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Infrastrutture scolastiche, a Udine nasce la “scuola 2.0”

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Una “scuola 2.0”, in cui generare un circolo virtuoso tra le nuove esigenze spaziali e funzionali di una didattica innovativa e l’uso delle tecnologie informatiche più evolute. È il cuore del progetto pilota che prenderà corpo presso l’Isis Malignani di Udine, e che fa parte del “Programma per la riqualificazione delle infrastrutture scolastiche del Paese” promosso da Ispredil, Istituto Promozionale per l’Edilizia S.p.A., società operativa dell’Ance (Associazione Nazionale dei Costruttori Edili). Un progetto che rivela la sua capacità innovatrice fin dalla modalità di finanziamento, che prevede la confluenza di investimenti tra pubblico e privato, e che Maria Grazia Esposito, ad di Ispredil, ha descritto come “il primo esempio concreto in cui imprenditori privati e istituzioni hanno trovato un punto di incontro per trasformare un progetto in un vero e proprio edificio di scuola 2.0”. Grazie a un proficuo dialogo con le amministrazioni e le forze economiche del territorio, infatti, l’Isis Malignani ospiterà, oltre al servizio dell’istruzione pubblica, un Centro Ricerche e altre attività che contribuiranno alla sostenibilità del progetto.

Partendo dalle esigenze di ampliamento degli spazi dovute alla crescita delle iscrizioni negli ultimi anni, il progetto è pensato come manifesto di “un modo nuovo di concepire la scuola, vista come luogo di apprendimento, di scambio di esperienze e di apertura al mondo”. Nel progetto si cerca di superare la rigida concezione di spazi meramente didattici per arrivare ad “un luogo nel quale ambienti formali ed informali si compenetrino, nel quale il confort sia massimo così come la possibilità di interagire tra gli studenti e la società, che solitamente sta al di fuori della scuola”.

In termini progettuali, il fabbricato si presenta come una “forma libera”, con gli spazi esterni ed interni che si compenetrano, il verde che sale sull’edificio per diventare copertura praticabile e fruibile, spazi esterni circoscritti dalle aule che diventano essi stessi “luoghi didattici all’aperto”, utilizzo di materiali naturali per la costruzione dell’edificio e di fonti rinnovabili per il suo fabbisogno energetico. A guidare le linee guida del progetto un’idea di sostenibilità non solo ambientale, ma anche “sociale”, un luogo nel quale lo scambio personale e di conoscenza a tutti i livelli sia coerentemente ricercato.

L’edificio è stato progettato per ospitare fino a 700 studenti su una superficie complessiva di 5.700 m2, tra superficie scolastica e spazi per altre funzioni. L’investimento complessivo del progetto è stimato in 11,5 milioni di euro. Proprio in virtù dei percorsi didattici specifici del Malignani e delle altre strutture, si prevede di correlare le attività dei diversi laboratori con il cuore gestionale della struttura, ipotizzando l’inserimento di simulatori e di un nuovo centro tecnologico per garantire le attività di modellazione e simulazione previsionale, oltre ad attività di alta formazione professionale.

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