L'Aquila: "il terremoto non era imprevedibile" | Ingegneri.info

L’Aquila: “il terremoto non era imprevedibile”

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“Essendosi verificato in quello che viene definito periodo di ritorno, vale a dire nel lasso temporale di ripetizione di eventi previsto per l’area aquilana” il terremoto che ha distrutto il territorio aquilano nel 2009 “non era affatto imprevedibile”.

Così scrive il giudice del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco nelle motivazioni sulla sentenza di condanna di 4 imputati e assoluzione di altrettanti, depositate giovedì. Si tratta dei tecnici che nel 2000 effettuarono i lavori di restauro della ‘Casa dello studente’ e che, secondo l’accusa, avrebbero ulteriormente indebolito l’edificio, già gravato da vizi costruttivi dall’epoca della sua edificazione negli anni ’60. A seguito del terremoto del 6 aprile 2009 la struttura è crollata, comportando la morte di otto studenti.

Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone sono stati condannati a quattro anni, poiché, scrive il gup, “i tecnici hanno colpevolmente e reiteratamente ignorato tutte le prescrizioni”. Due anni e mezzo, invece, per Pietro Sebastiani, tecnico dell’Azienda per il diritto allo studio che gestisce l’immobile, il quale “non ha provveduto a fare il collaudo statico dell’immobile”.

Insomma, dopo la sentenza di Condanna dei vertici della Commissione Grandi Rischi pronunciata da Marco Billi, anche secondo il giudice Grieco la drammatica vicenda dell’Aquila è stata caratterizzata da negligenza umana, valutazioni approssimative, generiche e inefficaci. Sulla scorta delle indicazioni tecniche, il sisma poteva essere previsto essendosi verificato nel periodo di ritorno “che – scrive il giudice citando il consulente Luis Decanini – è stato indicato in circa 325 anni dall’anno 1000”. Inoltre, “si è trattato di un terremoto certamente non eccezionale per il territorio aquilano e assolutamente in linea con la sismicità storica dell’area”.

 

 

 

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