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Legno ed edifici multipiano: Dalston Lane

Il Cross Laminated Timber e gli edifici multipiano: ecco un focus tecnologico sul Dalston Lane, il 2° complesso abitativo d’Europa in CLT

Dalston Lane - courtesy of Daniel Shearing
Dalston Lane - courtesy of Daniel Shearing
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di Fabrizio Aimar

Dalston Works, noto precedentemente come Dalston Lane, è il secondo complesso per estensione d’Europa ad essere realizzato in CLT, ossia in Cross Laminated Timber. Situato ad Hackney, Regno Unito, il complesso residenziale conta di 121 unità abitative per una superficie di 12.500 m2, a cui si sommano oltre 3.460 m2 di spazi commerciali. Per la sua realizzazione, questi ha richiesto 3.852 m3 complessivi di CLT, ottenuto dalla segagione e lavorazione dei tronchi di abeti rossi provenienti da foreste certificate austriache e tedesche. Esso costituisce i tamponamenti esterni, gli orizzontamenti, le partizioni interne, il nucleo centrale dell’edificio e le scale di distribuzione, realizzate esclusivamente a secco. Tali unità tecnologiche, come detto in legno lamellare a strati incrociati, impostano su di una struttura continua a telaio in calcestruzzo armato, identificabile con i piani interrato e terreno, fino a giungere all’intradosso della soletta del piano primo fuori terra.

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Dalston Lane - CLT - courtesy of BK Structures

Dalston Lane – CLT – courtesy of BK Structures

I pannelli multistrato in CLT BBS XL possiedono una geometria rettangolare, pari a 12 m di lunghezza e 2,8 m di larghezza, oltre a spessori differenti a seconda del loro impiego strutturale. Per le pareti verticali, dunque aventi funzione portante, essi sono di 100, 120, 140 e 160 mm, a 5 strati sovrapposti e incollati ortogonalmente tra loro (con solo lo 0,6% di colla sul totale); lo strato superiore si presenta lucidato e ordito con giacitura trasversale. In essi, lo spessore dei singoli strati è variabile e passa da una stratigrafia di 20-20-20-20-20 mm, nel pannello da 100 mm, fino ad una di 40-20-40-20-40 in quello da 160 mm.
Per gli orizzontamenti, invece, gli spessori variano in funzione delle aree di carico: in quelli da 140 a 200 mm, il numero di strati complessivo permane pari a 5, mentre in quello da 260 mm, questi incrementano numericamente fino a 7 (ossia: 60-20-40-20-40-20-60) differenziandosi anche in BBS 125. La finitura superiore, per i 4 spessori poc’anzi citati, è lucida e ordita con giacitura longitudinale. Circa le giunzioni metalliche, impiegate nei nodi in cui avvengono le connessioni finger joint con i pannelli contermini, queste si configurano ordinariamente come staffature angolari, a cui si abbinano piastre bullonate e viti autofilettanti nelle aree locali ove gli sforzi si rivelino maggiori.
Il complesso residenziale presenta torri di altezza variabile, comprese tra 5 e 10 piani e con una quota altimetrica massima di circa +33,3 m. Il sistema strutturale degli edifici è stato calcolato e disegnato dalla multinazionale danese Ramboll, coadiuvata dal subappaltatore B&K Structures, quest’ultimo specializzato nella progettazione di strutture in legno. Usando tale tecnologia, è la stessa Ramboll ad affermare come il suo peso complessivo (470 kg/m3) sia di solo un quinto se paragonato ad un telaio equivalente in calcestruzzo, in virtù anche delle sole 7 tonnellate di acciaio di carpenteria metallica impiegate. Qualora, infatti, si fosse propeso per una struttura a telaio in cls armato, il peso del complesso sarebbe stato prossimo alle 10.700 tonnellate, eccessivo per un’area di cantiere situata proprio al di sopra dei tracciati urbani della metropolitana. La struttura in CLT utilizzata, invece, si attesta a sole 2.300 tonnellate, consentendo, di fatto, la realizzazione di ulteriori spazi ad uso abitativo in misura maggiore del 35% rispetto a quella teorica in cls.

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Dalston Lane - CLT - courtesy of Binder Holz

Dalston Lane – CLT – courtesy of Binder Holz

Dal punto di vista ambientale, vi sono vantaggi anche in termini di CO2 sequestrata. La parte superiore dell’intero complesso, infatti, sarà in grado di stoccare circa 2.604 tonnellate di anidride carbonica grazie alla propria costituzione materica. Si reputa, infatti, che 1 m3 di legname sia in grado di catturare e sequestrare circa 0,676 tonnellate di CO2.
Grazie ad un processo di ottimizzazione strutturale, l’edificio impiega il 20% in meno di legname per metro quadrato rispetto al Murray Grove, altro complesso abitativo in CLT progettato sempre da Waugh Thistleton e completato nel 2008. Diversi i benefici ottenuti anche mediante l’impiego di software di modellazione tridimensionale, come VectorWorks e Solibri. La mancanza di un’orditura di travi, sia primaria che secondaria, ha evitato la deviazione dei tracciati impiantistici della ventilazione, oltre ad una significativa riduzione di sfridi e di rumore derivanti dalle lavorazioni di cantiere.
Inoltre, la preformatura dei pannelli, ottenuta mediante processo produttivo CNC, ha decurtato significativamente le tempistiche previste da cronoprogramma relative all’edificazione: infatti, per l’assemblaggio in loco del telaio, vennero impiegati 374 giorni complessivi. Diminuito anche il numero delle consegne dei materiali in cantiere: 111 in totale, circa un settimo rispetto al già citato edificio teorico di paragone con telaio in cls. Purtroppo, tale vantaggio oggettivo viene inficiato dalle lunghe tratte internazionali compiute per il trasporto del legname, tra Austria e Regno Unito.

Dalston Lane - CLT - courtesy of Waugh Thistleton Architects

Dalston Lane – CLT – courtesy of Waugh Thistleton Architects

Al termine del processo di edificazione, il fabbricato è stato infine rivestito con un paramento murario in laterizio faccia a vista. Esso ha registrato la posa di oltre 500.000 mattoni pieni e con giacitura a due teste, disposti in aderenza alla struttura lignea, la cui tessitura e i colori richiamano lo stile vittoriano ed edoardiano delle abitazioni circostanti. A tal proposito, il team progettuale ne ha stimato un possibile accorciamento verticale derivante dallo schiacciamento, imputabile al peso proprio e stimato in un range di 10-60 mm, potenzialmente ravvisabile nel corso della vita dell’edificio.
In chiusura, come già affermato in esordio all’articolo, una precisazione. Il primo complesso abitativo d’Europa per dimensioni, quasi interamente realizzato in CLT, resta il milanese “Cenni di Cambiamento”. Progettato dallo studio Rossi Prodi Associati e terminato nel 2013, l’intervento di social housing conta di 123 appartamenti distribuiti su 9 piani in elevazione. Anche in questo caso, il sistema strutturale è costituito da pannelli in legno lamellare a strati incrociati (circa 5.600 m3 complessivi) e poggianti su di un piano interrato in cls armato, destinato ad autorimessa. Tale sovrastruttura lignea è ancorata al podio di base mediante staffe meccaniche e spinotti autoforanti.

Crediti
Committente: Regal Homes;
Progetto architettonico: Waugh Thistleton Architects;
Progetto strutturale (CLT e facciate): Ramboll;
Progetto strutturale calcestruzzo: Pringuer-James Consulting Engineers;
Progetto acustico: Ramboll;
Progetto impiantistico: XCO2 Energy;
Progetto antincendio: H+H;
Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione: BPM Group;
Appaltatore: Regal Homes;
Appaltatore (CLT): B&K Structures;
Appaltatote (mattoni): Petersen-Tegl.

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