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Markthal Rotterdam di Mvrdv: le serigrafie per i pannelli di alluminio interni

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Dopo gli scavi di fondazione e le strutture di elevazione, pubblichiamo l’ultimo approfondimento tecnico dedicato al Markthal Rotterdam, lo spettacolare mercato coperto di Mvrdv a Rotterdam, dedicato all serigrafie cangianti dei pannelli di rivestimento interni.

Circa 9.000 m2 di cangianti serigrafie digitali decorano il controsoffitto della Hall mercatale, realizzate dagli artisti Arno Coenen e Iris Roskam. Applicate sull’intradosso dell’arco, esse sono stampate su 4.500 pannelli d’alluminio aventi ciascuno dimensione di 1.520×1.520 mm, forati e collegati ai pannelli acustici per il controllo del rumore. Prima di applicare la stampa, Aldowa, la società a cui è spettato il rivestimento metallico, fornisce loro una perforazione acustica. Le piastre, di 2 mm di spessore, presentano forature aventi un diametro di 3 mm non visibili dal suolo, oltre ai 9 fori che ospitano le viti di fissaggio di ciascun pannello. 

Misurazioni altamente accurate, lo studio della logistica legata alle fasi di montaggio e la gestione del colore si sono resi essenziali per il risultato finale. Infatti, poiché tutte le tavole devono essere cromaticamente uguali fra loro, nessuna sfumatura dei toni adoperati doveva verificarsi, richiedendo costanti monitoraggi e prelievi durante l’intero corso del processo di produzione. Per raggiungere la nitidezza desiderata, Aldowa decise di sperimentare la tecnica della sublimazione anziché l’imposizione diretta di tali serigrafie semplicemente come adesivi, elaborando le immagini per mezzo del software Pixar

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La dimensione del file del murales globale è di 1,47 Terabyte, costituita da 400.000 megapixel. Le serigrafie sono state perciò applicate al rivestimento metallico in polvere, attraverso un processo combinato di alta pressione e calore, con l’apposizione di una finitura protettiva trasparente anche antigraffio. A garanzia di qualità del prodotto finale, sono state condotte prove dirette di invecchiamento su pannelli-tipo, quali la resistenza ai raggi UV. 

La placcatura al piano terreno, per scelta, non è stata forata per necessità acustiche, al fine di impedire inquinamento e vandalismo. Grande importanza nella realizzazione ha rivestito la logistica. Ciascuno dei 4.500 pannelli possiede un proprio codice univoco, basato su coordinate X e Y, andando a definire con chiarezza il sito di posa. I giunti fra le piastre sono minimi, al fine di conferire un’immagine unitaria ad ogni singolo elemento rappresentato (ad esempio, si pensi che un lampone è composto da 20 piastre differenti). Inoltre, tali murales devono tenere conto delle 440 finestre che si aprono sull’intradosso di questa volta e sui suoi piedritti, per le quali si rese necessario un posizionamento tramite apparecchi di misurazione in 3D. 

Le pareti divisorie fra gli appartamenti e la sala mercatale sono costitute da 360 pannelli in legno lamellare, il cui peso massimo è di 1.600 kg caduno. Per la posa del soffitto, Aldowa ha usufruito della grande incastellatura montata dall’impresa J.P. di Eesteren per la realizzazione della volta in calcestruzzo tra i 2 piedritti, mentre per le pareti si è costruito un ponteggio che seguisse la curvatura della linea d’intradosso.

Gli abitanti possono raggiungere i loro appartamenti grazie a 6 ingressi separati, i quali sono serviti da ascensori (sono 17 nell’intero complesso) e scale a doppia rampa. A causa della curva della struttura, il vano ascensore varia di dimensione e posizione ad ogni piano, al punto che, al piano terra, esso si trova sulla facciata interna, mentre all’ultimo piano è situato verso la facciata esterna. Il materiale adottato è sempre il calcestruzzo, così come per i setti dell’intero edificio.

L’autore


Fabrizio Aimar

Architetto libero professionista, si laurea a pieni voti presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Torino. Ha collaborato in un noto studio di ingegneria civile ed infrastrutturale di Torino, redigendo progetti esecutivi e costruttivi in supporto a note firme di architettura internazionali (Jean Nouvel, Renzo Piano, Mario Cucinella, Aymeric Zublena). Ha inoltre collaborato al progetto costruttivo architettonico del Grattacielo Intesa Sanpaolo di RPBW, sempre per uno studio torinese. Dal 2009 è firma della rivista “Il Giornale dell’Architettura”. Dal 2010 è membro della commissione cultura dell’Ordine degli architetti P.P.C. della Provincia di Asti. Nel 2014 è firma della rivista coreana di architettura “C3”.

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