L’involucro vetrato che salva gli uccelli | Ingegneri.info

L’involucro vetrato che salva gli uccelli

Le facciate in vetro sono un pericolo per i volatili? Un nuovo materiale per le superfici consente di risolvere il problema. L’approfondimento dall’eBook “Nuovi materiali per il building”

Ornilux - Mikado - Visto dagli uccelli © Arnold Glas
Ornilux - Mikado - Visto dagli uccelli © Arnold Glas
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L’innovazione tecnologica nell’edilizia contemporanea sta comportando una autentica rivoluzione nei processi di progettazione e di costruzione, e molto di questa si gioca riguardo al nuovo uso di diversi materiali in ambito edile. Al fine di indagare tali innovazioni, frutto di ricerca applicata e attenzione al mondo del naturale che quotidianamente ci circonda, Fabrizio Aimar torna con una nuova collana di eBook, dopo il successo editoriale della precedente trilogia su “Edifici Alti e Grattacieli”. Il nostro autore approfondisce il tema dei nuovi materiali partendo da un quadro normativo di insieme, a cui segue una curata panoramica sulle tipologie di materiale ad oggi impiegate e quelle di potenziale applicazione. Il tutto viene condotto partendo da un inquadramento delle possibilità di ogni materiale, al fine di porre in luce la loro applicabilità, a cui seguono specifiche pratiche e prestazionali.

Per approfondire, leggi anche l’articolo “Coibentare con la fibra di alga marina è possibile: ecco come

Tre sono gli ambiti principali di intervento individuati nella collana: i nuovi materiali ad uso strutturale, i nuovi materiali per l’isolamento e, ora, i nuovi materiali per le superfici. Come enunciato nel prodromo alla pubblicazione, l’ebook intende analizzare proprio le nuove opportunità offerte dalla tecnica e dalla scienza dei materiali all’apparato architettonico, impiegate, in questo caso, per le superfici. I temi trattati vanno dal riuso dei pneumatici alla bio-mimesi/blue economy, passando per le nuove tecnologie utili all’ingegneria climatica, con significativi riferimenti al riciclo e al riuso, questi ultimi condotti tramite specifiche tecniche dei prodotti. La pubblicazione, così come l’intera trilogia, è pensata sia per il mercato del settore privato, sia per il comparto pubblico. Per acquistare l’eBook, cliccate sul box sottostante. Dopo il box, ecco un estratto dedicato al prodotto “Ornilux”.

“Ornilux”
Negli edifici di architettura contemporanea, molto spesso il vetro viene utilizzato con grande profusione di materiale, in modo tale da sfumare sempre più il confine tra interno ed esterno.
Sebbene tale volontà sia apprezzabile nei termini di qualità della vita che assicura (quale maggiore luminosità degli ambienti, leggerezza del costruito ecc.), vi sono alcuni problemi legati proprio alla sua natura, sia per l’uomo che per l’animale.
Per quest’ultimo, e in modo particolare per i volatili, le grandi superfici vetrate risultano essere a loro poco visibili, con rischi reali di creare ostacoli al volo traducibili in impatti violenti contro di esse.
Le collisioni possono arrecare traumi, ferimenti, fratture ossee o, nei casi peg-giori, anche provocare la morte dell’esemplare, stimabili in oltre 300 milioni di esemplari a livello mondiale a causa degli habitat antropizzati.
Per ovviare a tutto ciò, l’azienda Arnold Glas ha sviluppato “Ornilux”, ossia un vetro protettivo per l’incolumità degli uccelli costituito da un rivestimento riflettente agli UV che lo rende visibile ai volatili, ma quasi del tutto trasparente all’occhio umano.
Questi è disponibile sia in vetri stratificati che bassoemissivi, così come in quelli a controllo solare, combinando l’efficienza energetica alla prevenzione del 70% degli impatti dei volatili.
Tale sensibilità verso l’ambiente animale è stata riconosciuta e premiata dal protocollo LEED del US Green Building Council, il quale codifica tale scelta all’interno del proprio sistema di rating (LEED Pilot Credit 55: Bird Collision Deterrence) sia negli edifici esistenti che di nuova costruzione.
Il credito sottolinea la necessità di realizzare una sorta di “rumore visivo”, vale a dire modelli ottenibili utilizzando materiali aventi colore, consistenza, opacità o variazioni ultraviolette che gli uccelli possano riconoscere.
Queste barriere visive creano ciò che è equiparabile ad una “fantasia” di linee, sia parallele in orizzontale (ogni 5 cm) che in verticale (ogni 10 cm), incrociate tra loro (“Mikado”) o puntinate.

Qui sopra un pannello Ornilux come risulta visibile all’occhio umano, mentre nella foto sotto, come questi viene percepito dai volatili grazie alla fantasia “Mikado” (per gentile concessione di Ornilux – Arnold Glas)

Qui sopra un pannello Ornilux come risulta visibile all’occhio umano, mentre nella foto sotto, come questi viene percepito dai volatili grazie alla fantasia “Mikado” (per gentile concessione di Ornilux – Arnold Glas)

Ornilux - Mikado - Visto dagli uccelli © Arnold Glas

Ornilux – Mikado – Visto dagli uccelli © Arnold Glas

I tracciati si ispirano ai filamenti delle ampie ragnatele tessute da oltre 3.000 specie dei ragni Orb, le quali riflettono i raggi UV onde evitare che uccelli di grandi dimensioni e vespe possano distruggerle col loro transito.
Allo stesso modo, infatti, tali vetri adottano questa tecnologia al fine di assicurare la vita degli artropodi, rendendole loro visibili e riconoscibili.
“Ornilux” contempla il rivestimento dei vetri temperati aventi dimensioni massime pari a 2.700 x 5.000 mm, così come in laminati temperati dalla geometria massima di 2.600 x 5.000 mm.

In questa foto, applicazione pratica del pannello Ornilux in un’abitazione privata in Germania, mentre nella foto in basso, il dettaglio del medesimo pannello nella fantasia “Mikado” (per gentile concessione di Ornilux – Arnold Glas)

In questa foto, applicazione pratica del pannello Ornilux in un’abitazione privata in Germania, mentre nella foto in basso, il dettaglio del medesimo pannello nella fantasia “Mikado” (per gentile concessione di Ornilux – Arnold Glas)

Ornilux - Mikado © Arnold Glas

Ornilux – Mikado © Arnold Glas

Le dimensioni massime per il trasporto sono quelle standard, ossia 2.450 x 5.000 mm, con spessori della lastra compresi tra 12 e 36 mm.
Ad esempio, sistemi simili sono stati adottati nella Cathedral of Christ the Light progettata da Skidmore, Owings & Merrill ad Oakland e inaugurata nel 2008, con texture a caratterizzare la presenza del vetro in facciata.
L’azienda che produce tale prodotto è la tedesca Arnold Glas, con sede nella città di Remshalden, comune situato nel land del Baden-Württemberg, poco distante dalla città di Stoccarda.

Per approfondire ancora, leggi: Coibentare con la fibra di alga marina è possibile: ecco come

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