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Il Polo della Meccatronica di Rovereto svela i suoi ‘segreti’

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Ha aperto per la prima volta le porte a progettisti, esperti e cittadini interessati a scoprire la più grande sopraelevazione in legno mai realizzata in Trentino

È la più grande sopraelevazione in legno mai realizzata in Trentino: 18 mila metri cubi di volume, 1.500 metri cubi di abete proveniente dai boschi della val di Fiemme, 1.200 metri cubi di pannelli X-Lam realizzati a Cavedine, 410 finestre in legno.

L’edificio produttivo del Polo della Meccatronica di Rovereto, i cui lavori si concluderanno a inizio novembre, ha aperto per la prima volta le porte a progettisti ed esperti ma anche a cittadini interessati a scoprirne i segreti della parte in legno costruita secondo i requisiti fissati dal regolamento tecnico di certificazione Arca. Una costruzione, quella commissionata da Trentino Sviluppo, che combina un’elevata sostenibilità ambientale – il legno utilizzato per costruirlo ricresce nei boschi trentini in appena 18 ore – a notevoli performance di efficienza energetica, isolamento acustico e di resistenza a fuoco e terremoti.

Il Parco Tecnologico, grande edificio di 20 mila metri quadrati su tre piani dove già in autunno Trentino Sviluppo ospiterà le aziende che daranno vita alla prima cellula produttiva del Polo Meccatronica, è già di per sé una struttura in grado di garantire un’elevata flessibilità di utilizzo, grazie a una maglia strutturale di 6 metri per 12 metri, all’altezza rispettivamente di 6 metri al piano interrato e 5 metri a piano terra, e alle portate dei solai, in grado di sostenere rispettivamente fino a 3.000 e 1.000 chilogrammi a metro quadrato. Il tutto garantendo il massimo livello di sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di raggiungere gli standard top “Platinum” fissati dal protocollo Leed.

Ma il suo cuore “verde” batte in particolare nella sopraelevazione, cinque edifici interamente costruiti in legno – 18 mila metri cubi di volume, 3.500 metri quadrati di superficie utile – che saranno adibiti a uffici. La Provincia autonoma di Trento e Trentino Sviluppo hanno così voluto subito sperimentare, su un proprio cantiere, gli standard fissati dal regolamento tecnico Arca, primo sistema di certificazione in Italia per le costruzioni con struttura portante in legno.

Per costruirla il pool di imprese guidate da Collini Lavori hanno impiegato 7.400 metri quadrati di X-lam, cioè pannelli prefabbricati a strati incrociati, realizzati nello stabilimento Essepi XXL di Cavedine, che a sua volta per produrre i 1.200 metri cubi di pannelli ha utilizzato 1.500 metri cubi di assi di abete Fiemme certificato Fsc provenienti da Ziano e, precisamente, dalla segheria della Magnifica Comunità di Fiemme. Un esempio di filiera corta, a “chilometro zero”, dato che i mezzi pesanti hanno percorso complessivamente meno di 200 chilometri per trasportare i tronchi dal bosco alla segheria, da questa allo stabilimento che li ha trasformati in pannelli e poi fino al cantiere di Rovereto per la posa in opera di pareti e solai.

C’è poi il legno utilizzato per costruire le 410 finestre, ma anche i 5.855 metri quadrati di listoni, i 4.000 mq di tavolato, i 798 mq di perline in legno di abete e i 163 metri cubi di travi utilizzati per la copertura.

Il cantiere, i cui lavori sono iniziati il 10 settembre 2012, verrà consegnato il 5 novembre prossimo in appena 421 giorni consecutivi di lavoro. Ma il ritmo di avanzamento della sopraelevazione in legno è ancora più importante: la posa, iniziata il 19 marzo 2013, si è conclusa il 23 aprile scorso, con il cantiere che è avanzato di 260 metri cubi (o 65 metri quadrati) al giorno. Una velocità di costruzione resa possibile dalla prefabbricazione dei pannelli X-Lam.

La progettazione e realizzazione secondo i parametri di qualità certificati da Arca, che dal livello iniziale Silver dovrebbero salire al Gold, garantirà inoltre performance di assoluto rilievo. I primi test già effettuati dai tecnici di Cnr-Ivalsa e dall’organismo terzo di certificazione Tuv Italia evidenziano valori di permeabilità all’aria molto al di sotto dei minimi richiesti dallo standard PassivHaus e dalla normativa provinciale per la classe energetica A+, così come i test acustici stanno confermando valori di comfort di assoluto rilievo. L’edificio in legno è R60, quindi garantito per resistere senza crolli strutturali per 60 minuti in caso di incendio, ed è praticamente indistruttibile per quanto riguarda la resistenza ai terremoti.

Ma la parte dove il legno dà indubbi vantaggi dal punto di vista economico è quella che riguarda l’efficienza energetica. Le pareti esterne sono protette da uno strato isolante di 8+6 centimetri di spessore in fibra di legno, a cui si va a sommare il pacchetto strutturale del legno (anch’esso con buona proprietà isolanti) ed uno strato di 4 centimetri interno di lana di roccia; il risultato è una trasmittanza termica di 0,16 W/mqK, contro i 0,34 W/mqK previsti dalla normativa. Anche i serramenti esterni garantiscono ottimi valori di isolazione e sono dotati di frangisole per contenere l’irraggiamento solare durante i mesi estivi.

Il tutto all’insegna della sostenibilità. Da un’elaborazione realizzata da Marco Fellin, ricercatore del Cnr-Ivalsa, su dati forniti dal Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento, è stato infatti calcolato che i 2.100 metri cubi utilizzati per realizzare la parte strutturale dell’edificio corrispondono alla quantità di legno che ricresce nei boschi trentini in 18 ore e 36 minuti. In meno di una giornata le foreste trentine producono in maniera del tutto naturale e sostenibile l’intera quantità di legno necessaria per costruire i 18 mila metri cubi dell’intera sopraelevazione in legno, ovvero 3.500 metri quadrati di uffici.

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