profilo della struttura gioca con dei rimandi alle montagne circostanti, un equilibrio tra vuoti e pieni che aggiunge fascino e valore a tutto l’apparato espositivo. Realizzato secondo criteri di eco-compatibilità, è un modello che traccia una via da seguire per l’economia verde e il risparmio energetico.

La struttura progettata e realizzata dallo studio Renzo Piano Building Workshop è un fiore all’occhiello dell’architettura italiana. Il suo profilo richiama le montagne circostanti e la stessa organizzazione su più piani del percorso di visita è una sorta di metafora dell’ambiente montano. Il Muse nasce anche all’interno di un contesto urbanistico e paesaggistico frutto di un’unica visione progettuale che ha l’ambizione di identificarsi come una rilevante riqualificazione urbana di queste parte della città, verso il suo fiume.

Il Muse appoggia le sue radici nel Museo Tridentino di Scienze Naturali, istituito verso la metà del 1800 in forma di museo civico, e si inserisce, all’inizio dello scorso decennio, nel progetto di rigenerazione dell’area industriale dismessa Michelin, al centro di una riflessione sul suo destino urbanistico dal 2001.

La concezione urbanistica dell’intero intervento si propone di ricreare un vero e proprio frammento di città, con le sue articolazioni, le sue gerarchie e la sua complessità funzionale. Qui troveranno spazio funzioni commerciali, residenziali e di terziario, nonché quelle di interesse pubblico delle quali il Muse costituisce la maggiore espressione. Assieme al parco pubblico di 5 ettari, il museo “abbraccia” fisicamente l’intero nuovo quartiere divenendo allo stesso tempo importante magnete urbano per l’intera città. Un abbraccio, questo, sottolineato anche dal tema dell’acqua, che in forma di canale attraversa da sud a nord l’intera area, per poi duplicare, come riflesse in uno specchio, le forme del museo..

L’edificio del museo si sviluppa in pianta su una lunghezza massima (est/ovest) di 130 metri fuori terra e una larghezza massima (nord/sud) di 35 metri. L’edificio sviluppa le sue funzioni in 2 livelli interrati e 5 livelli fuori terra (compreso il piano terra). Tutti i piani fuori terra, più il -1, accolgono sia funzioni destinate al pubblico sia attività amministrative di servizio e di ricerca. Il -2 è destinato essenzialmente a parcheggio.

L’idea architettonica nasce dalla ricerca di una giusta mediazione tra bisogno di ampia flessibilità di allestimento degli spazi, tipica di un museo di nuova generazione, e risposta, precisa e coerente nelle forme, ai contenuti scientifici del progetto culturale. L’edificio è costituito da una successione di spazi e di volumi, di pieni e di vuoti, adagiati su un grande specchio d’acqua sul quale sembrano galleggiare. Il tutto è tenuto insieme, in alto, dalle grandi falde della copertura che ne assecondano le forme, diventando elemento di forte riconoscibilità.

Le tecniche costruttive perseguono la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico con un ampio e diversificato ricorso alle fonti rinnovabili e ai sistemi ad alta efficienza. Sono presenti pannelli fotovoltaici e sonde geotermiche che lavorano a supporto di un sistema di trigenerazione centralizzato per tutto il quartiere. Il sistema degli impianti per il funzionamento dell’edificio è centralizzato e meccanizzato. Il sistema energetico è accompagnato da un’attenta ricerca progettuale sulle stratigrafie, sullo spessore e la tipologia dei coibenti, sui serramenti e i sistemi di ombreggiatura, al fine di innalzare il più possibile le prestazioni energetiche dell’edificio.

Un sofisticato sistema di brise soleil e di tende comandate da sensori di temperatura e di irraggiamento solare viene gestito in automatico per ridurre l’irraggiamento nelle ore estive e facilitarlo durante le giornate invernali. L’illuminazione e la ventilazione naturale, in alcuni spazi, permettono la riduzione dei consumi e la realizzazione di ambienti più confortevoli. Il sistema impiantistico fa inoltre uso di accorgimenti che aumentano le forme di risparmio energetico: ad esempio, la cisterna per il recupero delle acque meteoriche che vengono utilizzate per i servizi igienici, per l’irrigazione della serra, per alimentare gli acquari e lo specchio d’acqua che circonda l’edificio. Complessivamente il risparmio di acqua d’acquedotto è di circa il 50%.

Nella costruzione vengono privilegiati materiali di provenienza locale per limitare l’inquinamento dovuto al trasporto. Il criterio della sostenibilità e del minor impatto trova un’applicazione particolare e per certi versi curiosa nella scelta di utilizzare il bambù di produzione italiana come legno per la pavimentazione delle zone espositive.

Grazie alla collaborazione con il Distretto Tecnologico Trentino, il progetto dell’edificio è stato sottoposto alle procedure per il raggiungimento della certificazione Leed Gold. Il progetto prevede infine la realizzazione di un parcheggio per le biciclette, con spogliatoi e docce, e un numero limitato di posti auto per incentivare l’utilizzo di trasporto pubblico da parte dei visitatori. Il museo, collocato nei pressi della ciclabile, potrà essere raggiunto agevolmente servendosi delle due ruote.

Guarda la gallery dedicata alle fasi di allestimento (Photocredit: Claudia Correnti) e la gallery dedicata all’edificio (Photocredit Alessandro Gadotti archivio Trento Futura)

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