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La stabilità dimensionale dei pannelli XLAM

I pannelli XLAM sono caratterizzati da una notevole stabilità dimensionale, proprio in relazione a come sono realizzati. Facciamo il punto con l'esperto di legno strutturale

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I pannelli XLAM sono caratterizzati da una notevole stabilità dimensionale, proprio in relazione a come sono realizzati. Tali pannelli sono prodotti tramite incollatura di più tavole. L’incollatura dei singoli strati permette di ottenere un giunto rigido: il comportamento fisico, meccanico e strutturale può quindi essere analizzato considerando il comportamento dei singoli strati uniti fra loro a formare un corpo unico. In altre parole la superficie incollata è tanto resistente e tanto rigida da non limitare il comportamento del pannello XLAM.

Si consideri, per inciso, che in altri materiali composti da strati di tavole incrociati, ma uniti fra loro con altri sistemi di collegamento che permettono un certo scorrimento fra i singoli strati di tavole, i connettori metallici o di legno impiegati per realizzare il collegamento fra i singoli strati non possono evitare lo scorrimento locale di uno strato rispetto all’altro, dando così origine a un pannello dal comportamento meccanico decisamente più complesso e meno favorevole di quanto non sia quello dell’XLAM.

L’incollatura fra i diversi strati nei pannelli XLAM impone, di fatto, la medesima deformazione, o la medesima variazione della lunghezza di tutti gli strati.
Ne risultano delle sollecitazioni interne, dovute all’interazione fra i diversi strati e al loro diverso comportamento. La differenza di modulo E fra gli strati longitudinali e trasversali definisce l’ampiezza della deformazione e delle sollecitazioni allo stato di equilibrio meccanico fra i diversi strati di tavole.
La differenza fra il modulo E nella direzione longitudinale e nella direzione trasversale presenta un rapporto di almeno 30:1. Appare perciò evidente che la maggiore deformazione degli strati trasversali è impedita da quelli longitudinali e il comportamento dell’intero pannello, nelle due direzioni del proprio piano, è molto simile a quello del legno nella direzione longitudinale.

Questa stabilità dimensionale nel piano del pannello è nota da tempo per i pannelli sottili di compensato. E l’XLAM presenta la stessa struttura del “pannello compensato”, dove i sottilissimi piallacci sono sostituiti da strati di tavole di spessore variabile fra 17 e 35 mm.

 XLAM, pannello multistrato con strati incrociati (Disegno Andrea Bernasconi)

XLAM, pannello multistrato con strati incrociati (Disegno Andrea Bernasconi)

Le variazioni attendibili delle dimensioni di un pannello XLAM, nel suo piano, sono quindi dell’ordine dello 0,1%, cioè meno di 1 mm per metro lineare.
Occorre aggiungere che gli strati trasversali presentano al loro interno con certezza delle fessure da ritiro, dovute sia all’essiccazione iniziale sia alle variazioni di umidità in fase di servizio (molto importante, da notare, l’aspetto umidità per questo materiale). In pratica, quindi, le variazioni dimensionali che ci aspettiamo si manifestano in forma ancora più ridotta.
A conclusione di ciò possiamo affermare che i pannelli XLAM presentano una stabilità dimensionale praticamente completa e totale per quanto concerne le dimensioni nel proprio piano.

Queste considerazioni sono molto importanti in quanto ciò non soltanto rende possibile l’uso di pannelli di grandi dimensioni, senza conseguenze o pregiudizi per gli altri elementi costruttivi e strutturali durante la fase di servizio, ma consente anche la lavorazione di precisione in fase di prefabbricazione, con la certezza di non dover considerare tolleranze o margini di riserva importanti. Vanno da sé la versatilità e le potenzialità di impiego dei pannelli XLAM.

 

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