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L’analisi di vulnerabilità degli impianti produttivi a grande luce

Il terremoto in Emilia Romagna del 2012 è stato quello che in assoluto ha portato l'attenzione sul rischio sismico riferito agli stabilimenti produttivi. Un focus sull'analisi di vulnerabilità e il consolidamento degli edifici a grande luce

© Presentazione a Seismica Academy dell'ing. Pisciotta di Prysmian Group
© Presentazione a Seismica Academy dell'ing. Pisciotta di Prysmian Group
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Il sisma in Emilia Romagna del 2012, più di altri, ha evidenziato che oltre agli edifici ordinari occorre operare anche nei confronti dei capannoni industriali, ovvero le attività produttive che alimentano l’economia locale. Alla luce di quell’evento (Figura 1 e 2: Fonte “Linee di indirizzo per in globali su edifici industriali” – Reluis 2012, scarica il documento integrale), fu poi pubblicata la scheda Aedes relativa alle costruzioni di grande luce (Aedes GL).

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Perdita di appoggio della trave in un edificio monopiano prefabbricato con travi principali trasversali di non recente costruzione

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Perdita di appoggio della trave principale a sezione variabile in un edificio monopiano prefabbricato con travi principali trasversali di non recente costruzione a causa della crisi a taglio del pilastro di appoggio, reso tozzo dalla configurazione del pannello di tamponatura

La scheda di rilievo AEDES GL
Gli edifici a grande luce, solitamente monopiano, hanno una luce superiore ai 10 m e per quanto il modello sia spesso ricondotto ai capannoni industriali, vi rientra anche come tipologia quella delle stalle o dei ricoveri per gli animali.
Anche il terremoto in Italia centrale ha visto l’utilizzo, da parte tecnici specificatamente formati, della scheda Aedes GL.
Lo scorso 22 novembre 2016 è stata pubblicata l’ordinanza n. 415 “Nuove misure per il supporto al settore zootecnico – 22 novembre 2016” disponendo interventi urgenti per la continuità operativa del settore zootecnico: “Per accelerare i lavori di urbanizzazione necessari al posizionamento dei Mapre – moduli abitativi provvisori rurali, con i relativi allacci, le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, possono avvalersi oltre che delle proprie strutture anche di altri soggetti pubblici.
Data l’estensione dei danni subiti dagli allevatori dopo le scosse di ottobre, le Regioni possono inoltre autorizzare gli stessi allevatori per la realizzazione di opere di urbanizzazione per il posizionamento dei Mapre e i relativi allacci e la realizzazione delle aree per i ricoveri e per gli impianti temporanei di collocazione, alimentazione e mungitura degli animali, oltre che per la conservazione del latte. La misura vale per tutti gli operatori colpiti in questa emergenza, a partire dalla scossa del 24 agosto 2016”.

Analisi di vulnerabilità e relativi progetti di consolidamento
A prescindere dagli eventi sismici recenti, la sicurezza strutturale e non degli edifici a grande luce è fondamentale in chiave soprattutto economica e sociale. Di fatto l’interruzione delle attività, causata ad esempio dal sisma, genera un aggravio finanziario non indifferente.
I danni, come per gli edifici ordinari, possono essere di varia natura, ad esempio:
– non strutturali: si tratta di una casistica molto ampia, pertanto se ne citano solo alcuni di quelli che possono ricorrere, quali le lesioni delle tamponature, ribaltamento delle provviste alimentari e cedimenti degli impianti;
– strutturali: ad esempio problemi agli appoggi trave – pilastro, ribaltamento del prospetto frontale.
Di fatto è fondamentale, in tempo di pace, eseguire un’analisi di vulnerabilità sismica in virtù anche della posizione geografica dell’impianto produttivo (prioritario ad esempio se il sito corrisponde ad una zona 1 o 2, alta o media sismicità) è un comportamento preventivo e precauzionale.
In occasione del convegno “Seismic Academy” vi è stato l’intervento dell’ing. Pisciotta di Prysmian Group in cui è stata illustrata la campagna di indagini e studio della risposta strutturale, nonché il rilievo delle criticità condotti sullo stabilimento di Prysmian sito ad Arco Felice (Na), dove l’accelerazione di picco attesa corrisponde a 0.25 g – 0,30 g (zona sismica 2).

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© Presentazione a Seismica Academy dell’ing. Pisciotta di Prysmian Group

Nella fase di indagine sono stati indagati sia i materiali sia le strutture sia le criticità che in caso di sisma potrebbero attivarsi dando luogo ad interruzioni delle attività, tra cui ad esempio:
• mancato ancoraggio dei pannelli elettrici;

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© Presentazione a Seismica Academy dell’ing. Pisciotta di Prysmian Group

• ancoraggio presente ma inadeguato;

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© Presentazione a Seismica Academy dell’ing. Pisciotta di Prysmian Group

• tamponature non collegate al telaio portante;

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© Presentazione a Seismica Academy dell’ing. Pisciotta di Prysmian Group

Non solo il rilievo delle criticità, ma anche la qualificazione sia delle tecnologie strutturali (fondali, orizzontali e in elevazione) sia della tipologia costrittiva. Questa fase conoscitiva implica il successivo studio della risposta strutturale al fine di intraprendere le diverse soluzioni di consolidamento unitamente alla messa in sicurezza anche degli elementi non portanti, che possono causare danni e sospensioni nelle lavorazioni.

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© Presentazione a Seismica Academy dell’ing. Pisciotta di Prysmian Group

Figura 8

© Presentazione a Seismica Academy dell’ing. Pisciotta di Prysmian Group

Leggi anche: Ricostruzione post sisma: le regole sui contributi alle prestazioni tecniche

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