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Il recupero strutturale del legno

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Il legno è un materiale naturale con una valenza costruttiva tutt’altro che trascurabile, prova ne siano le maestose capriate lignee che sovrastano le navate di alcuni edifici di culto appartenenti al patrimonio architettonico italiano, elemento che è da ricollegarsi alla sua facile reperibilità, soprattutto in passato, con conseguente ampio impiego nella realizzazione di solai lignei e di tetti a falde negli edifici murari.

L’abbinamento muratura – legno è immediato: difatti, nelle abitazioni antecedenti la nascita dei materiali moderni, è sufficiente  alzare lo sguardo al soffitto per osservare l’intradosso composto da travetti e tavolati lignei. Nello spirito di mantenere e conservare correttamente queste strutture, pertanto, è assolutamente necessario conoscere il legno quale materiale costruttivo.

L’aggettivo “naturale” racchiude in sé una serie di caratteristiche non banali quali, ad esempio. la manutenzione, la salubrità, i difetti e il comportamento meccanico, intendendo sia la resistenza sia la deformabilità. Preliminarmente a qualsiasi intervento di consolidamento o restauro è necessario  indagare la “salute” del legno, ovvero eliminare l’ipotesi di degrado biologico, causato da agenti patogeni che si sono insinuati nello spessore dell’elemento ligneo.

Le soluzioni, non banali, dipendono in prima battuta dalla profondità dell’attacco: qualora il fenomeno sia localizzato si può intervenire mediante l’utilizzo di impregnanti, ovvero rimuovendo parzialmente o integralmente la parte interessata. In questo ultimo caso, qualora si desiderasse procedere a un intervento di natura conservativa, occorrerà sostituire l’elemento con uno appartenente allo stesso materiale, eventualmente lamellare, al fine di non snaturare il contesto in cui è inserito. Volendo esemplificare, nel caso di una capriata lignea, qualora fosse danneggiata la testa della trave è consigliabile che la sua eventuale sostituzione non alteri il comportamento strutturale, sia dell’elemento costituente che dell’intera struttura, ovvero che le distribuzioni di carico e le condizioni di vincolo non mutino significativamente e a sfavore della sicurezza.

In altro contesto, nel caso si proceda ad un’operazione di fasciatura, è importante evitare di racchiudere il legno all’interno di materiali che possano impregnarsi di umidità, ovvero che favoriscano la formazione di condensa. Non sono solo le caratteristiche intrinseche ad incidere sul comportamento strutturale del legno: un aspetto fondamentale e da non sottovalutare è il cambio di destinazione d’uso che può avere interessato l’edificio durante la sua vita. Tale fattore incide sulla rigidezza, ma anche sulla resistenza dell’elemento strutturale solaio e sui suoi elementi costituenti.

La manifestazione più evidente corrisponde ad un’elevata inflessione delle travi lignee, a seguito di un incremento di carico avvenuto nel corso degli anni: in questo caso occorre ridurre l’entità del carico, affiancando agli elementi esistenti altri che aiutino a sopportare meglio le sollecitazioni indotte o, più semplicemente e sempre che gli spazi lo consentano, introdurre travi rompitratta o sospensioni intermedie o saette, che diminuiscano la luce libera d’inflessione delle travi, creando così ulteriori punti di appoggio.

Negli ultimi decenni l’affermarsi della bioedilizia, da un lato, nonché il miglioramento della produzione, dall’altro, ha fatto sì che il legno si prestasse a essere utile al recupero oltre che un materiale da recuperare e consolidare. Tale sviluppo, inoltre, è stato affiancato da un supporto normativo a livello di legislazione sia nazionale sia europea. La produzione di legno lamellare e l’affinamento di questa tecnologia hanno permesso di sfruttare al meglio un materiale naturale, di semplice montaggio e con caratteristiche meccaniche ben definite.

In ultimo, ma non per questo elemento meno importante, il legno lamellare (sigla GL) è noto per essere un buon isolante termico, acustico ed elettrico ed i suoi molteplici impieghi, a partire da interventi locali sino a elementi di più ampio respiro, garantiscono un impatto visivo e ambientale armonioso con il contesto circostante.

Tra tali usi è il caso di ricordare il rivestimento di travi a vista o la sostituzione di una copertura lignea a falde, sottolineando che, in questo ultimo caso, i vantaggi nell’utilizzo della struttura lignea sarebbero duplici: minimo incremento dei carichi verticali ed un mantenimento dello stile costruttivo preesistente.

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