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Il sistema impermeabilizzante per il verde pensile

Verde pensile e sistema impermeabilizzante: prodotti evoluti per evitare le infiltrazioni d’acqua

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Nella realizzazione di un sistema a verde pensile, il sistema impermeabilizzante rappresenta uno degli strati funzionali fondamentali al fine di evitare il pericolo delle infiltrazioni d’acqua.
Parliamo di sistema impermeabilizzante, piuttosto che semplicemente di membrana, poiché il sistema porta con sé una serie di elementi, di lavorazioni e di ritrovati tecnici che superano la semplice posa di uno strato.

Paoli e Mazzola 3_FIG 1_Copertura verde pensile, Centro San Valentino (TA), progetto Emilio Ambasz (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

Copertura a verde pensile, Centro residenziale San Valentino, Taranto, progetto architettonico di Emilio Ambasz (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

Gli elementi che lo compongono sono:
• barriera al vapore;
• strato di separazione;
• pendenziamento;
• coibentazione;
• primer (se necessario);
• manto impermeabile;
• ancoraggi meccanici (se necessari);
• protezione antipunzonante;
• bocchettoni e recettori di acqua meteorica;
• lattoneria protettiva e banda del sole.
La scelta di un adeguato sistema impermeabilizzante è la base fondamentale per la realizzazione del verde tecnico su solai.

Elemento cardine del sistema impermeabilizzante è la membrana o manto impermeabile. La scelta del manto impermeabile può essere effettuata tra un’ampia gamma di prodotti, appartenenti a tre grandi categorie:
• guaine fluide;
• guaine bituminose;
• guaine sintetiche.
Occorre inoltre prevedere una protezione antiradice.

Per evitare danni irreparabili allo strato impermeabilizzante della copertura e non pregiudicarne la funzione, è necessario introdurre una barriera alla forza punzonante dell’apparato radicale della vegetazione. Ciò si può ottenere sia utilizzando guaine impermeabili con proprietà antiradice, sia inserendo una vera e propria membrana antiradice. Avendo la funzione di proteggere lo strato impermeabilizzante dall’aggressione degli apparati radicali, la membrana antiradice va collocata al di sopra dell’impermeabilizzazione.

Tali membrane devono avere caratteristiche di elevata resistenza meccanica, flessibilità e buona aderenza al supporto, resistenza all’invecchiamento e non devono contenere sostanze dannose sia per le piante sia dal punto di vista ecologico).
La protezione antiradice è indispensabile in tutti i casi di inverdimenti sia di tipo intensivo che di tipo estensivo. Deve essere garantita per almeno dieci anni.

Può essere inoltre opportuno inserire anche uno strato di protezione per proteggere l’impermeabilizzazione del tetto e la membrana antiradice da sollecitazioni di tipo statico, dinamico, termico e meccanico, ad esempio per il calpestio dovuto alla presenza di operai in cantiere durante le fasi di lavorazione e costruzione.

A tal fine possono essere utilizzati materiali diversi:
• geotessili e tessuti di protezione di diverse grammature (400-1000 g/mq per verde intensivo; 90-300 g/mq per verde estensivo);
• solette di protezione gettate in opera, quali massetti di pendenza.

Talvolta la presenza dello strato drenante sovrastante garantisce la protezione necessaria.
Poiché in presenza di pacchetti verdi su superfici impermeabilizzate uno degli aspetti più delicati è quello delle possibili infiltrazioni d’acqua (dovute a errori nella posa o danneggiamenti della guaina impermeabile), risultano senz’altro molto utili i sistemi di monitoraggio delle infiltrazioni d’acqua. La ricerca del danno e l’individuazione del punto da riparare possono essere complicati a causa del gioco di pendenze della copertura. Ciò rappresenta uno dei rischi più seri per la perfetta riuscita di un progetto.

Oggi esistono degli innovativi sistemi di diagnostica delle infiltrazioni attraverso il manto impermeabile che si basano sulla ricerca elettronica legata alla generazione di impulsi elettrici. A contatto con la stratigrafia impermeabile umida o bagnata, un opportuno cablaggio costituisce il polo negativo. Il fabbricato stesso costituisce il polo positivo. L’individuazione della direzione del flusso di corrente a 40 Volt consente di localizzare l’eventuale infiltrazione in maniera precisa. La corrente infatti privilegia la via più semplice verso terra e nel caso di presenza di punti di infiltrazione il flusso avviene proprio attraverso di essi. Il sistema è efficace per campiture non maggiori di 600 metri quadrati.

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