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Le guaine impermeabilizzanti per terrazze e giardini

Scegliere la membrana impermeabilizzante per il verde pensile: come orientarsi

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Per la realizzazione del verde pensile su terrazze e giardini la scelta della membrana impermeabilizzante può essere effettuata tra diversi tipi di guaine. In particolare abbiamo guaine fluide, guaine bituminose e guaine sintetiche, ciascuna con proprie caratteristiche.

Vediamo nel dettaglio le guaine, che rappresentano gli elementi cardine del sistema di impermeabilizzazione del verde tecnico, i materiali che le compongono e le caratteristiche specifiche.

Guaine fluide
Le guaine fluide possono essere date a pennello, a rullo, a spatola, a spruzzo, e possono essere sia fredde che calde.
Ne esistono varie tipologie, di tipo monocomponente e bicomponente. Sono a base bituminosa, poliuretanica, acrilica, resinosa o gommosa, possono essere con base a solvente o ad acqua.
Spesso vengono rinforzate con reti o tessuti. A questa categoria possono essere aggiunti i prodotti impregnanti e quelli riflettenti.

Guaine bituminose
Queste guaine fanno parte della tradizione impermeabilizzante.

Paoli e Mazzola 4_FIG 1_Guaina bituminosa con corpi estradossati (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

Guaina bituminosa con corpi estradossati (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

Se si utilizzano le guaine bituminose con una copertura a verde, è necessario che almeno il manto a contatto con le radici delle piante abbia subito un trattamento antiradice. Il bitume è una sostanza organica e come tale offre una particolare attrazione alle radici. Quasi tutti i produttori utilizzano il Preventol per caratterizzare le proprietà antiradice della guaina, ma talvolta la difficoltà di una verifica diretta o le lavorazioni in cantiere effettuate da personale non adeguato possono pregiudicare tali proprietà.
Le guaine bituminose vengono poste in completa aderenza al supporto tramite un primer e poi per fusione dello strato superficiale delle guaine stesse.

Sono di tipo prefabbricato e possono essere con faccia liscia o ardesiata. Ne esistono di tipo elastomerico con compound a base di bitume distillato, resina elastomerica termoplastica, con un’armatura in tessuto non tessuto di poliestere a filo continuo con rinforzo di fili di vetro longitudinali. E ne esistono di tipo plastomerico, costituite da un compound a base di bitume distillato modificato con polipropilene (APP) e poliolefine (APAO), e da un’armatura in tessuto non tessuto di poliestere da filo continuo di elevata grammatura, rinforzato e stabilizzato con fili di vetro longitudinali.

Paoli e Mazzola 4_FIG 2_Guaina bituminosa, particolare di sormonto della saldatura (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

Guaina bituminosa, particolare di sormonto della saldatura (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

Guaine sintetiche
Le membrane sintetiche sono caratterizzate per loro natura da proprietà antiradice, ma richiedono saldature eseguite a perfetta regola d’arte e la fusione dei sormonti dei teli deve essere eseguita da personale altamente specializzato tramite appositi saldatori manuali per materie termoplastiche chiamati Leister.
Generalmente le guaine sintetiche sono in EPDM, in PVC o in poliolefine.
Le guaine in EPDM trovano impiego in zone dove vi è elevato calore o dove l’aggressione chimica o il movimento strutturale sono molto forti. I teli vengono saldati fra loro per autovulcanizzazione di una striscia collante interposta.
Le guaine in PVC sono realizzate con materiali sintetici polimerici normalmente ottenuti per coestrusione. I teli vengono saldati fra loro ad aria calda. Caratterizzati da un fissaggio meccanico, di norma devono essere zavorrati in quanto posti in semplice appoggio sul solaio. Per questo risentono solo parzialmente dei movimenti strutturali del fabbricato.

Paoli e Mazzola 4_FIG 3_Guaina in PVC (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

Guaina in PVC (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

Le guaine in poliolefine sono membrane ottenute per coestrusione di lega di poliolefine elastomerizzate e resistenti ai raggi UV. Hanno stabilità dimensionale e sono permeabili al vapore. I teli vengono saldati fra loro ad aria calda e devono essere zavorrati in quanto posti in semplice appoggio sul solaio; risentono dei movimenti strutturali del fabbricato solo parzialmente. In particolari situazioni i teli possono essere fissati meccanicamente o incollati al fondo. Si tratta di guaine innocue per l’ambiente in quanto totalmente riciclabili.

Paoli e Mazzola 4_FIG 4_Guaina in poliolefine (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

Guaina in poliolefine (Foto Archivio Studio Tecnogreen)

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