La vulnerabilita' sismica delle strutture ‘speciali' al centro di un seminario a Mantova | Ingegneri.info

La vulnerabilita’ sismica delle strutture ‘speciali’ al centro di un seminario a Mantova

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Affrontare, attraverso l’esame di casi pratici, le diverse strategie di analisi e verifica di strutture esistenti partendo dagli schemi più usuali, quali quelli a telaio, per arrivare ad approcci di modellazione più generali. È questo l’obiettivo principale del seminario tecnico gratuito – organizzato da Harpaceas, con il patrocinio dell’Ordine degli ingegneri di Mantova -, in programma a Mantova il 10 aprile 2014, dalle 15.00 alle 18.00, presso la sala convegni dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Mantova.

Scopo dell’incontro, dal titolo “Analisi di vulnerabilità sismica di strutture esistenti ‘speciali’: serbatoi, strutture industriali, edifici monumentali”, è anche quello di introdurre il tema delle tecniche di protezione degli edifici, con particolare riferimento al caso delle strutture dotate di dissipatori e isolatori. Verranno inoltre affrontate le tematiche, sempre più importanti in presenza di analisi in regime non lineare, relative alla validazione dei modelli di calcolo. Gli esempi e le metodologie presentate fanno riferimento alle potenzialità di modellazione, calcolo e verifica offerte dalla suite di prodotti software sviluppati da Midas, software house che sviluppa strumenti specificatamente dedicati all’analisi di strutture di qualunque complessità.

I progettisti hanno a disposizione uno spettro piuttosto ampio di strumenti di indagine analitica e di verifica. Le analisi disponibili a livello normativo possono essere distinte in due macro categorie: analisi in regime elastico, analisi non lineari per materiale. All’interno della prima categoria rientrano due analisi ormai ampiamente diffuse nell’attività progettuale: analisi statica equivalente e analisi dinamica con il metodo dello spettro di risposta.

Questi metodi appartengono alla categoria delle analisi svolte in ambito elastico lineare; l’aspetto relativo alla non linearità di materiale viene ripreso solo in sede di verifica. Nell’ambito del problema della riverifica di strutture esistenti risultano ancora più efficaci gli altri due metodi di analisi disponibili in normativa: analisi statiche non lineari e analisi dinamiche non lineari. In particolare, le analisi statiche non lineari (pushover), rappresentano un interessante strumento di indagine perché consentono di indagare, in modo in modo più realistico, il comportamento post-elastico della struttura e quindi permettono di sfruttare al meglio le capacità di resistenza di una struttura esistente.

Questi strumenti di indagine analitica, tenuto conto dei rispettivi ambiti di applicazione, consentono di affrontare tipologie di strutture anche molto differenti tra loro. Accanto ai metodi di modellazione ormai consolidati, che prevedono tipicamente una schematizzazione a telaio, molte strutture esistenti spingono il progettista a sviluppare modelli costituiti da elementi bidimensionali o tridimensionali. In questi ambiti è inevitabile la nascita di maggiori complessità in ognuna delle fasi di lavoro: modellazione, applicazione di carichi e vincoli, esecuzione delle analisi, recupero e analisi dei risultati, verifiche. Oltre a questo ancora più importante diviene il problema del controllo da parte del progettista del modello di calcolo realizzato.

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